{"id":6711,"date":"2023-06-12T12:36:44","date_gmt":"2023-06-12T12:36:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6711"},"modified":"2023-06-12T12:36:45","modified_gmt":"2023-06-12T12:36:45","slug":"torino-la-chiesa-del-sacro-cuore-di-gesu-festeggia-i-150-anni-dalla-posa-della-prima-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6711","title":{"rendered":"Torino, la chiesa del Sacro Cuore di Ges\u00f9 festeggia i 150 anni dalla posa della prima pietra"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 30 giugno 1873 quando il rosminiano Lorenzo Gastaldi, arcivescovo di Torino, benedisse la prima pietra della&nbsp;<strong>chiesa parrocchiale-santuario del Sacro Cuore di Ges\u00f9<\/strong>, situata nel borgo San Salvario lungo l\u2019asse stradale di via Nizza, accanto all\u2019ex complesso scolastico dell\u2019istituto Rosmini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230603_112614-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68228\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per riportare alla memoria questo importante avvenimento, si stanno susseguendo una serie di iniziative&nbsp;<strong>volte a celebrare i 150 anni<\/strong>&nbsp;dalla fondazione della parrocchia, che ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita comunitaria del quartiere di San Salvario. I festeggiamenti raggiungeranno il culmine nella giornata di venerd\u00ec 16 giugno con la Santa Messa celebrata dall\u2019attuale arcivescovo di Torino, Roberto Repole.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 questa l\u2019occasione per ricordare ai fedeli il contesto storico, sociale e religioso che port\u00f2 alla costruzione della chiesa, segnato dalle dure conseguenze della cosiddetta \u201c<strong>eversione dell\u2019asse ecclesiastico<\/strong>\u201d, formula con cui si identificano i due provvedimenti governativi che nel biennio 1866\/1867 determinarono la soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose, nonch\u00e9 la confisca dei loro beni. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230603_113123-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68229\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo le cronache, Lorenzo Gastaldi, che a quel tempo s\u2019era appena insediato come vescovo di Saluzzo, decise di chiamare a Torino un&nbsp;<strong>piccolo gruppo di frati Cappuccini<\/strong>, scelti tra i pi\u00f9 bisognosi, alloggiandoli in una cascina di sua propriet\u00e0, ereditata dal padre, chiamata \u201cPertusa\u201d e collocata nei pressi della Barriera di Nizza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nominato arcivescovo di Torino nel 1871, monsignor Lorenzo Gastaldi, del cui episcopato torinese il sacerdote e professore Giuseppe Tuninetti evidenzia in particolare il \u201c<strong>rosminianesimo<\/strong>\u201d (filone filosofico-teologico che occup\u00f2 un posto di primo piano nella cultura piemontese dell\u2019Ottocento) e la strenua difesa delle prerogative dei vescovi, manifest\u00f2 ben presto la volont\u00e0 di procedere all\u2019edificazione di una nuova chiesa parrocchiale, dedicata al Sacro Cuore di Ges\u00f9, affidandone il progetto all\u2019ingegnere vercellese&nbsp;<strong>Edoardo Arborio Mella<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto il grandioso disegno dell\u2019Arborio Mella, ispirato alle linee del revival gotico, secondo le indicazioni del vescovo Gastaldi e in linea con il gusto ecclesiastico dominante che guardava con favore&nbsp;<strong>agli stili neo-medievali<\/strong>&nbsp;nell\u2019architettura religiosa, non sia stato realizzato in tutte le sue parti, per mancanza di fondi, nell\u2019anno 1876 l\u2019edificio risulta ufficialmente posto nelle condizioni di funzionare come nuova parrocchia, affidata ai frati Cappuccini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/h--1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68230\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel nutrito calendario di iniziative pianificate per il 150\u00b0 anniversario della chiesa, vi \u00e8 il recupero della&nbsp;<strong>monumentale pala d\u2019altare<\/strong>&nbsp;che nel 1877 l\u2019arcivescovo Gastaldi commission\u00f2 al fratello pittore,&nbsp;<strong>Andrea Gastaldi<\/strong>, cui la citt\u00e0 di Torino dedic\u00f2 nel 2016 un\u2019importante mostra nella duplice sede della Pinacoteca Albertina e della Fondazione Accorsi-Ometto. La pala, completata nel 1878 e collocata in origine nell\u2019area absidale della chiesa, prima che si sistemasse l\u2019imponente statua che oggi possiamo ammirare, raffigura&nbsp;<strong><em>l\u2019Apparizione del Sacro Cuore di Ges\u00f9 a Margherita Maria Alacoque&nbsp;<\/em><\/strong>(il titolo completo \u00e8 \u201c<em>Apparizione di Nostro Signor Ges\u00f9 Cristo alla Beata Margherita Alacoque nel monastero di Paray \u2013 le \u2013 Monial in Francia nel 1675<\/em>), tema iconografico che si diffuse in modo particolare dopo il 1864, anno della beatificazione della Alacoque, che sar\u00e0 in seguito canonizzata, nell\u2019anno 1920 da papa Benedetto XV.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono proprio le visioni mistiche e le rivelazioni ricevute dalla suora francese vissuta nel Seicento a determinare lo sviluppo del culto del&nbsp;<strong>Sacro Cuore di Ges\u00f9<\/strong>, gi\u00e0 comunque documentato fin dal Medioevo, conducendo nel 1856, per volere di papa Pio IX, alla proclamazione della solennit\u00e0 liturgica per tutta la Chiesa cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si legge sul sito internet della parrocchia del Sacro Cuore di Ges\u00f9, alla pala del Gastaldi \u00e8 anche legato un piccolo \u201cmistero\u201d: dai lavori di restauro \u00e8 apparsa sulla tela una terza figura, oltre a quelle di Ges\u00f9 e della Alacoque, in cui si riconoscono i tratti iconografici di&nbsp;<strong>San Francesco<\/strong>&nbsp;che emerge da una nube, attorniato da angioletti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230603_112245-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68231\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli studiosi si interrogano se il San Francesco sia stato aggiunto in un secondo tempo da Andrea Gastaldi, che aveva presentato l\u2019opera alla Societ\u00e0 Promotrice di Belle Arti di Torino prima che fosse ufficialmente destinata alla chiesa del Sacro Cuore di Ges\u00f9, e cancellata durante il primo restauro degli anni Cinquanta del Novecento, oppure se sia stato lo stesso pittore, spinto da motivazioni di carattere teologico o estetico (la volont\u00e0 di lasciare tutta la scena alle sole due figure protagoniste, Ges\u00f9 e santa Margherita Maria Alacoque), a cambiare idea,<strong>&nbsp;ricoprendo la figura di San Francesco<\/strong>&nbsp;dopo averla realizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 modo, allo stato attuale delle conoscenze, di stabilire con certezza quale delle ipotesi formulate sia la pi\u00f9 probabile, ma questo piccolo \u201cgiallo\u201d irrisolto ci indurr\u00e0 ad ammirare con ancora maggiore interesse la pala del pittore torinese Gastaldi quando verr\u00e0 nuovamente esposta ai fedeli e ai visitatori della chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Era il 30 giugno 1873 quando il rosminiano Lorenzo Gastaldi, arcivescovo di Torino, benedisse la prima pietra della&nbsp;chiesa parrocchiale-santuario del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6712,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,26,730,495,14,27,284],"tags":[4353,4355,4356,3478,4350,1242,4349,4351,4354,4352,488,1425,256,29,3269],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6711"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6711"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6713,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6711\/revisions\/6713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}