{"id":6732,"date":"2023-06-23T14:42:35","date_gmt":"2023-06-23T14:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6732"},"modified":"2023-06-23T14:55:21","modified_gmt":"2023-06-23T14:55:21","slug":"volpedo-la-pieve-di-san-pietro-e-il-magister-antonius","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6732","title":{"rendered":"Volpedo, la pieve di San Pietro e il \u201cMagister Antonius\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>comune di Volpedo<\/strong>&nbsp;nel tortonese \u00e8 conosciuto per la fiorente frutticoltura \u2013 in particolare pesche, fragole, albicocche \u2013 e per aver dato i natali al celebre pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo, ma pochi sanno che il paese custodisce un vero e proprio scrigno d\u2019arte antica, la&nbsp;<strong>pieve di San Pietro,&nbsp;<\/strong>che racchiude un vasto ciclo di affreschi, in parte attribuiti al misterioso \u201c<strong><em>Magister Antonius\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20413922_1399929663448498_7864218900266533187_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68458\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Citata per la prima volta in un documento del 965 (conservato nell\u2019Archivio Capitolare di Tortona), la chiesa attuale, situata ai mergini dell\u2019abitato, risulta innestata sulle fondamenta d\u2019una chiesa battesimale p\u00f9 antica, risalente secondo gli studiosi al V\/VI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio presenta una&nbsp;<strong>struttura semplice<\/strong>, con facciata a salienti e tessitura muraria in mattoni misti a ciottoli di fiume, che si conserva nell\u2019abside e in alcuni punti delle pareti laterali, mentre le restanti parti vennero rimaneggiate in occasione del cantiere quattrocentesco.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20423846_1399930596781738_528330020973010526_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68459\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La chiesa di San Pietro nacque, al pari di tante altre disseminate per le campagne piemontesi, come pieve o parrocchia rurale, avente diritto di battesimo e sepoltura. Il vocabolo \u201c<strong>pieve<\/strong>\u201d deriva dal latino \u201cplebs\u201d, che nell\u2019accezione invalsa nell\u2019alto Medioevo indica i villici (abitanti delle campagne) raggruppati nelle parrocchie rurali intese sia come entit\u00e0 sociali, sia poi come distretti territoriali. Il termine \u201cplebs\/pieve\u201d pass\u00f2 infatti, con il tempo, a designare anche il tempio fisico in cui i villici si riunivano, secondo lo stesso processo che port\u00f2 il vocabolo \u201cecclesia\u201d, designante l\u2019assemblea dei fedeli, ad indicare il luogo materiale, la chiesa, deputato alla loro riunione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20280468_1399931630114968_6921058032808512118_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68460\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La pieve conserva all\u2019interno&nbsp;<strong>importanti affreschi<\/strong>&nbsp;che rivelano una cultura figurativa di alto livello, datati tra la seconda met\u00e0 del XV e il principio del XVI secolo e riferiti a cinque mani diverse, tra cui spicca l\u2019intervento di un artista identificato come&nbsp;<strong><em>Magister Antonius<\/em><\/strong>, ancora largamente influenzato nei modi dal gusto gotico cortese.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonius ha lasciato una firma su uno dei frammenti pittorici e a lui o alla sua bottega sarebbe riconducibile buona parte dell\u2019apparato decorativo della chiesa, come il&nbsp;<strong>maestoso ciclo dell\u2019abside<\/strong>&nbsp;e alcune (cinque su undici) delle immagini votive presenti sui pilastri (Bernardo Gabrieli in \u201c<em>Gli affreschi di Magister Antonius nella pieve di San Pietro a Volpedo<\/em>\u201d). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20413864_1399930210115110_1584187801650262774_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68461\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La maggior parte di questi affreschi, prima che si consolidasse l\u2019ipotesi dell\u2019attribuzione al Magister Antonius, era ricondotta dalla critica locale all\u2019ambito dei&nbsp;<strong>Boxilio<\/strong>, famiglia di pittori originaria di Castelnuovo Scrivia che fu molto attiva tra fine Quattrocento e principio del Cinquecento nei territori dell\u2019alessandrino e del tortonese. &nbsp;A un loro esponente,&nbsp;<strong>Giovanni Quirico Boxilio<\/strong>, \u00e8 attribuito, ad esempio, il pregevole affresco raffigurante la&nbsp;<em>Vergine in trono con i santi Giacomo ed Agata<\/em>&nbsp;(1502) che orna l\u2019edicola addossata al terzo pilastro della navata destra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20280558_1399931833448281_4845931716672658038_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68462\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell\u2019abside, di recente restaurata, si sviluppa il ciclo pittorico datato 1460-1462 e attribuito al&nbsp;<strong>Magister Antonius<\/strong>, maestro dall\u2019impronta stilistica ancora tardo-gotica influenzata dalla produzione minatoria della prima met\u00e0 del Quattrocento e di ambito pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel registro inferiore si nota la&nbsp;<strong>teoria dei dodici Apostoli<\/strong>, intervallati dalla figura di&nbsp;<strong>Re David,&nbsp;<\/strong>inserita in una nicchia, a suggerire l\u2019idea di continuit\u00e0 tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, da una Madonna con il Bambino e da una raffigurazione del Cristo in Piet\u00e0 o&nbsp;<strong><em>Imago Pietatis<\/em><\/strong>, che propone il tema iconografico di Ges\u00f9 ritratto in posizione frontale, stante nel sepolcro e con le mani incrociate, intento a mostrare i segni e gli oggetti della Passione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20286889_1399931076781690_1065765354814892713_o-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68463\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel catino absidale, campeggia invece un\u00a0<strong>Cristo Pantocratore<\/strong>\u00a0in mandorla attorniato dai simboli degli Evangelisti (Tetramorfo), dalla Vergine sfarzosamente abbigliata e dall\u2019Arcangelo Michele, a comporre una rara rappresentazione dell\u2019Apocalisse (Bernardo Gabrieli).<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo questo breve scritto con una curiosit\u00e0: come abbiamo scritto, il paese di Volpedo \u00e8 legato alla figura di un altro celebre artista,&nbsp;<strong>Giuseppe<\/strong>&nbsp;<strong>Pellizza da Volpedo<\/strong>, di cui si conserva la casa-studio, dove il pittore mor\u00ec suicida nel giugno 1907, devastato dal dolore per la morte del figlio terzogenito e dell\u2019amata moglie. Proprio in una delle opere di Pellizza, intitolata \u201cFiumana\u201d, che anticipa i temi del suo capolavoro, il \u201cQuarto Stato\u201d, troviamo immortalato l\u2019inconfondibile profilo della pieve di San Pietro, che doveva essere molto cara all\u2019artista. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Il&nbsp;comune di Volpedo&nbsp;nel tortonese \u00e8 conosciuto per la fiorente frutticoltura \u2013 in particolare pesche, fragole, albicocche \u2013&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6733,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,27],"tags":[2391,4388,4387,1813,4386,206,4385,303,73,1222,4384],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6732"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6732"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6732\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6735,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6732\/revisions\/6735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}