{"id":6777,"date":"2023-07-24T15:12:19","date_gmt":"2023-07-24T15:12:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6777"},"modified":"2023-07-24T15:12:22","modified_gmt":"2023-07-24T15:12:22","slug":"itinerario-a-moncalvo-tra-paesaggio-arte-e-tradizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6777","title":{"rendered":"Itinerario a Moncalvo tra paesaggio, arte e tradizioni"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Immerso nel dolce paesaggio collinare del Monferrato, tra Asti e Casale, sorge <strong>l\u2019abitato di Moncalvo<\/strong>, che deve la propria prosperit\u00e0 alla pratica dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento, in particolare la coltivazione della vite e la produzione di carni bovine di pregiata razza piemontese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bb\/da\/0c\/bbda0cf8e4a240493c78115c952de50e.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"840\"\/><figcaption>La piazza centrale di Moncalvo con la medievale casa dei Marchesi del Monferrato (o palazzo Paleologo).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle due ultime domeniche di ottobre si svolge poi, per antica tradizione, la <strong>Fiera del Tartufo<\/strong>, essendo la citt\u00e0 (e il suo territorio) un importante luogo di raccolta e di commercio del pregiato fungo ipogeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Inserita nei possedimenti dei <strong>marchesi aleramici del Monferrato<\/strong>, che a partire da Bonifacio II la scelsero tra le sedi principali della loro corte itinerante, la localit\u00e0 di Moncalvo segu\u00ec per lungo tempo le sorti dello stato monferrino, con parentesi di occupazione astigiana (1290) e saluzzese (dopo il 1305). Sottoposta alla signoria dei <strong>Paleologi<\/strong>, che governarono il Monferrato succedendo alla dinastia aleramica, e, a partire dalla met\u00e0 del Cinquecento, dei <strong>Gonzaga di Mantova<\/strong>, che s\u2019erano assicurati il dominio sul territorio monferrino grazie al matrimonio tra Federico Gonzaga e Margherita Paleologo, l\u2019ultima della sua stirpe, Moncalvo pass\u00f2 nel 1708, insieme con l\u2019intero Monferrato, ai<strong> duchi di Savoia<\/strong>, che garantirono da allora in avanti un periodo di stabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/91\/85\/38\/91853834c8bf7bf686f6272958d0773f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La gotica casa Lanfrancone (sec. XIII). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1774 il sovrano, <strong>Vittorio Amedeo III di Savoia<\/strong>, conferm\u00f2 alla comunit\u00e0 di Moncalvo, con Regie Patenti, il titolo di \u201c<strong>citt\u00e0<\/strong>\u201d, gi\u00e0 riconosciuto nel 1705 dal duca di Mantova Carlo Federico Gonzaga.<\/p>\n\n\n\n<p>Di notevole interesse, vistando Moncalvo, \u00e8 il centro antico, d\u2019impianto medievale. Qui si conservano pregevoli esempi di dimore con facciate in cotto e formelle decorate, come la quattrocentesca <strong>casa De Maria,<\/strong> conosciuta anche come <strong>palazzo Paleologo<\/strong> o casa dei Marchesi del Monferrato, e la duecentesca gotica <strong>casa Lanfrancone<\/strong>, che si affaccia sulla Contrada Maestra di Moncalvo, denominata nei secoli passati \u201c<strong>Contrada della Fracchia<\/strong>\u201d (<em>La Fracia<\/em> nella parlata locale), ricalcata sul tracciato viario di origine romana e longobarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019antico castello marchionale, che fu residenza dei marchesi del Monferrato e ospit\u00f2 illustri personalit\u00e0 come l\u2019imperatore Sigismondo di Lussemburgo, sopravvivono i <strong>poderosi bastioni<\/strong> e i suggestivi camminamenti, recuperati di recente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b6\/dc\/96\/b6dc96966df95a8998392f7d373fd0cf.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le vestigia che oggi si osservano non appartengono, per\u00f2, alle fortificazioni pi\u00f9 antiche, che secondo gli storici locali dovevano invece sussistere in <strong>localit\u00e0 Gessi<\/strong>, dove prese forma il nucleo primigenio di Moncalvo, o sul rilievo che in seguito avrebbe accolto la chiesa di San Francesco. Gi\u00e0 da tempo in condizioni di abbandono, l\u2019antico castello marchionale venne in gran parte demolito nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento quando l\u2019amministrazione comunale, sorda alle rimostranze di una parte della popolazione, volle fare spazio a un\u2019ampia piazza circondata da portici, da destinare all\u2019esercizio del commercio. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Degne di rilievo sono alcune dimore gentilizie, come l&#8217;elegante <strong>palazzo Manacorda,<\/strong> di gusto barocco, il settecentesco <strong>palazzo Testa Fochi<\/strong>, opera dell&#8217;architetto casalese Francesco Ottavio Magnocavalli (o Magnocavallo), che racchiude capitelli di et\u00e0 romana, e il signorile <strong>palazzo Dal Pozzo<\/strong>, considerato il pi\u00f9 insigne della citt\u00e0 nella &#8220;Guida del Viaggiatore in Piemonte&#8221; scritta da Marco Nicolosino e pubblicata a Torino da Modesto Reycend nel 1831. Quest&#8217;ultimo, con facciata dalle linee sobrie e severe proprie del periodo della Restaurazione, venne interessato tra il 1812 e il 1816 da una campagna decorativa affidata all&#8217;<strong>artista casalese Pietro Fea<\/strong>, formatosi a Torino al tempo di re Vittorio Amedeo III e considerato esponente di quel clima culturale sospeso tra &#8220;sussulti ancora rococ\u00f2&#8221; e &#8220;compostezza neoclassica&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/c0\/1c\/32c01c1348bbfb383d7f27349e2206dc.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Ingresso del Teatro Civico, costruito nel 1878.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sull&#8217;ampia piazza Garibaldi si affaccia il maestoso <strong>Teatro Civico<\/strong>, costruito nel 1878 dopo la demolizione del castello, nel punto dove sorgeva una cappella militare chiamata &#8220;chiesa della Madonna&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 anche l&#8217;edificio che oggi ospita la sede municipale e che, acquistato nella prima met\u00e0 del Seicento dal pittore <strong>Guglielmo Caccia detto il Moncalvo<\/strong>, promotore di investimenti immobiliari nella Moncalvo del tempo, fu adibito per sua volont\u00e0 a monastero delle Orsoline affinch\u00e9 vi trovassero sistemazione le figlie. Una di queste, <strong>Orsola Caccia<\/strong>, trascorse la sua esistenza tra le mura del monastero dedicandosi alla preghiera e all&#8217;arte e lasciando come testimonianza di s\u00e9 numerose opere pittoriche, realizzate anche su committenza dei Savoia, in cui manifest\u00f2 una sua originale sensibilit\u00e0, riconoscibile in particolare nei dettagli delle nature morte, nelle scene con piccoli animali e nell&#8217;uso di colori brillanti e vividi, rivelatore di influssi fiamminghi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/50\/78\/17\/50781787b92c65a0b066da1ce30db952.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Chiesa di Sant&#8217;Antonio Abate. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel palazzo che accoglie gli uffici municipali si trova anche allestito il <strong>Museo Civico<\/strong>, un luogo sorprendente che offre ai visitatori la collezione privata donata alla citt\u00e0 dall&#8217;ambasciatore moncalvese Franco Montanari, una pinacoteca con opere di Chagall, De Chirico, Guttuso e altri pittori del Novecento, due piccole raccolte di arte giapponese e africana e tre capolavori di Orsola Caccia.  <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019itinerario alla scoperta del patrimonio artistico e architettonico di Moncalvo non pu\u00f2 non comprendere la visita della <strong>chiesa di San Francesco<\/strong>, fondata nel XIII secolo su un rialzo del terreno detto Monteguardo o Belvedere, posto a sud-est dell\u2019abitato. Divenuta parrocchiale solo nel 1783 e riplasmata nel periodo tardo-barocco &#8211; salvo il campanile, l\u2019area absidale e il chiostro attiguo alla sacrestia, che conservano la struttura trecentesca &#8211; la chiesa \u00e8 uno scrigno d\u2019arte, che vede come protagoniste le tele di <strong>Guglielmo Caccia detto il Moncalvo <\/strong>(1568-1625), insigne pittore piemontese nato a Montabone presso Acqui e formatosi alla scuola vercellese, e della figlia Orsola Maddalena. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bd\/25\/6c\/bd256cb34852e861093f5e9f37742055.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altre opere di questo pittore, che fu interprete del manierismo controriformistico, ma aperto a influenze diverse, si possono ammirare nella <strong>chiesa di Sant\u2019Antonio Abate<\/strong>, seicentesca, che si trova lungo la Contrada Maestra. La <strong>chiesa della Madonna delle Grazie<\/strong>, con movimentato prospetto in cotto, si segnala invece come l&#8217;unica opera dell&#8217;architetto Magnocavalli ad essere stata completata secondo il progetto originale, datato 1756-58. <\/p>\n\n\n\n<p>Un altro personaggio legato alla citt\u00e0 monferrina, dove nacque nel 1806, fu<strong> Gabriele Capello<\/strong>, soprannominato anch&#8217;egli &#8220;<strong>il Moncalvo<\/strong>&#8220;, che si distinse come fabbricante di mobili e come abile ebanista, divenendo il principale fornitore della Real Casa e collaborando insieme con Pelagio Pelagi (1775-1860) al rinnovamento degli arredi lignei delle residenze sabaude, in particolare Palazzo Reale e il castello di Racconigi.  <\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le tradizioni locali, oltre all\u2019ambito enogastronomico, va segnalata l\u2019antica pratica sportiva del <strong>tamburello a muro<\/strong>, chiamato \u201c<em>tambass<\/em>\u201d in piemontese, e soprattutto la produzione artigianale di fischietti artistici, detti \u201c<strong><em>subiet \u2018d Patro<\/em><\/strong>\u201d perch\u00e9 tipici della frazione Patro di Moncalvo. Menzionati anche da <strong>Vincenzo Buronzo<\/strong>, letterato e politico nato a Moncalvo nel 1884, i cosiddetti <strong><em>subiet \u2018d Patro<\/em> <\/strong>sono statuine plasmate in creta collinare (argilla), lasciata grezza o colorata, che assumono le forme pi\u00f9 disparate, animali, personaggi, oggetti, e che, grazie a un ingegnoso sistema di fori e cavit\u00e0 comunicanti, emettono melodie in forma di fischio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Immerso nel dolce paesaggio collinare del Monferrato, tra Asti e Casale, sorge l\u2019abitato di Moncalvo, che deve la propria prosperit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6778,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,495,14,27],"tags":[1601,204,861,4404,2632,2628,2629,105,2630,2621,30,35,4403,38],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6777"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6777"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6791,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6777\/revisions\/6791"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}