{"id":6932,"date":"2023-09-26T14:18:54","date_gmt":"2023-09-26T14:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6932"},"modified":"2023-09-26T14:19:53","modified_gmt":"2023-09-26T14:19:53","slug":"alla-scoperta-del-comune-di-moncenisio-tra-storie-di-valico-fede-e-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6932","title":{"rendered":"Alla scoperta del comune di Moncenisio, tra storie di valico, fede e natura"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>E ho attraversato grandi paesi di montagna, sono giunto ai piedi della pi\u00f9 grande e pi\u00f9 alta di tutte, che si chiama&nbsp;<strong>Moncenisio<\/strong>\u201d<\/em>: cos\u00ec scrive nelle sue memorie di viaggio&nbsp;<strong>Bertrandon de la Broqui\u00e8re<\/strong>, che fu agente segreto al servizio del duca di Bergogna e pellegrino in Terra Santa nel 1432-1433. <\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo nello scritto, l\u2019autore annota che il valico \u201c<em>\u00e8 assai pericoloso da attraversare nel periodo delle abbondanti nevicate per due motivi, dicono gli abitanti di quel paese. Una, perch\u00e9 si devono avere buone guide, che essi chiamano \u201c<strong>marroni<\/strong>\u201d&nbsp;<\/em>(<em>marrons<\/em> nella parlata locale)<em>, per trovare la via che \u00e8 coperta e per non perdersi; l\u2019altro motivo perch\u00e9 il vociare fa cadere la neve con impeto, dicono i marroni. E per questa ragione, ci impedirono di parlare ad alta voce<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230624_150058-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71026\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa testimonianza evidenzia l\u2019importanza rivestita gi\u00e0 nella prima met\u00e0 del Quattrocento, come luogo di sosta e di passaggio, dell\u2019<strong>abitato di Ferrera Cenisio,&nbsp;<\/strong>che ospita la sede municipale del&nbsp;<strong>comune di Moncenisio<\/strong>, il pi\u00f9 piccolo del Piemonte, situato a oltre 1400 metri di quota lungo l\u2019antica Strada Reale che un tempo, fino alla costruzione della nuova strada napoleonica risalente al primo Ottocento, congiungeva la valle di Susa e il Piemonte alla Savoia attraversando la val Cenischia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a2\/d9\/f9\/a2d9f90f9de2995269a48835310c9abd.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Soprattutto con l\u2019affermarsi nel XVI secolo del Moncenisio come&nbsp;<strong>il pi\u00f9 importante valico delle Alpi occidentali,<\/strong>&nbsp;s\u2019intensific\u00f2 nei borghi della val Cenischia il traffico di viandanti e di carrozze, che occorreva smontare al termine della carrozzabile, presso il comune di Novalesa, per poi affrontare, accompagnati dai \u201cmarrons\u201d, uomini del posto dediti al mestiere di guida e di portatore, la lunga e tortuosa salita lungo le impervie mulattiere dirette a Lanslebourg in Savoia, effettuata con l\u2019ausilio di rudimentali portantine (\u201ccadreghe\u201d) e robuste slitte (dette \u201cramasses\u201d in quanto, in origine, costituite da fasci di rami).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230624_145957-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71027\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il transito per il villaggio di Ferrera Cenisio era obbligato, e questo spiega la presenza, ancora nell\u2019Ottocento, di ben&nbsp;<strong>quattro alberghi<\/strong>, che recavano nomi antichi e poetici: Sant\u2019Antonio, dell\u2019Angelo, della Croce Bianca, del Montone.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Solo con la costruzione nella prima decade dell\u2019Ottocento della Strada Napoleonica, vanamente osteggiata dalla popolazione della val Cenischia, che intendeva proteggere la propria principale fonte di reddito, cominci\u00f2 la&nbsp;<strong>decadenza economica<\/strong>&nbsp;per gli abitanti del borgo di Moncenisio che, per quanto impiegati come manodopera nel cantiere stradale, furono in seguito costretti a trovare altre forme di sostentamento o ad emigrare. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e4\/00\/3a\/e4003a9abfa810428870a61412682a92.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019agglomerato di Ferrera Cenisio \u00e8 formato da una manciata di abitazioni disposte sui due lati del&nbsp;<strong>torrente Cenischia<\/strong>, che attraversa impetuoso il paese, oggi costretto a scorrere in mezzo ad alti argini in cemento realizzati a cura dell\u2019ENEL nella seconda met\u00e0 del Novecento, senza alcun riguardo per il contesto architettonico e naturale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230624_153210-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71028\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il frassino di Ferrera Cenisio, inserito nell\u2019elenco degli alberi monumentali del Piemonte.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel tessuto abitativo del borgo, ben conservato nelle sue caratteristiche costruttive, risalta la&nbsp;<strong>chiesa parrocchiale di San Giorgio,<\/strong>&nbsp;dedicata al santo martire che \u00e8 anche patrono del paese e che si trova raffigurato in rilievo sul portale d\u2019ingresso. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interno custodisce diverse opere di pregio: nell\u2019area absidale un&nbsp;<em>retable<\/em>&nbsp;intagliato e in parte dorato di scuola savoiardo-piemontese, datato a fine Seicento; sopra l\u2019altare di Sant\u2019Antonio, un altro&nbsp;<em>retable<\/em>&nbsp;con colonne tortili e timpano spezzato di ambito savoiardo risalente alla seconda met\u00e0 del Seicento; sul trave in legno dell\u2019arco trionfale,il&nbsp;<strong>gruppo scultoreo seicentesco del Calvario.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20230624_153822-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71029\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chiesa di San Giorgio: il gruppo scultore seicentesco del Calvario.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Notevoli sono, infine, gli elementi di attrazione naturalistica e paesaggistica che contraddistinguono il borgo e il territorio comunale di Moncenisio: tra questi, segnaliamo i due piccoli laghi di origina glaciale, il&nbsp;<strong>lago della Ferrera<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>lago Foppa<\/strong>, situati nei paraggi del paese, oggi riserve di pesca per la pregiata trota del Moncenisio, e il&nbsp;<strong>grande frassino<\/strong>, che prospera accanto alla chiesa parrocchiale, registrato tra gli alberi monumentali del Piemonte \u201c<em>per le eccezionali caratteristiche in rapporto alla tipologia della specie<\/em>\u201d dato che questo esemplare supera i 300 anni d\u2019et\u00e0 mentre, in generale, il frassino non \u00e8 ritenuto dagli studiosi un albero molto longevo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso \u201cE ho attraversato grandi paesi di montagna, sono giunto ai piedi della pi\u00f9 grande e pi\u00f9 alta di tutte, che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6933,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,26,2321,14,27,86],"tags":[4436,4435,1383],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6932"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6932"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6934,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6932\/revisions\/6934"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}