{"id":6941,"date":"2023-10-03T17:16:05","date_gmt":"2023-10-03T17:16:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6941"},"modified":"2023-10-04T19:59:20","modified_gmt":"2023-10-04T19:59:20","slug":"6941","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6941","title":{"rendered":"Stresa, le vicende storiche della Villa Ducale dalla famiglia Bolongaro ai Padri Rosminiani"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Costruita intorno al 1770, la&nbsp;<strong>Villa Ducale di Stresa<\/strong>&nbsp;\u00e8 ritenuta la pi\u00f9 antica tra le tante ville d\u2019epoca che sorgono nella rinomata localit\u00e0 turistica situata sulla sponda piemontese del lago Maggiore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/DCAM0041-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71229\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio era in origine conosciuto con l\u2019appellativo di \u201c<strong>Villa Bolongaro<\/strong>\u201d in quanto eretto su committenza di&nbsp;<strong>Giacomo Filippo<\/strong>&nbsp;<strong>Bolongaro<\/strong>, esponente d\u2019una facoltosa famiglia originaria di Stresa che s\u2019era insediata ad Anversa, nelle Fiandre, dove aveva avviato un fiorente commercio di tabacco. Come annota la studiosa&nbsp;<strong>Vilma Burba<\/strong>, il giovane Giacomo Filippo, chiamato dal nonno ad aiutarlo, diede un notevole impulso all\u2019impresa di famiglia escogitando&nbsp;<strong>un nuovo modo di conciare il tabacco<\/strong>, che riscosse notevole successo in tutta Europa e favor\u00ec l\u2019apertura di nuove sedi dell\u2019attivit\u00e0 ad Amsterdam, Francoforte e Lipsia.<\/p>\n\n\n\n<p>In et\u00e0 matura Giacomo Filippo torn\u00f2 nel borgo nat\u00eco, dove volle far costruire per s\u00e9 e per la famiglia&nbsp;<strong>una magnifica e lussuosa residenza<\/strong>&nbsp;in un periodo in cui Stresa non era ancora una meta turistica di richiamo internazionale, bens\u00ec un paese povero, di pescatori e contadini. Il Bolongaro, animato da solida fede cristiana e spirito caritatevole, destin\u00f2 anche una parte dei suoi averi al sostegno di iniziative in favore dei compaesani meno abbienti e si fece benvolere da tutti per l\u2019aiuto materiale che mai faceva mancare ai bisognosi. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>villa dei Bolongaro<\/strong>&nbsp;a Stresa, che dal punto di vista architettonico aveva un aspetto un po\u2019 diverso dall\u2019attuale per via di una serie di modifiche realizzate in seguito, era stata edificata pi\u00f9 o meno negli stessi anni in cui un fratello di Giacomo Filippo, Giuseppe Maria, fece costruire la propria residenza di famiglia, denominata \u201c<strong><em>Bolongaropalast<\/em><\/strong>\u201d (Palazzo Bolongaro), tuttora esistente, nei&nbsp;<strong>sobborghi di&nbsp;H\u00f6chst<\/strong>, localit\u00e0 oggi inserita nel distretto urbano di&nbsp;<strong>Francoforte sul Meno<\/strong>&nbsp;in Germania. Qui il principe elettore Emmerich Joseph di Mainz (Magonza) aveva in animo di realizzare un nuovo agglomerato urbano attorno al castello dinastico, ma il progetto non fu mai portato a termine, lasciando come testimonianza di s\u00e9 solo alcuni edifici di pregio, come il&nbsp;<em>Bolongaropalast<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/DCAM0037-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71230\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Proprio per la contemporaneit\u00e0 costruttiva e la committenza proveniente dalla stessa famiglia, esistono indubbie similarit\u00e0 tra la residenza dei Bolongaro a&nbsp;<strong>H\u00f6chst<\/strong>, affacciata su \u201c<strong><em>Bolongarostrasse<\/em><\/strong>\u201d, intitolazione che testimonia la fama acquisita dalla famiglia piemontese in questa regione tedesca, e la villa fatta costruire nello stesso periodo da Giacomo Filippo a Stresa, che fu soprannominata \u201c<strong>Casa d\u2019oro<\/strong>\u201d dagli abitanti, colpiti dalle dimensioni imponenti e dalla sfarzosit\u00e0 delle sale, soprattutto se messe a raffronto con la modestia delle case del borgo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molti anni pi\u00f9 tardi, nel 1850,&nbsp;<strong>Anna Maria Bolongaro<\/strong>, nipote del costruttore della villa, conosciuta come \u201cMadama Bolongaro\u201d, cedette la propriet\u00e0 della splendida residenza all\u2019abate e filosofo roveretano&nbsp;<strong>Antonio Rosmini<\/strong>&nbsp;che aveva avuto modo di conoscere e di ospitare nella sua casa in occasione dei viaggi compiuti dal religioso a Domodossola, dove gi\u00e0 nel 1828 s\u2019era ritirato per fondare sul Monte Calvario l\u2019Istituto della Carit\u00e0 (Congregazione religiosa dei Padri Rosminiani).<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Rosmini abit\u00f2 nelle stanze di Villa Bolongaro fino alla morte, avvenuta il 1\u00b0 luglio 1855, e qui ebbe modo di coltivare la sua amicizia con il celebre scrittore Alessandro Manzoni, che lo assistette negli ultimi giorni. Una targa in bronzo, opera dell\u2019artista&nbsp;<strong>Pietro Canonica<\/strong>&nbsp;eseguita tra il 1898 e il 1905 e collocata all\u2019interno della villa, celebra l\u2019indissolubile legame spirituale e culturale tra Rosmini e l\u2019amico Manzoni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prestigiosa storia di Villa Bolongaro era, per\u00f2, destinata a proseguire perch\u00e9 nel 1857, grazie all\u2019intermediazione del marchese Arconati, i Padri Rosminiani vendettero il palazzo di Stresa a&nbsp;<strong>Elisabetta di Sassonia<\/strong>, principessa tedesca che nel 1850 era convolata a nozze con&nbsp;<strong>Ferdinando di Savoia-Genova<\/strong>, secondogenito di re Carlo Alberto di Savoia, e madre di Tommaso e della futura regina Margherita, moglie di re Umberto I.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/354461548_645749114266341_5805590131678257839_n-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71231\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Elisabetta, duchessa di Savoia-Genova,<\/strong>&nbsp;elesse l\u2019antica villa dei Bolongaro a residenza prediletta per la villeggiatura, soggiornandovi per lunghi periodi dal 1857 al 1912, anno della morte, in compagnia del secondo marito, il marchese Rapallo. E\u2019 questa la ragione che giustifica l\u2019appellativo di \u201c<strong>Villa Ducale<\/strong>\u201d attribuito all\u2019antica dimora dei Bolongaro. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La duchessa di Genova fece apportare alcune modifiche all\u2019architettura della villa, aggiungendo una mansarda per ampliare gli spazi abitabili, ma questo cantiere non fu l\u2019ultimo perch\u00e9 nel 1946 divamp\u00f2&nbsp;<strong>un violento incendio<\/strong>&nbsp;che distrusse la parte superiore dell\u2019edificio, costringendo i proprietari di allora a intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, furono ancora i<strong>&nbsp;Padri Rosminiani<\/strong>&nbsp;a imprimere una nuova svolta al destino della Villa Ducale di Stresa: nel 1942 l\u2019Istituto della Carit\u00e0 fondato dal filosofo roveretano, in concorrenza con il comune di Stresa, aveva infatti deciso di riacquistare l\u2019edificio, insediandovi dapprima un piccolo collegio per gli alunni delle scuole elementari e poi, nel 1966, scegliendolo come sede ufficiale del&nbsp;<strong>Centro Internazionale di Studi Rosminiani<\/strong>, ente creato allo scopo di promuovere lo studio e la diffusione del pensiero rosminiano attraverso pubblicazioni, convegni e corsi di livello universitario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso di visita della Villa Ducale di Stresa comprende l\u2019ampio parco, oggi meno esteso di quanto non fosse in origine, e il&nbsp;<strong>Museo storico Antonio Rosmini<\/strong>, che include la biblioteca e la camera dove il religioso roveretano visse gli ultimi anni e mor\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/15994878_260237381075134_6865442204862862188_o-821x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71232\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per visitare la tomba e il monumento dedicato a Rosmini, capolavoro dello scultore ticinese&nbsp;<strong>Vincenzo Vela<\/strong>&nbsp;inaugurato nel 1859, occorre invece salire al&nbsp;<strong>Colle Rosmini<\/strong>, in splendida posizione panoramica sul lago Maggiore, dove sorge il complesso del&nbsp;<strong>Collegio \u201cRosmini\u201d,<\/strong>&nbsp;istituito nel 1835 per volere di Anna Maria Bolongaro e oggi adibito a sede del Centro di Accoglienza rosminiano con finalit\u00e0 religiose, culturali e formative. A lato del Collegio si erge la&nbsp;<strong>chiesa del SS. Crocifisso<\/strong>, che ospita, in una cappella laterale, il monumento con la statua di Antonio Rosmini, la cui tomba \u00e8 collocata nella cripta, e il sarcofago con le spoglie mortali del poeta e sacerdote rosminiano<strong>&nbsp;Clemente Rebora<\/strong>, ivi traslate nel 1985.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Costruita intorno al 1770, la&nbsp;Villa Ducale di Stresa&nbsp;\u00e8 ritenuta la pi\u00f9 antica tra le tante ville d\u2019epoca che sorgono nella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6946,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,2321,495,14,27],"tags":[4447,3187,1852,4448,4444,3518,30,4445,4449,35,4443,2822,4446],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6941"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6950,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions\/6950"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6946"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}