{"id":7166,"date":"2023-12-13T09:04:16","date_gmt":"2023-12-13T09:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=7166"},"modified":"2023-12-29T11:27:47","modified_gmt":"2023-12-29T11:27:47","slug":"rossana-la-gotica-chiesa-dellassunta-e-i-ruderi-del-castello-che-fu-dei-conti-gazelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=7166","title":{"rendered":"Rossana, la gotica chiesa dell\u2019Assunta e i ruderi del castello che fu dei conti Gazelli"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rossana<\/strong>, piccolo centro sito in una diramazione laterale della bassa <strong>valle Varaita<\/strong>, custodisce una delle pi\u00f9 interessanti chiese gotiche del Piemonte, la parrocchiale di Santa Maria Assunta, esempio della <strong>civilt\u00e0 del cotto<\/strong> fiorita nel tardo Medioevo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Rossana-1-scaled.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019edificio, forse gi\u00e0 esistente nell\u2019XI secolo come risulterebbe confermato da recenti ritrovamenti, venne ampliato e rimaneggiato in fasi successive, in particolare nel XIV secolo con l\u2019aggiunta di due campate e <strong>nel corso del Quattrocento <\/strong>quando, attuata la decisione di spostare il camposanto pi\u00f9 a valle, si ricav\u00f2 lo spazio per un ampio sagrato e si procedette a ingentilire la facciata, a cui si attribu\u00ec una <strong>forte impronta gotica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ad incorniciare il portale centrale troviamo <strong>un\u2019alta ghimberga, <\/strong>elemento caratteristico dell\u2019architettura gotica di derivazione francese,che presenta decorazioni a motivi vegetali e geometrici. Divisa in tre vele da un oculo cieco, la ghimberga poggia su colonnine binate laterali sormontate da pinnacoli scanalati, che accentuano la sensazione di una forte<strong> spinta ascensionale<\/strong>. Si pu\u00f2 notare la collocazione asimmetrica dell\u2019insieme costituito dal portale e dalla cuspide rispetto al colmo del tetto e alla finestra trecentesca soprastante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Rossana-3-scaled.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La facciata \u00e8 anche ornata da <strong>affreschi<\/strong>, risalenti alla seconda met\u00e0 del Quattrocento: sopra l\u2019oculo vediamo dipinta la <strong>Madonna Assunta<\/strong> con angeli musicanti, opera dei fratelli <strong>Biazaci di Busca<\/strong> (anni 1450-1465), mentre nella lunetta del portale risalta la figura di <strong>San Grato<\/strong>, secondo vescovo di Aosta e patrono del paese di Rossana, tradizionalmente invocato dai contadini contro i fulmini e il flagello della grandine.<\/p>\n\n\n\n<p>San Grato \u00e8 rappresentato nell\u2019atto di tenere tra le mani <strong>la testa mozzata di San Giovanni Battista<\/strong>, tratto iconografico tipico del santo aostano che si basa sulla narrazione contenuta nella <strong><em>Magna Legenda Sancti Grati<\/em><\/strong>, testo del XIII secolo attribuito al canonico Jacques de Cours (o des Cours). <\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019opera si racconta che <strong>San Grato<\/strong>, vissuto nel V secolo e formatosi alla scuola vercellese di Sant\u2019Eusebio, venne investito dal Papa della missione di recarsi in Terra Santa, presso la citt\u00e0 di Sebaste, nome latinizzato dell\u2019antica capitale della Samaria, allo scopo di recuperare <strong>la testa del Battista<\/strong>. Arrivato sul posto, in base alla ricostruzione un po\u2019 fantasiosa del canonico de Cours, San Grato si ritrov\u00f2 prodigiosamente tra le mani la testa del precursore di Cristo, fuoriuscita dalle profondit\u00e0 del pozzo in cui era stata gettata.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Rossana-9-scaled.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Alla destra del portale, campeggia un <strong>grande San Cristoforo<\/strong>, protettore dei viandanti, rappresentato secondo l\u2019iconografia tradizionale come un uomo gigantesco che trasporta Ges\u00f9 bambino sulla spalla. Protettore dei viandanti, San Cristoforo veniva spesso dipinto sulla facciata delle chiese dislocate <strong>lungo le vie del pellegrinaggio<\/strong> perch\u00e9, date le sue enormi proporzioni, poteva essere agevolmente avvistato anche da una certa distanza, fungendo da punto di riferimento visivo per il viandante. Una copia del San Cristoforo di Rossana, eseguita nel Novecento, si trova affrescata sulla facciata della chiesa di San Giovanni a Saluzzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sinistra del portale si nota invece la raffigurazione pittorica di <strong>San Bernardo da Mentone<\/strong> (nativo di Menthon-Saint-Bernard, villaggio della Savoia situato nei pressi del lago di Annecy, nella provincia storica del Genevois), che tiene alla catena un <strong>inquietante diavolo gastrocefalo<\/strong> (che ha un volto sul ventre), accompagnato da un cartiglio con la scritta \u201c<em>Satanas Maledicte diripiens animas usurpare credebas sed in aeternum te<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno della chiesa, pi\u00f9 volte modificato, si conservano alcuni affreschi quattrocenteschi e il notevole fonte battesimale a calice poligonale in pietra verde, datato 1473, opera della <strong>bottega dei fratelli Zabreri<\/strong> di Dronero, maestri scalpellini attivi nel XV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Appartenuto anticamente ai <strong>marchesi di Busca<\/strong>, che vi esercitarono la signoria fino agli albori del Trecento, il paese di Rossana venne poi inglobato nei territori dei <strong>marchesi di Saluzzo<\/strong>, che ambivano a controllare il luogo, data la sua posizione di passaggio obbligato tra le valli Maira e Varaita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Rossana-2-scaled.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019abitato di Rossana \u00e8 oggi dominato dai suggestivi <strong>ruderi del castello<\/strong>, che vanta una lunga e travagliata storia. Tra le vicende pi\u00f9 significative, ricordiamo gli eventi del 1458 quando il castello, occupato negli anni precedenti dagli uomini al comando del capitano di ventura guascone<strong> Arcimbaldo di Abzat<\/strong>, venne espugnato e liberato ad opera delle truppe del <strong>duca<\/strong> <strong>Ludovico di Savoia<\/strong>. Nelle operazioni d&#8217;assedio, condotte per la parte sabauda da truppe al comando di Michele di Piemonte (soprannome di Michele della Rippa), si utilizz\u00f2 la celebre bombarda chiamata &#8220;Madonna Luisa&#8221; (Elvira Vittozzi). <\/p>\n\n\n\n<p>Altra data importante \u00e8 il 1772, l\u2019anno in cui re Carlo Emanuele III di Savoia nomin\u00f2 conte di Rossana<strong> Luigi Gazelli<\/strong>, la cui ultima erede, Idalberta, si \u00e8 spenta nel 2012 lasciando in donazione il castello, con i boschi circostanti, al comune. La famiglia Gazelli vanta tra i suoi discendenti anche la principessa <strong>Paola Ruffo di Calabria, <\/strong>che \u00e8 stata regina dei Belgi fino al 2013, in quanto sua madre era <strong>Luisa Gazelli dei conti di Rossana<\/strong>. <strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parrocchiale di Santa Maria Assunta a Rossana, in bassa valle Varaita, \u00e8 un capolavoro dell&#8217;architettura gotica, fulgido esempio della civilt\u00e0 del cotto fiorita in Piemonte nel tardo Medioevo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7174,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,14,27,86],"tags":[4476],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7166"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7214,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7166\/revisions\/7214"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}