{"id":858,"date":"2015-05-27T15:40:06","date_gmt":"2015-05-27T15:40:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=858"},"modified":"2018-11-01T12:02:12","modified_gmt":"2018-11-01T12:02:12","slug":"viaggio-in-monferrato-i-parte-introduzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=858","title":{"rendered":"Viaggio in Monferrato &#8211; Introduzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Comincia con oggi un itinerario visivo, descrittivo e spirituale tra le colline del Monferrato, condotto con la consueta passione e maestria da <strong>Giovanni Dughera<\/strong> che, nella prima puntata, di carattere introduttivo, ci trattegger\u00e0 brevemente storia, ipotesi etimologiche sull&#8217;origine del nome, cenni al concetto di Grand Tour e alle antiche strade verso il Monferrato tra et\u00e0 romana e Medioevo\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Chiese romaniche, fortezze sabaude, castelli e fasti barocchi<\/em><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201c<strong>di castella e vigne, suol d\u2019Aleram<\/strong>\u201d &#8211; Giosu\u00e8 Carducci<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Colline e mare<\/strong><\/em>. Non stiamo parlando di colline inglesi che si gettano, come le bianche scogliere di Dover, a picco nel mare. Ma il mare rientra nel discorso, perch\u00e9 le colline monferrine costituivano il fondo di un antico mare preistorico e i loro rilievi vennero originati dal suo moto ondoso: sovviene il passo della Bibbia \u201c<em>Io sono il Signore, il Dio tuo, che solleva il mare e ne fa gonfiare i flutti..<\/em>\u201d (Isaia 52,15)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-859\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi2.jpg\" alt=\"Monfi2\" width=\"960\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi2.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi2-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi2-600x328.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><strong><em>Storia\u00a0<\/em><\/strong>La complessa storia del Marchesato, e poi Ducato, del Monferrato nasce intorno al 967, con la dinastia degli Aleramici, periodo di guerre e consolidamento dei territori, mentre nel Trecento subentra la dinastia dei Paleologi. In quei tempi il Monferrato non aveva capitale, secondo il modello ghibellino delle corti, ma era costellato di numerosi castelli. Nel 1536 il Monferrato pervenne ai Gonzaga di Mantova, che costruirono la cittadella di Casale Monferrato per poi, nel 1708, passare ai Savoia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 <strong>Monferrato<\/strong> e <strong>Astigiano<\/strong> erano un tempo territori distinti. Nel periodo paleologo, Bonifacio II e Guglielmo VII avevano sottomesso Asti e Alessandria, ma le citt\u00e0 avevano riconquistato la loro indipendenza dalla dinastia. Nel 1095 vediamo Asti costituita in Comune, che nel XII secolo raggiunse il culmine del suo splendore, testimoniato dalle 120 torri dei signori di Asti (XII sec.).<\/p>\n<p>Queste vicende storiche, trama consueta e nota di guerre e lotte per il potere, cosa che fa riflettere sulle passioni umane &#8211; sempre le stesse in fondo, cambiando solo le armi nel corso del tempo &#8211; si intrecciano con il progressivo edificarsi di chiese romaniche, castelli medievali e residenze barocche oggetto del nostro itinerario, unitamente al territorio di colline segnate da vigneti, boschi, campi e paesi sormontati all\u2019orizzonte dall\u2019anfiteatro alpino.<\/p>\n<p>Precisiamo che il nostro itinerario non comprende tutto il Monferrato, ma si limita ad alcuni territori che sono parsi interessanti e comunque presentano i segni del progressivo mutamento artistico e storico nel corso del tempo, dall\u2019et\u00e0 romana a quella barocca.<\/p>\n<figure id=\"attachment_860\" aria-describedby=\"caption-attachment-860\" style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-860 \" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Piemonte-et-Monferrato-in-Novus-Atlas-Amsterdam-J.-Janssonius-1656-420-x-520-mm-1024x835.jpg\" alt=\"Piemonte et Monferrato, in 'Novus Atlas', Amsterdam, J. Janssonius, 1656 (420 x 520 mm)\" width=\"736\" height=\"600\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-860\" class=\"wp-caption-text\">Piemonte et Monferrato, in &#8216;Novus Atlas&#8217;, Amsterdam, J. Janssonius, 1656 (420 x 520 mm)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><em>Etimologia del termine \u201cMonferrato\u201d<\/em><\/strong>. Vi sono varie opinioni e studi al proposito: Monferrato starebbe per \u201cMonteferrato\u201d e cio\u00e8 territorio difeso da molti castelli, ben difeso e armato, \u201cferrato\u201d; altra ipotesi, leggendaria questa: Aleramo conquist\u00f2 il suo Marchesato cavalcando per tre giorni con un cavallo ferrato con un mattone (<em>mon fr\u00e0<\/em> in dialetto).<\/p>\n<p>Secondo <strong>Costantino Nigra<\/strong>, noto ministro di Cavour, studioso e \u00a0ricercatore anche di canti popolari, il nome locale <em>Monsfarratus<\/em>, <em>Monspharatus<\/em> e <em>Monteferrato<\/em>, termini estesi a denominare\u00a0 il nostro Monferrato, deriva da <em>farrato<\/em> col significato di \u201cfecondo di granaglie e foraggi\u201d. (C. Nigra, <em>Saggio lessicale di basso latino curiale compilato su<\/em> <em>Estratti di Statuti medievali piemontesi<\/em>, Torino 1920). Nello studio di <strong>Gian Domenico Serra<\/strong> sotto citato, il professore, docente\u00a0di lingua e letteratura italiana all\u2019universit\u00e0 di Cluj (Transilvania) nonch\u00e9 studioso di onomastica e toponomastica, afferma che al francese <em>ferr\u00e9<\/em> corrisponderebbe il b. lat. piem. (basso latino piemontese)\u00a0<em>infarratus<\/em>, che si riferisce all\u2019uso che ancora nel 1927 si aveva, nel Novarese, di seminare i vigneti di erbe da foraggio. Inoltre il <em>grant chamin ferr\u00e8<\/em>, relativamente alla Francia, e specialmente in Provenza, si riferirebbe, secondo il Serra, alle vie medievali usate dalle greggi migranti alla ricerca di foraggio. (per approfondimenti : G.D.Serra \u2013 <em>Scritti sul Canavese \u2013 Contributo toponomastico alla descrizione delle VIE ROMANE E ROMEE NEL CANAVESE<\/em>\u00a0\u2013 pag. 75 \u2013 1927 &#8211; Corsac Orco Reprints 6 \u2013 1993).<\/p>\n<figure id=\"attachment_861\" aria-describedby=\"caption-attachment-861\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-861\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi3.jpg\" alt=\"IL GRAND TOUR - Giovanni Battista Piranesi, Veduta del Tempio di Antonino e Faustina in Campo Vaccino, 1748\" width=\"960\" height=\"717\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi3.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi3-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Monfi3-600x448.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-861\" class=\"wp-caption-text\">IL GRAND TOUR &#8211; Giovanni Battista Piranesi, Veduta del Tempio di Antonino e Faustina in Campo Vaccino, 1748<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong><em>Grand Tour<\/em><\/strong>. Particolarmente nel Settecento, sebbene iniziata alla fine del Seicento, la moda del \u201cViaggio in Italia\u201d fu adottata dall\u2019aristocrazia, e da qualche borghese, di tutta Europa: il poeta tedesco <strong>Goethe<\/strong> \u201cconsacr\u00f2\u201d e diede impulso a tale moderno pellegrinaggio. Colpisce venire a conoscenza che i viaggiatori passavano dal Moncenisio, sulla via per Torino, trascurando per\u00f2 la citt\u00e0, per passare da Milano, Firenze, Roma e risalire verso Venezia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_863\" aria-describedby=\"caption-attachment-863\" style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-863 size-medium\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi5-294x300.jpg\" alt=\"Castello Montiglio - Paesaggio boschereccio con rovine ('700) -da A.C.I.- T.Nicolini, T.Forno -I castelli del Piemonte - LEA 1967\" width=\"294\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi5-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi5-600x613.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi5.jpg 940w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-863\" class=\"wp-caption-text\">Castello Montiglio &#8211; Paesaggio boschereccio con rovine (&#8216;700) -da A.C.I.- T.Nicolini, T.Forno -I castelli del Piemonte &#8211; LEA 1967<\/figcaption><\/figure>\n<p>Goethe viene immortalato dal pittore W. Tischbein (1786) nella campagna romana, tra reperti archeologici. Era questa classicit\u00e0 che affascinava gli stranieri: le vestigia della cultura ellenistica e romana, con Canaletto, Bernardo Bellotto, e Piranesi in particolare, che ne immortalarono le rovine antiche nelle loro tele. E\u2019 lo stesso tema dell\u2019affresco nella sala della musica del castello di Montiglio: l\u2019<strong>Arcadia<\/strong>. Una, quella del centro Italia, vera, con le sue vestigia del mondo classico, l\u2019altra il sogno e l\u2019ideale portato nel Nord Italia che non aveva le rovine classiche.<\/p>\n<p>Un gusto che contiene i germi del Romanticismo, lo stesso protagonista delle <strong>false rovine antiche<\/strong> del parco del castello di Brusasco e della nicchia con rovine e paesaggio <em>boschereccio<\/em> di Montiglio, e di certe sovrapporte del Cignaroli e altri pittori che compaiono spesso nelle ville e palazzi piemontesi. Il periodo \u00e8 sempre il Settecento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-4329 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI8-1024x665-1.jpg\" width=\"1024\" height=\"665\" \/><\/p>\n<p>Le campagne del Monferrato nel Settecento e Ottocento erano forse inospitali a livello di strade e locande. Torino venne visitata in realt\u00e0 da numerosi personaggi europei, non necessariamente nello spirito del <em>Grand Tour<\/em>, come gli scrittori: Tasso, Rousseau, Boswell, Sterne, Xavier de Maistre, Stendhal, Lamartine, Champollion, Balzac, Flaubert, Nietzsche, Burckardt, Butler.<\/p>\n<figure id=\"attachment_868\" aria-describedby=\"caption-attachment-868\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovra2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-868\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovra2.jpg\" alt=\"Sovrapporta con rovine classiche\" width=\"960\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovra2.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovra2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovra2-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-868\" class=\"wp-caption-text\">Sovrapporta con rovine classiche<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>Monferrato<\/strong> \u00e8 ai nostri giorni molto organizzato per l\u2019ospitalit\u00e0, cos\u00ec da poter compiere il Grand Tour \u201cche non si fece\u201d!<\/p>\n<p><strong><em>Le antiche strade verso il Monferrato, tra et\u00e0 romana e Medioevo<\/em><\/strong><em>. <\/em>Dalla Porta Palatina di Torino una strada romana attraversava la Stura di Lanzo su un ponte di legno, indi passava per Settimo T.se-<em>Ad Septimum<\/em>, Brandizzo-<em>Ad Decimum<\/em> e poi a Chivasso. Qui si attraversava il Po col traghetto fluviale (nell\u2019alto medioevo <em>Portus Clavasi<\/em> e nel 1648 Via del Porto, ancora esistente), la strada poi giungeva al Porto di San Sebastiano-<em>Portus Radicate, <\/em>si univa alla rettilinea via Monferrina proveniente da Ivrea-<em>Eporedia<\/em> (ancora oggi indicata ad Arborea fraz. di Verolengo-<em>Quadrata<\/em>), indi proseguiva, come ancora oggi, dividendosi in loc. Caserma di S. Sebastiano, per Casalborgone da un lato e, dall\u2019altro, per Casale, Pavia e Roma, passando per Monteu da Po-<em>Industria<\/em>. Ambedue le diramazioni consentivano di entrare nel Monferrato.<\/p>\n<p>La <strong><em>strata publica<\/em><\/strong> arrivava a Torino dalle Valli di Lanzo, in seguito via di transumanza detta Via delle pecore (1560) e, giunta alla Stura di Lanzo, i viaggiatori medievali erano traghettati dai monaci della Badia di S. Giacomo di Stura (sec. XII), attuale Abbadia di Stura, costruita sulla strada romana della quale si \u00e8 gi\u00e0 parlato. Le greggi transumanti erano dell\u2019Abbadia stessa.<\/p>\n<p>E\u2019 affascinante pensare ai viandanti medievali che vivevano parte della loro della vita sulle vie di pellegrinaggio, sostando negli <em>hospitales<\/em> costruiti dalla Chiesa, come ricovero e assistenza, o dediti a lavori trovati lungo la via, sempre in viaggio verso la meta\u2026<\/p>\n<p>(G.D. Serra \u2013 Scritti sul Canavese \u20131927 \u2013 Orco reprints 6- Corsac 1993)<\/p>\n<p>Testo e foto di Giovanni Dughera<\/p>\n<p><strong>Fonti Bibliografiche<\/strong>:<\/p>\n<p>Per le chiese: &#8211; <em>Romanico in Piemonte<\/em> \u2013 Franco Caresio \u2013 Ed Di Camillo 1998<\/p>\n<p>Per i castelli: &#8211; <em>I Castelli del Piemonte<\/em> \u2013 Alessandria e Asti \u2013 R. Seren-Rosso \u2013 Gribaudo ed. 2000<\/p>\n<p>&#8211; G.D. Serra \u2013 op.cit.<\/p>\n<p>&#8211; C.Nigra \u2013 op. cit.<\/p>\n<p><em>-Camminare il Monferrato<\/em> \u2013 AA.VV. \u2013 Parco Sacro Monte di Crea\/Editrice \u201cIl Monferrato\u201ded. 2002<\/p>\n<p>Consigliata Carta I.G.C. n.20 \u201cIl Monferrato\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_865\" aria-describedby=\"caption-attachment-865\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-865\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI7.jpg\" alt=\"Dettaglio della carta stradale redatta da Gian Domenico Serra (1927)\" width=\"960\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI7.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI7-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mONFI7-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-865\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio della carta stradale redatta da Gian Domenico Serra (1927)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comincia con oggi un itinerario visivo, descrittivo e spirituale tra le colline del Monferrato, condotto con la consueta passione e maestria da Giovanni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":860,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=858"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4330,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions\/4330"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/860"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}