{"id":886,"date":"2015-05-30T20:44:33","date_gmt":"2015-05-30T20:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=886"},"modified":"2015-06-27T07:44:42","modified_gmt":"2015-06-27T07:44:42","slug":"sulle-orme-di-maria-cristina-di-francia-tra-nobili-dimore-e-pregiati-vini-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=886","title":{"rendered":"Sulle orme di Maria Cristina di Francia, tra nobili dimore e storici vigneti &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Eugenio Buffa di Perrero<\/strong>*, guida turistica e cultore di storia del Piemonte, ci accompagna in un viaggio a ritroso nel tempo, spaziando tra nobili dimore e produzione vinicola di pregio, sulle orme di quella <strong>Maria Cristina di Francia,<\/strong>\u00a0meglio nota come prima Madama Reale, che contribu\u00ec nel Seicento a trasformare la piccola Torino, ancora stretta nelle mura medioevali, nella grande capitale barocca del Ducato di Savoia\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La <strong>Provincia di Torino<\/strong> o, secondo la nuova definizione, la &#8220;citt\u00e0 metropolitana di Torino&#8221;, ha una variet\u00e0 vitivinicola preziosissima e antica. E&#8217; proprio nei territori circostanti il capoluogo piemontese, infatti, che si trovano, ancora oggi, alcuni centri che permisero la sopravvivenza della viticoltura quando si dissolse l&#8217;Impero Romano e, con questo, la dedizione che gli Antichi avevano per il vino.<\/p>\n<p>Nella zona della &#8220;<strong>Collina Torinese<\/strong>&#8221; furono i monaci agostiniani dell&#8217;Abbazia di Vezzolano a custodire i segreti della viticoltura, fondamentale per la celebrazione dell&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>La fama dei vini torinesi fu tale da essere celebrata nel 1606 in un piccolo ma interessante trattato intitolato: <em>Dell&#8217;eccellenza e della diversit\u00e0 dei vini che nella Montagna di Torino si fanno e del modo di farli<\/em>.\u00a0L&#8217;autore, <strong>Giovanni Battista Croce<\/strong>, orafo e agronomo di Casa Savoia, lodava la variet\u00e0 dei vitigni collinari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_887\" aria-describedby=\"caption-attachment-887\" style=\"width: 536px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Poggio1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-887\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Poggio1.jpg\" alt=\"Grappoli di Barbera della Collina Torinese\" width=\"536\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Poggio1.jpg 536w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Poggio1-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-887\" class=\"wp-caption-text\">Grappoli di Barbera della Collina Torinese<\/figcaption><\/figure>\n<p>Da quel momento, tutti i cortigiani, cominciarono a desiderare queste uve cos\u00ec preziose ed, in poco tempo, le residenze nobiliari furono incorniciate da appezzamenti coltivati a vite.\u00a0Queste propriet\u00e0 erano nominate <em>vinee ultra padum<\/em>, cio\u00e8 <strong>vigne oltre il Po<\/strong> e, nei secoli successivi, avrebbero marcato il territorio della collina sino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 nota di tutte le dimore fu senza dubbio la <strong>Vigna di Madama Reale<\/strong>, luogo di delizie di Maria Cristina di Francia, la figlia di Enrico IV di Borbone che, dopo esser rimasta vedova di Vittorio Amedeo I di Savoia, govern\u00f2 il ducato sabaudo, in una susseguirsi di battaglie, feste meravigliose e amori clandestini.<\/p>\n<p>Quando <strong>Maria Cristina<\/strong> giunse alla corte sabauda fu accolta con grande gioia: ogni tappa del suo viaggio da Parigi a Torino fu costellata da festeggiamenti. In onore di questo matrimonio, il Louvre fu rallegrato da splendidi conviti, balli e cacce.<\/p>\n<p>Carlo Emanuele I di Savoia, il suocero, prepar\u00f2 per l&#8217;avvenente nuora il pi\u00f9 straordinario ricevimento, seguendo ogni dettaglio personalmente. Al Moncenisio, tra baite di poveri pastori, la giovane francese fu accolta in un palazzo fatto sorgere dal Duca in pochi giorni &#8220;quasi d&#8217;incanto&#8221;: l&#8217;architetto <strong>Carlo di Castellamonte<\/strong> aveva creato una reggia, effimera come un sogno, dove i gigli d&#8217;oro di Francia si intrecciavano alle armi ducali. E l&#8217;arrivo della fanciulla nella capitale fu un evento cos\u00ec memorabile, da essere celebrato dai pi\u00f9 grandi intellettuali dell&#8217;epoca.<\/p>\n<figure id=\"attachment_888\" aria-describedby=\"caption-attachment-888\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Torino-Madama.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-888 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Torino-Madama.jpg\" alt=\"Torino Madama\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Torino-Madama.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Torino-Madama-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Torino-Madama-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-888\" class=\"wp-caption-text\">Decorazioni seicentesche ad affresco e stucco bianco nel Castello del Valentino, in origine villa fluviale con affaccio sul Po trasformata e ampliata per volere di Maria Cristina di Francia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma, solamente pochi anni pi\u00f9 tardi, Maria Cristina affront\u00f2 la morte del marito, di cui fu persino accusata, e poi quella del primogenito, il piccolo Francesco Giacinto, che si spense nel <strong>castello del Valentino<\/strong>. Tra il 1639 ed il 1642 il ducato fu sconvolto da una conflitto sanguinoso, dove i fratelli di Vittorio Amedeo, filospagnoli, tramavano contro di lei per impossessarsi del trono, occupato forse senza pi\u00f9 alcun diritto.<\/p>\n<p>Eppure, accanto alle morti e alle tragedie che colpivano entrambe le fazioni, sia Maria Cristina, che i suoi avversari, riuscivano a trovare le risorse per creare<strong> spettacoli teatrali<\/strong> eccezionali, costruire palazzi e chiese che trasudavano oro e dedicarsi al &#8220;<em>potere taumaturgico della Bellezza<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In mezzo alla miseria, si cre\u00f2 un mondo cos\u00ec stupefacente che, forse, non poteva neanche essere immaginato dalla maggioranza dei sudditi. &#8211; continua &#8211;<\/p>\n<p>Testo di Eugenio Buffa di Perrero<\/p>\n<p>*<em><strong>Nota della redazione<\/strong>: per chi fosse interessato, si informa che il tour &#8220;<strong>Il Barocco e le Delizie di Maria Cristina di Francia. Da Torino alla Collina<\/strong>&#8220;, comprendente un pranzo accompagnato da degustazioni di Freisa, \u00e8 in programma <strong>sabato 6 giugno<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Per informazioni e prenotazioni contattare\u00a0<\/em><em><strong>Eugenio Buffa di Perrero <\/strong>chiamando l\u2019agenzia Promotur al numero\u00a0011 301 8888 o scrivendo a turismo@promoturviaggi.it\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Per la locandina dell&#8217;evento, clicca qui: <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/community\/barocco_maria_cristina_2015%20locandina.pdf\">Il Barocco e le Delizie di Maria Cristina di Francia. Da Torino alla collina<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eugenio Buffa di Perrero*, guida turistica e cultore di storia del Piemonte, ci accompagna in un viaggio a ritroso nel tempo, spaziando tra&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":888,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,25,14,4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=886"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":907,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886\/revisions\/907"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}