{"id":952,"date":"2021-11-27T02:43:18","date_gmt":"2021-11-27T02:43:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=952"},"modified":"2021-11-27T15:24:47","modified_gmt":"2021-11-27T15:24:47","slug":"virle-piemonte-il-paese-dei-due-castelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=952","title":{"rendered":"Virle Piemonte, il paese dei due castelli"},"content":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso<\/p>\n<p>Il paese di <strong>Virle Piemonte<\/strong>, situato nella fertile pianura agricola che si estende a sud di Torino, verso Pinerolo, conserva l\u2019impronta di un insediamento d\u2019origine medievale stretto attorno alla chiesa parrocchiale e ai due castelli.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/97\/f2\/5c\/97f25c4cc75cb52a16b9a520ae6ff6c1.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"1308\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta della Portassa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dell\u2019antica cinta muraria sopravvivono poche vestigia: fra queste, risalta la\u00a0<em>Porta Boni Loci<\/em> (Porta del Buon Luogo), detta <strong><em>Portassa, <\/em><\/strong>che appare provvista di una serie di beccatelli e caditoie in funzione difensiva e che, in origine, doveva essere la facciata anteriore di un \u201c<strong>barbacane<\/strong>\u201d, termine di derivazione incerta (forse orientale) che, nel glossario della castellologia medievale, designa uno sperone addossato alle mura o, pi\u00f9 spesso (\u00e8 il caso di Virle), una struttura avanzata, munita di feritoie per il tiro delle frecce, posta a difesa dei ponti levatoi, di una porta cittadina o dell\u2019ingresso di una fortezza.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/be\/66\/ca\/be66caaf7b2c53bda0e456f4c72d243b.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La facciata della parrocchiale di San Siro e, sulla sinistra, scorcio del Palazzo Comunale con l&#8217;evidenza delle decorazioni in cotto originarie del Quattrocento<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <em>Portassa<\/em> si affacciava sulla strada diretta al monastero femminile di <strong>Santa Maria del<\/strong> <strong>Buonluogo, <\/strong>importante comunit\u00e0 religiosa fondata alla fine del XII secolo (secondo Paolo Castagno, per\u00f2, la fondazione sarebbe da postdatare a poco prima del 1234) nelle campagne fra Castagnole Piemonte e Scalenghe, che ha lasciato memoria di s\u00e9 in alcune tracce architettoniche oggi incorporate nel complesso agricolo della Grangia di Buonluogo (o Cascina Monastero). Accanto alla porta medievale, sorge la chiesa di San Bernardino, risalente nell\u2019aspetto attuale a met\u00e0 Settecento, che fu affidata alle cure della <strong>Confraternita dei Battuti Bianchi.<\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6d\/d7\/bc\/6dd7bcf10492090bf1d8d0e12ba4e2fe.jpg\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;arme dei marchesi Romagnano di Virle dipinta nella parrocchiale di San Siro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oltrepassando la <strong>Portassa<\/strong> ci si addentra nel cuore dell\u2019abitato, conosciuto per il fatto poco usuale di vantare due castelli, dovuti alla coabitazione all\u2019interno dello stesso feudo degli esponenti di due prestigiose famiglie di ambito piemontese, gli astigiani Asinari (poi conti Asinari Piossasco di None) e i marchesi di Romagnano, in competizione tra loro per la primazia nel borgo.<\/p>\n<p>Dalle ricerche degli studiosi si evince che l\u2019insediamento alto-medioevale di Virle doveva essere spostato verso sud, dove, nei pressi della cascina San Paolo, sono ancora visibili i ruderi dell\u2019antica <strong>pieve di San Paolo<\/strong>, edificio (forse costruito sulle fondamenta di un tempio romano) che, nei primi tempi della comunit\u00e0 virlese, assolveva la funzione di parrocchiale.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/af\/0b\/1a\/af0b1abd983fda2f4ee0be87aa0b9649.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Chiesa di San Siro: l&#8217;epigrafe che indica la cappella gentilizia dei marchesi Romagnano di Virle<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019abitato venne poi abbandonato e rifondato verso Castagnole, dove tuttora si trova, su una lingua di terra che, essendo lievemente rialzata rispetto al territorio circostante, garantiva migliori possibilit\u00e0 di difesa contro assalti di soldataglie e maggiori condizioni di salubrit\u00e0 per gli abitanti, circondati da un ambiente all\u2019epoca acquitrinoso.<\/p>\n<p>Il <strong>borgo di Virle<\/strong> sub\u00ec gravi devastazioni sia nel corso delle ostilit\u00e0 che contrapposero Regno di Francia e Impero nel XVI secolo, stringendo il Piemonte tra due fuochi, sia nel Seicento, sempre ad opera dell\u2019esercito francese che, dopo la battaglia della Marsaglia contro le truppe sabaude, svoltasi nel 1693 nel quadro della Guerra della Grande Alleanza o Guerra di successione del Palatinato (1688-1697), incendi\u00f2 il paese procedendo alla <strong>demolizione dei due castelli<\/strong> \u201cmediante minamento\u201d.<\/p>\n<figure style=\"width: 735px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0b\/2a\/4f\/0b2a4f8bed2bf0cc9a0f55442f083d6e.jpg\" alt=\"\" width=\"735\" height=\"507\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il castello dei marchesi Romagnano in un&#8217;immagine d&#8217;epoca (fonte: www.castelloromagnano.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fu cos\u00ec che le due famiglie eminenti del luogo, i marchesi Romagnano di Virle, primi feudatari del paese (a partire dall&#8217;investitura da parte dell&#8217;imperatore Federico I Barbarossa nel 1163), e gli astigiani Asinari, che acquistarono un quarto del feudo nel 1275, patrocinarono la ricostruzione di Virle, inclusa la <strong>parrocchiale intitolata a San Siro<\/strong>, primo vescovo di Pavia, risalente nelle forme attuali alla prima met\u00e0 del Settecento.<\/p>\n<p>La <em>vexata quaestio<\/em> della paternit\u00e0 del progetto, di cui per anni si \u00e8 discusso se attribuirlo a Bernardo Antonio Vittone o ad <strong>Antonio Maria Lampo<\/strong>, \u00e8 stata di recente risolta a favore del Lampo, ingegnere piemontese (nato a Camburzano nel biellese verso il 1680) che oper\u00f2 in Torino al servizio dei Savoia collaborando con Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c0\/93\/8b\/c0938b4016ffda791baccc513d7b846e.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta frontale del castello dei conti Asinari Piossasco di None<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oltre all\u2019incompiutezza del prospetto principale, mancante del frontone, balza all\u2019occhio, per il contrasto stilistico, il<strong> campanile<\/strong>, inglobato nella facciata settecentesca, che \u00e8 quanto rimane (insieme con un fonte battesimale in pietra del XV secolo) dell\u2019originaria costruzione medioevale. All\u2019interno si ammira una serie di eleganti statue in stucco levigato che denunciano influenze liberty e, nell\u2019area presbiteriale, le cappelle gentilizie dei marchesi Romagnano e dei conti Piossasco di None, che subentrarono agli Asinari.<\/p>\n<p>A poca distanza dalla parrocchiale, oltre al <strong>palazzo comunale<\/strong>, che conserva in parte l\u2019aspetto quattrocentesco rivelato dalle decorazioni in cotto, sorgono due edifici che l\u2019uso piemontese chiama \u201c<strong>castelli<\/strong>\u201d ma che, in realt\u00e0, essendo stati ricostruiti dopo le devastazioni dell\u2019esercito francese al comando del generale Catinat e avendo perso l\u2019originaria funzione difensiva, si presentano oggi come interessanti esempi di residenze nobiliari settecentesche.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c1\/1e\/5f\/c11e5f4c3ff7cbcc9951234061ab24fe.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Castello dei conti Asinari Piossasco di None: dettaglio del salone balconato con il ciclo pittorico realizzato dai fratelli Dallamano secondo i canoni del quadraturismo di matrice estense<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>castello dei marchesi Romagnano di Virle<\/strong>, ramo della potente famiglia di ascendenza arduinica dei marchesi di Romagnano che, organizzata in forma consortile, signoreggi\u00f2 per secoli su ampie zone del Piemonte, tra vercellese, novarese e torinese, appare circondato da un ampio parco cinto da mura e conserva al piano nobile la Sala di Rappresentanza, il cui soffitto \u00e8 curiosamente decorato da oltre cinquecento piatti di porcellana piemontese realizzati su misura (quindi gi\u00e0 con il foro centrale per essere inchiodati) dalla <strong>manifattura di Vinovo<\/strong>.<\/p>\n<p>Di questa famiglia ricordiamo un personaggio illustre, <strong>Bernardino dei marchesi Romagnano di Virle<\/strong>, che, come recita l\u2019epigrafe visibile nella cappella gentilizia, visse sino all\u2019et\u00e0 di 86 anni (mor\u00ec nel 1578) distinguendosi nello studio delle leggi e <em>nell\u2019eloquio della poesia e della filosofia<\/em>.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fd\/45\/68\/fd4568dd22303cf7a7aaf9a1243a047c.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"414\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Castello dei conti Asinari Piossasco di None: dettaglio del grande salone affrescato dai fratelli Dallamano con l&#8217;arme comitale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il castello, passato in propriet\u00e0 della<strong> famiglia Monasterolo<\/strong> a seguito dell&#8217;estinzione dell&#8217;illustre casata dei Romagnano di Virle, avvenuta a met\u00e0 Ottocento, presenta una conformazione planimetrica a ferro di cavallo rovesciato, con le due ali rivolte verso il paese. Come si legge sul sito dedicato alla storica dimora (www.castelloromagnano.it), vi era un tempo, lateralmente rispetto al giardino d&#8217;ingresso, una porta che consentiva ai marchesi, seguendo una galleria coperta oggi scomparsa, di raggiungere la <strong>cappella gentilizia<\/strong> interna alla parrocchiale di San Siro.<\/p>\n<p>Il <strong>castello dei conti Asinari Piossasco di None, <\/strong>ricostruito nel primo Settecento e riplasmato nella seconda met\u00e0 dello stesso secolo su probabile disegno di Ignazio Birago di Borgaro, sorge sulle fondamenta d\u2019una precedente fortezza appartenuta a un ramo degli Asinari, insigne famiglia del patriziato astigiano che nel 1275 aveva acquistato dai Savoia un quarto del feudo di Virle.<\/p>\n<p>L\u2019ultima esponente del ramo virlese degli Asinari, Margherita, si un\u00ec in matrimonio con il conte Aimone Piossasco di None, portandogli in dote il cospicuo patrimonio di famiglia.<\/p>\n<p>L\u2019interno del castello, pur parzialmente spogliato degli arredi e decori originari, custodisce una gemma: il <strong>Salone<\/strong> balconato interamente affrescato intorno agli anni Venti del Settecento da Giuseppe\u00a0<strong>Dallamano<\/strong>, pittore quadraturiste modenese che, chiamato a lavorare in Piemonte, oper\u00f2 nei cantieri delle residenze sabaude, talvolta affiancato dal figlio Nicol\u00f2.<\/p>\n<figure style=\"width: 540px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/40\/78\/90\/4078900c4032bb7b36eff458a15781f2.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Castello dei conti Asinari Piossasco di None: scorcio del salone con gli affreschi dei fratelli Dallamano<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Dallamano port\u00f2 in Piemonte il genere pittorico del \u201c<strong>quadraturismo<\/strong>\u201d, nella sua versione estense, sviluppatasi nel corso del Seicento nel ducato di Modena e Reggio e caratterizzata dalla ricerca di effetti illusionisti spaziali con una rigorosa attinenza ai principi geometrici della prospettiva, e lasci\u00f2 importanti testimonianze della sua arte nel salone e nel vestibolo di Villa della Regina. \u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il castello <strong>Asinari Piossasco di None<\/strong> venne poi lasciato per testamento nel 1863 da Luigia Enrichetta Birago di Vische, moglie dell\u2019ultimo conte, benefattrice e amica intima della celebre Giulia di Barolo, all\u2019Istituto caritatevole da lei fondato, affidato alle Suore Figlie della Carit\u00e0 di San Vincenzo de\u2019 Paoli.<\/p>\n<p>Oltre alle testimonianze architettoniche e storico-artistiche del passato, una visita a Virle \u00e8 anche l\u2019occasione per scoprire la ricchezza della produzione agricola e gastronomica del territorio. La seconda domenica di novembre si tiene in paese la <strong><em>Fera\u00a0dij Pocio e dla\u00a0Cossa<\/em><\/strong>, prodotti simbolo della stagione autunnale.<\/p>\n<p>Riferimenti bibliografici e siti internet:<\/p>\n<p>AA.VV.<i>, La Citt\u00e0 del Principe, <\/i>ed. Nuova Grafica Carignanese, 2007<\/p>\n<p><em>La Fabbrica di San Siro, Parrocchiale di Virle<\/em>: <em>un tesoro ritrovato<\/em> &#8211; Ricerca di Michelangelo Ferrero<\/p>\n<p>www.castelloromagnano.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Il paese di Virle Piemonte, situato nella fertile pianura agricola che si estende a sud di Torino,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5671,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,25,2321,495,14,27],"tags":[2338,3459,506,1022,63,3379,3231,3094,206,2882,3458,3462,3461,30,3052,582,3457,2590,2227,3460,35,3456,29,3455],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/952"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=952"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5682,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/952\/revisions\/5682"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}