“On dit que tu parts pour la guerre, dans le Pièmont servir le Roi”
Da pochi giorni hanno nuovamente taciuto le armi al Colle dell’Assietta, dove in una giornata abbacinata dal sole, quest’anno proprio il 19 luglio, si è ricordata la Battaglia, tra le ultime combattute della guerra di Successione Austriaca, quando i piemontesi si guadagnarono il soprannome di Bogia Nen.
Lasciamo per una volta la Butta, alla testa dell’Assietta, per spostarci al Gran Serin.
Qui troviamo, al comando del Colonello conte di Martinengo, a respingere gli assalti nemici, 2 brigate del Reggimento Kalbermatten al comando di Gregoire di Kalbermatten, 1 del Reggimento Roy con alla testa il Colonnello Charles Antoine Roy, entrambi svizzeri, 500 leggeri, le milizie valdesi del Maggiore Jean Perron insieme a miliziani pragelatesi e volontari piemontesi.

E in questa occasione vogliamo ricordare proprio il Reggimento Kalbermatten , certamente poco conosciuto, ma tra i più valenti che servirono Casa Savoia. I suoi fanti, di origine Svizzera al soldo Sabaudo, seppero dimostrare tutto il loro valore e la loro fedeltà. La storia però si è dimenticata di loro, a vantaggio di reggimenti nostrani, che pur dimostrando a volte minor valore sono ricordati per puro spirito campanilistico. E su questo avvenimento Damiano Giuseppe Maria del Carretto Marchese di Saliceto Conte di Priocca e di Verduno, nella sua relazione delle battaglia ricordò come “i 3 battaglioni svizzeri combatterono al Serin con il loro usuale coraggio”. Citando lo storico Giovanni Cerino Badone venne considerata la migliore unità combattente dell’esercito sabaudo nella Guerra di Successione Austriaca. Nel 1742 Sua Maestà Sarda Carlo Emanuele III, infatti, inizia la Guerra di Successione Austriaca dalla parte di Maria Teresa, della quale ne era il cognato, avendo sposato in terze nozze Elisabetta Teresa di Lorena, sorella di Francesco Stefano.
Perché fra tutti abbiamo scelto proprio il Kalbermatten? Perché ancora oggi la sua storia rivive in un gruppo di rievocazione con sede a Collegno (Armata del Duca- Reggimento Kalbermatten), che proprio nella recente rievocazione e negli ultimi anni ha difeso la ridotta nel corso della rievocazione.

La presenza dei reggimenti di fanteria svizzera al servizio degli stati preunitari è passata molto spesso inosservata, sebbene il loro numero fosse molto alto, e come ama dire il Cerino Badone, possiamo veramente parlare di un “esercito dentro ad un altro esercito”.
Visto che la popolazione del regno non avrebbe potuto provvedere ad una leva di almeno 10.000 soldati, necessari per difendere al meglio il Piemonte e non solo, si decise di reclutare soldati tedeschi o svizzeri, liberando i piemontesi da questo peso, lasciandoli alle attività produttive e togliendo al nemico una potenziale recluta.
Grazie agli Archivi di Casa Savoia e a recenti studi fatti sulle relazioni tra Piemonte e Svizzera possiamo raccontare la storia di Grégoire di Kalbermatten e di suo fratello Bruno, colonnello del Reggimento.

Provenienti da Sion, nel Vallese, dove ancora oggi c’è la residenza di famiglia costruita proprio da Grégoire e detta la Prefecture, visto che nel periodo napoleonico qui vi era installata la Prefettura del Cantone, i Kalbermatten vennero nobilitati da Luigi XIV nel 1712, negli archivi privati della famiglia sono ancora oggi conservate le patenti di nobiltà siglate da Colbert e lo stemma firmato dal Re Sole che riporta i colori famigliari l’azzurro e il giallo che ritroviamo nelle uniformi del Reggimento.
Come molti ufficiali svizzeri al soldo non solo dei Savoia, ma di tutti i potentati europei, i Kalbermatten erano a metà strada tra il signore della guerra e l’affarista, con un grande senso dell’onore al suo sovrano e il suo personale interesse. Bruno o Brunone come troviamo negli archivi fu amico e confidente di Carlo Emanuele III. All’annuncio della sua morte il sovrano si disse molto triste data l’alta competenza in materia di guerra del nobile.
Ma i Kalbermatten erano in Piemonte da molto più tempo: infatti, il primo a venire in Piemonte è Nicola Kalbermater ( 1550-1621), sindaco di Syon, Balivo di San Maurizio, proprietario di un reggimento mercenario al soldo di Carlo Emanuele I, Duca di Savoia. Nicolas soggiornò a lungo nel ducato, dove fece realizzare il nuovo coro ligneo, l’altare Maggiore e gli scranni del coro della Chiesa di Sant’Agostino a Carmagnola. Egli era il nonno di Bruno e Gregoire. Vi era un altro fratello, pressoché sconosciuto, Franz Anton, che venne ucciso alla battaglia di Parma nel 1734, quando Bruno ricevette il titolo di Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro per i meriti.

Dal 1743 Bruno divenne comandante del Reggimento Kalbermatten, che sotto di lui e del fratello Grégoire si distinse alle battaglie di Madonna dell’Olmo (30 settembre 1744) e Bassignana ( 27 settembre 1745). Una importante carriera la sua, culminata con la nomina a Luogotenente Generale nel febbraio del 1757. A differenza del fratello, che tornò nel Vallese e si sposò con una nobile svizzera, Bruno scelse come sposa Costanza Lascaris di Nizza, nel cui palazzo, elegante e raffinato, ancora oggi visitabile nella contea, fa bella mostra di se il suo nome nell’albero genealogico della famiglia.
La residenza della famiglia venne fissata in Palazzo Grondana a Torino, ed è stato ritrovato, grazie al minuzioso lavoro di Carlo Enrico Bossi, il testamento redatto alla morte di Bruno e il suo atto di morte.

Il Colonnello Kalbermatten non fece più ritorno in Svizzera, ma riposa nella cripta della chiesa di San Filippo Neri, purtroppo in uno dei loculi che hanno perso l’iscrizione lungo il tempo.
Curioso che sino a qualche anno fa, quando via Maria Vittoria presentava le bandiere dei reggimenti sabaudi, tolte e mai più rimesse (che peccato!), quella dei Kalbermatten fosse proprio in prossimità della chiesa dei padri filippini.
Queste brevi note, oltre a raccontare un piccolo tassello della nostra storia, fungono anche da ricordo di tutti i reggimenti stranieri che con il loro contributo garantirono la difesa dello stato allo stesso modo, se non meglio, dei reggimenti “Nazionali”.
Una storia frutto di importanti ricerche d’archivio, la maggior parte delle quali effettuate dagli storici militari Prog. Giovanni Cerino Badone, Dott. Eugenio Garoglio e da Enrico Carlo Bossi.
Testo di Alessia Maria Simona Giorda

Un po’ di bibliografia
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Giovanni Cerino Badone , An army inside the Army.The Swiss Regiment of the Sabaudian Army 1741-1750, Zurigo 2009
Virgilio Ilari, Piero Crociani, Ciro Paoletti, Bella Italia Militar. Eserciti e Marine nell’Italia
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Eugenio Garoglio, Abbigliamento ed armamento degli eserciti del Re di Francia e del Duca di Savoia alla fine del XVI secolo nelle guerre in Piemonte
Sabina Loriga, Soldati. L’istituzione militare nel Piemonte del Settecento Venezia 1992.
Si veda su fcb I gruppi Reggimento Kalbermatten e Bruno di Kalbermatten