Riprende il ciclo di appuntamenti dedicati ai luoghi del potere sabaudo, a cura di Andrea Coda*, guida turistica di professione, con la visita alla Fortezza di Fenestrelle, il più grande complesso fortificato alpino d’Europa, posto a guardia della Val Chisone.

Il 7 Settembre del 1706, l’esercito sabaudo/piemontese guidato da Vittorio Amedeo II, in alleanza con l’armata austriaca comandata da Eugenio di Savoia, infligge una storica e umiliante sconfitta all’esercito francese liberando la città di Torino.
Dopo aver liberato Torino, Vittorio Amedeo II e suo cugino il Principe Eugenio inizieranno la Campagna delle Alpi per liberare la Savoia ancora occupata e per puntare su quell’obiettivo che mai era stato abbandonato: le Valli di Susa e del Chisone, le due porte d’ingresso per il Piemonte.

Sul versante valsusino la conquista e’ abbastanza facile, il forte di Exilles si arrende dopo pochi giorni, mentre sulla valle Chisone la situazione e’ più complessa, il forte Mutin con i suoi ottocento uomini tenta di resistere, ma dopo una strategica opera di accerchiamento da parte degli assedianti il forte capitola .
Il 31 Agosto del 1708 l’ultimo baluardo francese cessa di esistere mettendo fine alla dominazione francese in queste valli che tornano al Piemonte. Il tutto viene sancito con il trattato di Utrecht del 1713 dal quale Vittorio Amedeo II ottiene il titolo regio diventando Re di Sicilia e cinque anni dopo commutato con quello di Re di Sardegna.
Il 13 Agosto de 1713 gli abitanti di Fenestrelle sul sagrato della chiesa parrocchiale giurano fedeltà al nuovo sovrano e ai suoi successori, mentre ovviamente i francesi hanno mal digerito la sconfitta e vorrebbero riprendersi le “valles cedées” (le valli cedute ).
Per questo Vittorio Amedeo II nel 1715 dà incarico ad Antonio Bertola di ispezionare e verificare i sistemi difensivi delle valli da poco conquistate.
Per quanto riguarda la valle di Susa il forte di Exilles viene riammodernato e verrà creato un nuovo fronte di fuoco (Batteria Reale) verso la Francia, ma soprattutto nel 1708 si iniziano a Susa i lavori di una delle più importanti fortezze sabaude, il Forte della Brunetta.

I problemi maggiori si hanno in val Chisone. Data la mancanza di mezzi economici ben poco può fare il Bertola se non restaurare il forte Mutin e il Forte Tre Denti (in seguito avremo un approfondimento ) e girare le cannoniere verso il versante francese.
In quegli anni, per l’esattezza nel 1718, viene realizzata La Garitta del Diavolo, ardita torretta d’avvistamento, la prima costruzione che entrerà a far parte del monumentale e ciclopico Forte di Fenestrelle, che da lì a dieci anni comincerà a prendere forma.

Il Bertola si rende conto immediatamente che le difese per Fenestrelle sono insufficienti e crea un primo progetto per un forte a serravalle, in modo da chiudere la vallata su uno dei suoi versanti.
Per i primi dieci anni il progetto rimane chiuso nel cassetto, ma dieci anni dopo il Sovrano si rende conto che Fenestrelle, e quindi la val Chisone, sono troppo vulnerabili e dà incarico al suo primo ingegnere militare Ignazio Bertola, figlio adottivo di Antonio Bertola, di elaborare un nuovo progetto per fortificare la val Chisone .
Il Bertola non solo riprende gli studi paterni, ma li amplia e li completa realizzando un progetto molto ardito quanto fantastico: quello della Fortezza di Fenestrelle.

Pertanto nella primavera del 1728 partono i lavori.
I cantieri iniziano a marzo e proseguono fino a novembre con un orario di lavoro davvero impressionante: si inizia alle cinque del mattino fino alle diciannove di sera, intercalando con una pausa di due ore durante la giornata.
Per circa sessant’anni 4000 persone lavoreranno alla costruzione di quella che diventerà la più grande fortezza alpina d’Europa. – continua
*Nota della redazione: ricordiamo, per chi fosse interessato, che Andrea Coda accompagna gruppi e organizza visite guidate nella città di Torino e in tutto il Piemonte. Per informazioni chiamare il 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com