In questa nuova puntata del viaggio sulle tracce della spiritualità cristiana in Piemonte, il nostro collaboratore Andrea Elia Rovera ci tratteggia con la consueta passione e competenza la figura del Beato Marcantonio Durando, nativo di Mondovì, che entrò a far parte della Famiglia Vincenziana piemontese, spendendo la sua vita nella diffusione della fede attraverso la predicazione itinerante e l’esercizio della carità
Carissimi, siccome in Piemonte la Famiglia Vincenziana è sempre stata molto attiva e molto feconda oggi ho deciso di parlarvi del Beato Marcantonio Durando.
Marcantonio Durando è nato a Mondovì il 22 maggio 1801, in provincia di Cuneo, dalla distinta famiglia Durando, nota per i numerosi esponenti donati all’Esercito. Possiamo dire che il nostro piccolo Marcantonio è nato all’ombra della Missione visto che la sua casa natale si trova proprio vicino ad una chiesa in mano ai Padri Vincenziani.
Questo, però, non vuol dire nulla perché la mamma era molto devota, ma il padre era un liberale/agnostico figlio del suo tempo: il Risorgimento. Marcantonio, per fortuna, però, ha preso la fede dalla madre.

All’età di soli 15 anni dice di voler andare missionario in Cina. Proprio per questo fa la sua scelta di vita ed entra nella Congregazione della Missione di san Vincenzo de Paoli.
A 18 anni professa i voti perpetui ed il 12 giugno 1824 diventa Sacerdote.
Nel 1829 viene destinato alla Casa della Missione di Torino dove resta fino alla morte. Nel 1831 viene nominato superiore della casa.
Non va in Cina ma sarà comunque un grande missionario impegnato in missioni popolari. Nelle sue predicazioni sostiene l’opera di Propaganda Fidei, nata a Lione nel 1822.
Predica in quasi tutto il Piemonte dove viene chiamato da numerosi sacerdoti a diffondere la Parola di Dio e la sua grande Misericordia. Scrive un cronista della missione di Bra: “La gente si accalcava per sentirlo e stava così silenziosa e fissa ad udirlo come fosse un sol uomo”.
Durante la sua predicazione itinerante – sulle orme di san Vincenzo – non pensa solo alle anime ma anche ai corpi ed infatti si adopera per comperare il pane per chi non ce l’ha, per esortare alla carità fraterna, ecc…
Per meglio rispondere alla grande povertà che affligge Torino ed il suo interland fa arrivare nella capitale sabauda le Figlie della Carità (ramo femminile della Famiglia Vincenziana). Il sovrano dell’epoca, Carlo Alberto di Savoia, le accoglie solennemente nel 1833 ed affida loro l’Ospedale Militare di Torino, l’Ospedale Militare di Genova, l’Ospedale Civile di Carignano, l’Ospedale Civile di Castellamonte e l’Ospedale Civile di Torino.
Con queste giovani e determinate suore Padre Durando si dà un gran da fare per diffondere la devozione alla Medaglia Miracolosa nata proprio nel Convento delle Figlie della Carità di Parigi.
La carità esercitata da queste suore colpisce centinaia di giovani ragazze che decidono di consacrarsi in questo grande Istituto. Siccome le vocazioni crescono ma gli spazi sono ridotti Padre Marcantonio si reca dal Re per chiedere uno spazio più ampio per accogliere le molte vocazioni in arrivo. Carlo Alberto concede alle Figlie della Carità il Convento di San Salvario (aperto ancora oggi).

La Provincia Religiosa del Nord Italia, nel 1837, nomina Padre Marcantonio Visitatore Provinciale. Questo nuovo incarico gli impedisce di andare in giro a fare missioni popolari ma lo chiama a predicare Esercizi Spirituali ai suoi confratelli, al Clero Secolare torinese e ai Chierici degli altri Istituti Religiosi presenti a Torino.
Pensate che Padre Durando è ritenuto così saggio e prudente che viene chiamato ad occuparsi delle Suore di San Giuseppe, delle Suore di Sant’Anna, delle Clarisse Cappuccine del Monastero “Santa Chiara” e delle Suore Penitenti di Santa Maria Maddalena.
Ora, dopo tutto questo, però, carissimi amici, devo dirvi che – oltre a seguire tutti questi Istituti – Padre Marcantonio ne ha fondato uno “suo”: la Compagnia della Passione di Gesù Nazareno detto delle “Suore Nazarene“.
In questo Istituto ci sono molte giovani che non potendo entrare in altre Comunità Religiose per mancanza di requisiti si dedicano anima e corpo nel servizio ai poveri e ai sofferenti. Cronisti di quel tempo ci dicono che molte di queste Suore hanno passato anni della loro vita a curare – anche domiciliarmente – i più “incurabili” di Torino.
Carissimi, purtroppo il nostro gigante della carità il 10 dicembre 1880, quasi 80enne, rende la sua anima al Padre lasciando un grande vuoto in chi ha diretto, per anni, spiritualmente.

La Diocesi di Torino, a quasi 50anni dalla sua morte, apre il Processo Diocesano per la Causa di Beatificazione di questo mirabile figlio di san Vincenzo de Paoli.
Il 20 dicembre del 2001 la Santa Sede riconosce ed attribuisce a Padre Durando un miracolo e, il 20 ottobre 2002, Papa Giovanni Paolo II lo proclama Beato della Chiesa Cattolica.
Andrea Elia Rovera
