di Milo Julini

A Torino, in un quartiere un tempo considerato una roccaforte “rossa”, esiste ancor oggi una via dedicata ad un “martire fascista”, come lo si definiva al tempo dell’intitolazione della via, e ad un “rivoluzionario, agente segreto e patriota maltese naturalizzato italiano” secondo la descrizione fornita da Wikipedia.

È la breve via Carmelo Borg Pisani, nel Borgo San Paolo, che parte da via Osasco per raggiungere la via Malta, con un solo isolato a sinistra e due isolati a destra, divisi dalla via Timavo.

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Carmelo Borg Pisani (Senglea, Malta, 1915 – Paola, Malta, 1942), si reca a Roma per studiare e qui diviene convinto sostenitore dell’italianità di Malta e della necessità di scacciarne gli Inglesi. Rinuncia alla cittadinanza britannica e ottiene quella italiana.

Dopo aver combattuto con le truppe italiane in Grecia e nel Mediterraneo, convinto sostenitore dell’italianità di Malta, ha deciso di compiere sull’isola una missione di spionaggio molto rischiosa, in vista dell’occupazione italiana.

Borg Pisani, pittore e scultore, per la forte miopia non è certo molto adatto al difficile incarico, ma è animato da grande coraggio. Sbarcato da un sommergibile italiano, ostacolato da condizioni meteorologiche avverse, è catturato  da soldati britannici e poi riconosciuto da un suo antico compagno di scuola.

Viene processato dagli inglesi come traditore e condannato all’impiccagione. La sentenza è eseguita alle 7:34 del 28 novembre 1942, nella prigione Corradino della città di Paola. Borg Pisani per tutto il periodo della prigionia e anche davanti al patibolo, dimostra il suo grande coraggio.

Il re Vittorio Emanuele III motu proprio gli conferisce la medaglia d’oro al valor militare alla memoria: nella motivazione si parla erroneamente di morte per fucilazione anziché per impiccagione (“cadeva sotto il piombo del plotone di esecuzione al grido di: «Viva l’Italia!»“) perché erano pervenute soltanto notizie frammentarie e approssimative dell’esecuzione.

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Come si può vedere, la vicenda di Carmelo Borg Pisani ricorda quella di altri personaggi, gli irredentisti, che ancor oggi sono onorati.

È un personaggio che ha pagato di persona per le sue idee, condivisibili o meno che fossero.

A Torino, nel giugno 1943, viene dedicata a Borg Pisani la via che in precedenza si chiamava via Nucetto (piccolo comune dell’alta Valle Tanaro in provincia di Cuneo), perché questa incrocia via Malta. Così spiega “La Stampa” del  10 giugno 1943.

Dopo la Liberazione, il nome della via non è stato cambiato. Decisione consapevole oppure dimenticanza? In ogni caso, l’epurazione non era indispensabile.

La medaglia d’oro non è mai stata revocata, anzi, la motivazione è stata modificata nel 1969 per indicare correttamente le modalità di esecuzione: “saliva sul patibolo”.

Carmelo Borg Pisani è ricordato  ancor oggi da alcuni libri, anche di recente pubblicazione.

All’opera di Laurence Mizzi, “Per il sogno della sua vita. Il sacrificio di C. Borg Pisani irredento maltese” (Roma, 1981) hanno fatto seguito quello di Stefano Fabei, “Carmelo Borg Pisani (1915-1942). Eroe o traditore?” (Bologna, 2007) nonché il recentissimo di Henry Frendo e Paolo Gulminelli, “Carmelo Borg Pisani. Patriota italiano e maltese” (Associazione Sarasota, 2013).

Ma il testo che pare aver meglio definito la situazione, è la pubblicazione del Comune di Torino, datata 1991, intitolata “Memorie di pietra. Le lapidi e le targhe viarie raccontano la storia di Torino”, di Oddone Camerana, Roberto Antonetto e Vittoria Sincero, che definisce Carmelo Borg Pisani come «eroico combattente della seconda guerra mondiale».

Un giudizio condivisibile, quando si vogliano esaminare gli avvenimenti e i ruoli con obiettività ed onestà.