di Redazione

Importante città della cintura ovest di Torino, Rivoli (dal latino ripulae, piccola riva, perché l’originario insediamento sorgeva a ridosso della riva della Dora Riparia) è dominata nella sua parte collinare dalla mole incompiuta del castello sabaudo, oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea e rinomata meta turistica.

Scorcio di Rivoli

Documentato dalla metà del XII secolo come fortificazione a scopo difensivo, il Castrum Riuollum venne progressivamente trasformato per volere dei Savoia in grandiosa residenza extra-urbana, con l’intervento nel corso dei secoli di celebri architetti: Francesco Paciotto e Domenico Ponsello nella seconda metà del Cinquecento, Carlo e Amedeo di Castellamonte nel Seicento (a questo periodo risale la Manica Lunga, galleria di 140 metri concepita da Carlo di Castellamonte per ospitare la pinacoteca di Carlo Emanuele I), di seguito nella prima metà del Settecento il chierese (ma per parte di padre di origine ticinese) Michelangelo Garove, che avviò anche il tracciamento dello Stradone del Re, attuale corso Francia, e il messinese Filippo Juvarra, con il suo ambizioso progetto realizzato solo in parte, e infine nel tardo Settecento Carlo Randoni, che aggiornò arredi e interni.

Scorcio del Castello sabaudo
Scorcio del Castello sabaudo

Nel caratteristico centro storico, che, pur con significativi inserti barocchi, conserva l’impianto medioevale, memoria del periodo di maggior fulgore cittadino, raggiunto tra XIII e XIV secolo, si segnalano la bellissima Casa del Conte Verde, che prende il nome dal conte di Savoia Amedeo VI, detto Conte Verde, figura centrale nello sviluppo della Rivoli trecentesca, ma che in realtà fu fatta costruire da un ricco mercante o notabile locale e che risalta soprattutto per le raffinatissime decorazioni in cotto della facciata, alternanti motivi floreali e antropomorfi, e il suggestivo campanile dell’Antica Collegiata, unica parte superstite della trecentesca Collegiata di Santa Maria, demolita nell’Ottocento. Discosto dall’abitato, in prossimità del moderno ospedale, sorge invece il più modesto, ma aggraziato campanile di San Martino ai Campi, risalente al XII secolo, l’unica traccia ancora visibile della rete di pievi alto-medioevali che un tempo punteggiavano il territorio, caratterizzato da insediamenti sparsi.

Villa Cane d'Ussol
Villa Cane d’Ussol

Tra le residenze della nobiltà piemontese che abbelliscono la città ricordiamo per importanza e grandiosità Palazzo Piozzo di Rosignano, magnifico esempio di dimora aristocratica settecentesca, e Villa Cane d’Ussol, realizzata nel 1775, il cui originario parco è oggi adibito a giardino pubblico, mentre Villa Melano, costruita nel primo Seicento come complesso conventuale, poi trasformata in dimora nobiliare dopo le soppressioni napoleoniche del 1805, attende oggi di essere restaurata e restituita all’originario splendore.

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Il fascino e i fasti dell’antica Rivoli, città strettamente legata alla storia della dinastia sabauda, riconvertita nel corso del Novecento in centro industriale e residenziale inglobato nell’hinterland torinese, rivivono nei romantici scorci delle vecchie cartoline che la passione di Rinaldo Bellato ha consentito di raccogliere in un importante libro, dal titolo eloquente, “Bella Rivoli, le cartoline raccontano 1900 – 1980“.

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Nell’opera sono raccolte oltre 200 cartoline, databili dai primi del Novecento sino agli anni Ottanta, che mostrano gli angoli più noti della città, accanto a scorci meno conosciuti e ad aspetti caratteristici della vita quotidiana e sociale, ma riportano anche alla mente eventi importanti, di respiro internazionale, come l’Esposizione internazionale dell’industria e del lavoro tenutasi a Torino nel 1911, che coinvolse anche Rivoli, o la visita dello statista Giovanni Giolitti.

La raccolta è integrata da una carrellata di immagini relative al trentennio 1950-80, tratte dall’Archivio storico de La Stampa di Torino e della Città di Rivoli, e arricchita da frasi e detti in Piemontese, elaborati dal creativo Giovanni Teti, in arte Siolòt, attingendo dalla tradizione locale.