di Milo Julini
Attraversava la Dora tra piazza Borgo Dora e corso Vercelli: costruito nel 1881 e gravemente danneggiato dall’alluvione dell’ottobre 2000, è stato abbattuto e sostituito dal ponte intitolato al vicesindaco Domenico Carpanini, l’unico mobile della città

A Torino, nel Borgo Dora, il ponte Mosca che attraversa la Dora Riparia in corrispondenza del corso Giulio Cesare, deve il nome al suo autore, l’ingegnere Carlo Bernardo Mosca (Ochieppo Superiore, 1792 – Rivalta, 1867). L’ardito capolavoro dell’ingegnere biellese, in una sola arcata, costruito in granito grigio di Malanaggio e aperto al passaggio nel 1830, per molto tempo ha rappresentato l’unico elemento di eleganza in quel quartiere misero, malsano e malfamato.

Ma il ponte Mosca, anche se molto bisognoso di pulizia e manutenzione, non appartiene alla “Torino che non c’è più”. Ci occupiamo, invece, del ponte Principessa Clotilde di Savoia, che in passato si trovava a breve distanza e attraversava la Dora collegando piazza Borgo Dora e corso Vercelli.

Nel 1879, gli abitanti del Balon richiedono al Comune la costruzione di un ponte, motivando la loro richiesta con l’aumento della popolazione sulla sponda sinistra della Dora e con l’intento di migliorare le comunicazioni col Borgo Dora delle strade di Vercelli, ovvero l’attuale corso Vercelli, e di Lanzo: al tempo la Barriera di Lanzo è nell’attuale piazza Baldissera e la Strada provinciale di Lanzo percorre le attuali vie Cecchi, Giachino e Stradella.

A questi motivi si aggiunge anche il desiderio di evitare le disgrazie che si verificano con una certa frequenza quando qualche spericolato utilizza il ponte della Ferrovia di Ciriè per raggiungere la riva opposta del fiume.
Si è inizialmente pensato di affiancare una semplice passerella al ponte della ferrovia ma non vi è stato il benestare della Direzione.

Nel 1880, l’Ufficio Lavori Pubblici del Municipio elabora due progetti e viene scelto quello che preventiva una spesa di L. 60.000, salite a L. 75.000, per le opere accessorie. Il progetto è approvato dalla Giunta comunale il 23 giugno 1880 e il Ministero dei Lavori Pubblici, con Decreto 9 dicembre 1880, autorizza la costruzione del ponte, che viene così ad essere successivo, in ordine di tempo, al Ponte Mosca.

Il ponte Principessa Clotilde di Savoia viene costruito nel 1881 dalla ditta milanese Cerimedo & C. e misura 47 metri di lunghezza e 9 metri di larghezza. È ultimato all’inizio del 1882 e, in concomitanza, è rifatto anche il passaggio a livello di corso Vercelli.
Alcuni lavori di restauro sono eseguiti nel 1983, con sostituzione dell’impalcato stradale e di alcuni elementi strutturali.
Il ponte, dopo aver subito gravi danni causati dall’alluvione dell’ottobre 2000, viene abbattuto e sostituito da uno nuovo, intitolato a Domenico Carpanini (1954-2001), vicesindaco di Torino morto all’improvviso durante la campagna elettorale per l’elezione di un nuovo sindaco.

Il ponte Domenico Carpanini è stato realizzato nell’anno 2002, su progetto dell’architetto Giorgio De Ferrari e dell’ingegnere Francesco Ossola, ed è l’unico ponte mobile della città, cosa che moltissimi torinesi ignorano.
La struttura può essere innalzata di un metro circa per azione di martinetti idraulici, inseriti in cavità delle strutture di sostegno terminali delle arcate. In questo modo, in caso di piena del fiume, si possono evitare i danneggiamenti ed impedire che materiali trasportati dalla corrente restino bloccati contro la struttura, costituendo così una “diga” con conseguente straripamento e allagamento del Borgo Dora. Questa condizione di allerta meteo si è verificata nello scorso novembre di quest’anno, con conseguente sollevamento del ponte.

In questo caso, per garantire la sicurezza, è previsto l’innalzamento di due paratie verticali che bloccano l’accesso degli autoveicoli al ponte, ancora percorribile dai pedoni.
Questa è la descrizione delle sue caratteristiche tecniche, fornita dal sito “museotorino.it”.
La struttura presenta una lunghezza di 43 metri ed una larghezza di 12 metri. Dispone di due corsie veicolari, una pista ciclabile a due sensi di marcia e di un percorso pedonale, lungo il quale una gradinata in legno, che si protende verso il fiume, offre la possibilità di godere di un suggestivo panorama.

La struttura portante è d’acciaio è interamente saldata e pesa circa 700 tonnellate; è costituita da due travature longitudinali collegate superiormente, il cui impatto visivo è attenuato dai giochi d’ombra della particolare forma romboidale delle sezioni. I bastioni delle spalle sono rivestiti con pietre naturali provenienti dai materiali recuperati dalla demolizione del vecchio ponte.
Concludiamo ricordando che anche il ponte della ferrovia Torino-Ceres, che attraversa la Dora tra il ponte Mosca e il ponte Carpanini, è stato dotato di martinetti idraulici per essere sollevato in caso di allerta per maltempo.