di Andrea Coda*

Gli Appartamenti Reali di Stupinigi formano insieme al Salone centrale il nucleo originario juvarriano, terminato nel 1731 e decorato nelle volte entro la fine del 1737.

Dettaglio del Salone da ballo

Gli Appartamenti sono realizzati lungo i bracci della croce di Sant’Andrea che si aprono dal Salone e sono composti rispettivamente da un’anticamera, una camera da letto, un gabinetto da toeletta uniti tramite piccole gallerie al grande Salone.

L’Appartamento della Regina

Partendo dall’Anticamera della Regina possiamo notare quello che viene definita la più bella volta affrescata della Palazzina di Stupinigi realizzata nel 1733 da Giovanni Battista Crosato che rappresenta il Sacrificio di Ifigenia con un notevole risultato cromatico e compositivo, mentre i pannelli dei lambriggi, delle finestre, il controfornello a piccole vedute di paesi e architetture, realizzati nel 1739, sono da attribuire a Francesco Casoli.

Sacrificio di Ifigenia

Fu sempre Casoli a realizzare i pannelli delle porte volanti che furono poi sostituite da quelle che si vedono attualmente, con trofei di caccia eseguiti da Giuseppe Maria Bonzanigo, lo stesso l’autore delle splendide incorniciature delle pareti con tralci di edera dorata su fondo di vetro blu.

Le tappezzerie, in seta tussor canneté, sono ornate con disegni di nodi d’amore, nastri e corone, mentre l’arredo della sala è formato da un paravento, divani, sgabelli e infine da splendide consoles, riccamente intagliate a medaglioni bianchi su fondo azzurro, il tutto realizzato sempre da Giovanni Maria Bonzanigo.

Dettaglio delle pareti dell’Anticamera con i tralci di edera dorata su fondo di vetro blu

Dall’anticamera possiamo accedere alla Camera da letto della Regina, dove troviamo una volta affrescata con ampie partiture a secco eseguita da Charles-André Van Loo e considerata il suo capolavoro. Dipinta nel 1733, raffigura il Riposo di Diana e Atteone: la dea è attorniata da splendide ninfe sulle rive di un  fiume con un elegante e raffinata cromia.

Per quanto riguarda le porte, le sovrapporte e i lambriggi, furono eseguiti nel 1737 da Francesco Fariano, mentre l’arredo è formato da una splendida console francese di fine Settecento, da un piccolo divano e sedie anch’esse di fine Settecento. Di notevole fattura è lo splendido pregadio a legni intarsiati su disegno di Benedetto Alfieri. La tappezzeria è in taffetà di seta avorio.

Dettaglio delle pareti della Camera da letto della Regina

Come ultima sala accediamo al Gabinetto di toeletta della Regina che presenta una volta decorata a grottesche con candelabri, figure cinesi, aironi, putti policromi, angiolini e fiori, dipinta da Francesco Fariano tra il 1737/41. Al medesimo pittore sono da attribuire le decorazioni sui pannelli dello zoccolo e gli scuri delle finestre mentre le splendide angoliere sono state create da Francesco Servozelli.

Gabinetto di toeletta della Regina con la volta decorata a grottesche

Terminata la visita all’Appartamento della Regina, passiamo all’Appartamento del Re.

L’Appartamento del Re

Anche qui iniziamo dall’Anticamera: la volta affrescata con il Mito di Diana venne eseguita da Michel Antonio Milocchi e terminata nel 1737 sotto la guida di Francesco Beaumont, le sovrapporte sono del grande Domenico Olivero, mentre i pannelli delle porte volanti e delle finestre sono stati realizzati da Scipione Cignaroli  nel 1739, infine le piccole scene di paese all’interno dei lambriggi sono di Carlo Filippo Brambilla.

Volta dell’Anticamera con il Mito di Diana

L’arredo, di chiaro gusto neoclassico, è formato da un paravento in seta con cornice dorata, divani, grandi specchiere e cassettoni, il tutto creato da Giuseppe Maria Bonzanigo. Sulle pareti di entrambi gli appartamenti si possono anche ammirare dei bellissimi dipinti a pastello di Liotard.

Dopo l’Anticamera si prosegue verso la Camera da letto del Re. Anche in questo caso la volta è stata affresca da Michel Antonio Milocchi e rappresenta sempre scene della vita di Diana. Sia i lambriggi che le porte volanti sono di disegno juvarriano, eseguiti nel 1737/41 da Francesco Fariano, che abbiamo visto operare già nell’Appartamento della Regina. Anche i raffinati stucchi dorati sono d’impostazione juvarriana.

Nella sala si possono ammirare grandi esempi di ebanisteria sabauda come il pregadio eseguito nel 1762 da Pietro Piffetti, autore anche dello splendido armadio a medagliere in legno di noce e palissandro, a intarsi in avorio e tartaruga, proveniente dal Castello di Moncalieri. Notevoli sono le due scrivanie sempre in legni pregiati e avorio, una attribuita a Luigi Prinotto, l’altra di scuola piffettiana, e infine si possono vedere due splendide mense in pietre dure di esecuzione francese di fine Seicento.

Come per l’altro Appartamento terminiamo con il Gabinetto da Toeletta del Re. Anche in questo caso la volta è dipinta a grottesche tra il 1737 e il 1741 da Francesco Fariano, che si occupa anche dei lambriggi e degli scuri delle finestre, e le angoliere sono sempre di Francesco Servozelli.

Lo splendido armadio a medagliere di Pietro Piffetti e il pregadio a destra

In questa piccola sala vi era una bellissima tappezzeria di seta dipinta alla cinese che è andata perduta, mentre di grande importanza è il quadro che rappresenta Polissena d’Assia, seconda moglie di Carlo Emanuele III, con i suoi due figli, opera eseguita da Maria Giovanna Clementi detta la Clementina.

Dettaglio della Scrivania di Diana realizzata da Luigi Prinotto

*ricordiamo, per chi fosse interessato, che Andrea Coda accompagna gruppi e organizza visite guidate nella città di Torino e in tutto il Piemonte. Per informazioni chiamare il 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com

Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso