La nocciola, regina delle colline piemontesi, si coltiva nella fascia altimetrica compresa tra i 250 e i 700 metri d’altitudine con forma d’impianto a cespuglio e un numero di piante per ettaro contenuto (da 200 a 400).

Tradizionalmente utilizzata, come la noce, per ricavarci olio, la nocciola Piemonte Igp (Indicazione Geografica Protetta) o Tonda Gentile delle Langhe è oggi in prevalenza destinata all’industria dolciaria, che ne apprezza le caratteristiche organolettiche, tra cui la ricchezza in acido oleico e la compattezza della polpa.

Nel periodo dell’occupazione napoleonica del Piemonte sabaudo, le restrizioni commerciali rendevano difficoltosa l’importazione di cacao. Per questo i cicolatè piemontesi s’ingegnarono, sostituendo in parte il cacao con le nocciole tostate e tritate. Nacque così, secondo tradizione, la celebre “pasta Gianduia“.

La nocciola è poi l’ingrediente base delle omonime torte diffuse un po’ in tutto il Piemonte, un tempo prodotte senza farina, oggi da alcuni proposte in versione “moderna”, cioè con l’aggiunta di dosi di farina e di cacao nell’impasto (o arricchite con scagliette di cioccolato).

Il laboratorio di pasticceria Lasenzafarina di Villanova d’Asti è famoso per l’omonima torta, battezzata appunto Lasenzafarina®, un parallelepipedo di bontà racchiuso in un elegante scatola di cartone che prende forma dall’unione di tre semplici ingredienti – nocciole, uova e zucchero – ma dalla creatività artigiana dell’azienda sono di recente nati anche i biscotti croccanti alla nocciola, che ne arricchiscono la già ampia gamma di proposte.

15623_768752789899525_4237125461230023790_n