di Paolo Barosso

Villa Carpeneto, splendida residenza nobiliare d’aspetto barocco e neoclassico, si trova nel territorio di La Loggia, nella pianura agricola a sud di Torino, nei pressi del confine comunale con Vinovo.

Veduta dell’ingresso di Villa Carpeneto – collezione privata.

Innestata su un preesistente castello medievale, denominato “Carpeneto”, che si ritiene appartenuto alla famiglia Vagnone di Trofarello e successivamente ai conti Valperga, la dimora deve il primo rifacimento alla volontà di Gaspare Graneri, originario di Ceres sopra Lanzo Torinese, che s’era distinto al servizio della corte sabauda assurgendo alla carica di generale delle Finanze e affermandosi come una delle personalità politiche più in vista del Seicento piemontese. Pochi anni prima di morire, nel 1661, fondò l’Eremo Camaldolese di Lanzo, meritandosi, per questa e altre iniziative benefiche, l’appellativo di “padre dei poveri”.

L’arme dinastica dei Graneri è ancora visibile all’interno dell’edificio, con la spiga di grano (gioco di parole con il cognome “Graneri”) sovrastata da una torre, richiamo alla località di La Roche, situata in Savoia (oggi La Roche-sur-Foron), di cui la famiglia, al tempo di Tommaso, figlio di Gaspare, aveva acquisito feudo e titolo marchionale. Gaspare Graneri si fece promotore di imponenti lavori di ammodernamento che trasformarono l’antico castello in sontuosa dimora signorile di campagna: di questo primo cantiere rimane evidente testimonianza nella struttura attuale, in particolare nella facciata rivolta verso Vinovo, quella con l’affaccio sul giardino e il laghetto.

Secondo le ricerche condotte dallo storico locale Gervasio Cambiano, una seconda tranche di interventi edilizi risale al decennio 1769/1779, quando il marchese Gian Luigi Graneri chiamò il geniale architetto Francesco Dellala di Beinasco (nominato architetto regio nel 1772), che disegnò nelle forme neoclassiche in voga al tempo la facciata rivolta verso il viale di pioppi. In questo periodo s’intrapresero anche lavori sull’alveo del vicino torrente Ojtana, che venne rettificato per oltre un chilometro per renderlo idoneo alla navigazione con barche da diporto: proprio in questo tratto si svolse una regata organizzata dal marchese Graneri in onore della corte sabauda, che fornì all’incisore Ignazio Sclopis (1727-1793) lo spunto per realizzare due vedute raffiguranti villa e parco.

Villa Carpeneto, passata a fine Settecento al conte Gerbaix de Sonnaz, marito di Enrichetta Graneri, cambiò in seguito più volte proprietà fino a giungere al 1939, quando fu venduta al conte Theo Rossi di Montelera, che la mantenne, abbellendola con stucchi e pitture, fino al 1959. Da questa data, acquisita da una società svizzera, la magnifica residenza, testimone di secoli di vita aristocratica e proclamata nel… per il pregio architettonico “Monumento Nazionale”, andò incontro a un progressivo decadimento, trovandosi oggi tristemente disabitata, priva di arredi e in preda all’incuria.

In base a notizie giornalistiche, pare vi sia l’interessamento dell’amministrazione comunale di La Loggia (inserimento nell’ultimo bilancio di una previsione di spesa) per l’acquisto della storica residenza a scopo di restauro conservativo e rifunzionalizzazione culturale.

Fonte della segnalazione: Croce Reale – Rinnovamento nella Tradizione