di Redazione
Costruito nel primo Seicento per ospitare una comunità di monache benedettine costrette a lasciare Belmonte in ottemperanza alle prescrizioni del Concilio di Trento, il complesso edilizio che oggi ingloba il teatro dedicato alla memoria dello sceneggiatore e drammaturgo torinese Tullio Pinelli (1908-2009) venne acquistato dall’amministrazione comunale cuorgnatese all’inizio dell’Ottocento, a seguito della famigerata legge napoleonica (1801) che disponeva la soppressione delle corporazioni religiose e l’avocazione dei loro beni alla Nazione, con il proposito di trasferirvi il Municipio e il collegio convitto.

Malgrado il cambio di destinazione d’uso, la costruzione ha conservato sostanzialmente intatti le strutture e gli ambienti monastici principali, tuttora visibili, ad esempio il cortile interno porticato, in cui si riconoscono gli elementi del chiostro monastico.

Verso il 1860 si decise di risistemare l’ala nord del vecchio monastero, corrispondente alla chiesa, adibendola a sede del teatro comunale e affidandone il progetto all’architetto cuorgnatese Pier Giuseppe Zerboglio.

Nell’allestimento dell’arredo interno del teatro e nella realizzazione dell’apparato decorativo (in parte andato distrutto) si coinvolsero maestranze di livello, come il luganese Giacomo Rossi, autore degli ornati insieme con il torinese Giuseppe Ceva, il pittore Luigi Crosio, nativo di Acqui Terme, esecutore delle figure, e gli artisti aderenti al Cenacolo di Rivara (o scuola di Rivara) che erano soliti trascorrere le vacanze estive in Canavese e che prestarono la loro opera nel cantiere di Cuorgnè disegnando scene e fondali (il gradevole scenario con il centro abitato di Cuorgnè visto dal vecchio ponte sull’Orco è opera del loro caposcuola, Carlo Pittara).

La bellezza del piccolo teatro, che oggi possiamo nuovamente ammirare dopo la chiusura disposta per ragioni di sicurezza nel 1983 e grazie al meticoloso lavoro di restauro intrapreso con il sostegno di enti e soggetti contributori, come la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, deriva soprattutto dall’armonia dell’insieme, con i due ranghi di logge, e dall’eleganza delle strutture interne, che vennero tutte realizzate in legno rispettando le sottostanti murature dell’antica chiesa, rimaste integre.

Gestito direttamente dal Comune fino al 1919, il teatro cuorgnatese venne in seguito affittato a privati che vi installarono una sala di proiezioni cinematografiche, una delle prima in Canavese.

Apprezzato per l’acustica, sede di concerti, spettacoli d’opera e di prosa, il teatro comunale “Tullio Pinelli” appare agli occhi dello spettatore come una bomboniera, un ambiente unico nel territorio canavesano, il cui restauro è costato molta fatica, ma con risultati eccezionali, che oggi finalmente si possono apprezzare.
Si ringrazia per il materiale informativo e fotografico l’ufficio stampa della Città Metropolitana di Torino