Prosegue il tour di Andrea Coda, guida turistica di professione e appassionato cultore di storia piemontese, alla scoperta delle Residenze Sabaude. Ecco la seconda tappa dedicata a Palazzo Reale,  fulcro del potere dinastico, inserito nel cuore della zona del comando voluta dai Savoia nella loro capitale, Torino. Per chi fosse interessato a conoscere dal vivo questi luoghi così affascinanti e intrisi di storia, accompagnati da una persona esperta, rimandiamo alla nota informativa al fondo dell’articolo.

Nel bellissimo appartamento dinastico operarono pittori della fama di Jan Miel, Charles Dauphin, Caravoglia, che furono molto amati per la loro adesione al linguaggio della pittura barocca europea.

Dettaglio degli interni - foto di Paolo Barosso
Dettaglio degli interni – foto di Paolo Barosso

Basti pensare alle magnifiche tele che coronano i soffitti intagliati e dorati nelle sale del Trono e del Consiglio. Questi grandi pittori furono affiancati  dai fratelli Dufour, che parteciparono alla celebrazione della dinastia Sabauda con la serie di emblemi che troviamo nella sala della Colazione e dell’Alcova. A proposito di quest’ultima sala va ricordato un aneddoto curioso, che faceva parte dei protocolli dinastici europei: il fatto consisteva che durante la prima notte di nozze il rapporto amoroso tra la futura coppia reale doveva avvenire davanti agli occhi dei genitori che osservavano i propri figli dietro una tenda, in modo da essere sicuri che il rapporto fosse consumato. Ma torniamo a noi.

Sala del Trono - foto di Andrea Coda
Sala del Trono – foto di Andrea Coda

Di notevole importanza sono i bellissimi affreschi situati nel fregio del salone degli Svizzeri realizzati dai fratelli Fea che rappresentano le glorie dei principi Sassoni dai quali i Savoia fanno discendere la propria genealogia.  Il Palazzo verrà rappresentato all’interno del Theatrum Sabaudiae e raffigurato sul versante nord-est della città, ma ancora privo della Cappella della Sindone innalzata da Guarino Guarini tra il 1667/1668, in unione con la manica ovest del Palazzo.

Galleria del Daniel - foto di Paolo Barosso
Galleria del Daniel – foto di Paolo Barosso

La connessione del Palazzo Reale con la cappella destinata ad ospitare le importanti reliquie ha un preciso scopo simbolico da parte della corte sabauda che soprattutto sotto il regno di Vittorio Amedeo II  ricerca una precisa collocazione nella politica europea. Sarà proprio lui a chiamare a corte il pittore austriaco Daniel Seiter che tra i vari lavori riceve l’ordine di affrescare l’elegante Galleria che univa l’appartamento della Regina con quello del Re   e che da lui prenderà il nome (Galleria del Daniel). L’artista, che aveva lavorato a Roma, porterà una ventata di novità e modernità lavorando per lungo tempo a Palazzo, affiancato da una grande quantità di minusieri. Al Seiter dobbiamo anche le splendide decorazioni dell’appartamento sito al piano nobile, che prenderà il nome da Madama Felicita, nel quale opereranno pittori genovesi da lui voluti, i cui nuovi colori e tecniche porteranno una nuova prospettiva della pittura nel settecento torinese.

Sarà sempre grazie a Vittorio Amedeo II che si amplierà e si svilupperà il progetto del giardino che si affaccia sul Bastion Verde. Il disegno fu realizzato da Duparc mentre l’apparato decorativo è dell’architetto Carlo Emanuele Lanfranchi che aveva anche realizzato il gruppo della Ninfea Galatea, successivamente rimosso. Verso la fine del seicento il giardino sul lato di levante fu nuovamente riplasmato da Andrè Le Notre (stesso architetto di giardini che realizzerà quelli di Versailles), il quale creò sei bacini ad acqua e viali che furono disposti a raggiera. Per quanto riguarda il gruppo scultoreo dei tritoni che orna l’unico bacino d’acqua superstite e’ opera di metà settecento di Simone Martinez. Dal prossimo anno dovrebbero essere ultimati i lavori di restauro dei giardini di Palazzo Reale, riportando le antiche prospettive e disegni  dei giardini di Andrè Le Notre. – continua –

Nota della redazione: Andrea Coda organizza una visita guidata su prenotazione a Palazzo Reale nella giornata di sabato 18 aprile con ritrovo nell’atrio del palazzo alle ore 14.30. Per chi fosse interessato a partecipare e/o volesse informazioni al riguardo, chiamare il numero 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com

I dioscuri sorvegliano l'ingresso della Piazzetta Reale - foto di Paolo Barosso
I dioscuri sorvegliano l’ingresso della Piazzetta Reale – foto di Paolo Barosso