Nuova tappa del tour di Andrea Coda*, guida turistica di professione e cultore di storia piemontese, alla scoperta delle Residenze Sabaude. In questo terzo appuntamento proseguiamo la visita a Palazzo Reale, fulcro del potere dinastico, focalizzandoci sugli interventi realizzati da Filippo Juvarra, giunto a Torino per volere del duca, poi re, Vittorio Amedeo II. Per chi fosse interessato a conoscere dal vivo questi luoghi così affascinanti e intrisi di storia, accompagnati da una persona esperta, rimandiamo alla nota informativa al fondo dell’articolo.

Una data molto importante per Torino e per Casa Savoia fu il 1706, quando le truppe austro/sabaude ottennero una grande vittoria sulle truppe franco/ispaniche di Luigi XIV durante la guerra di Successione Spagnola. Questo successo porterà il duca Vittorio Amedeo II a diventare Re di Sicilia nel 1713 con il trattato Utrecht e successivamente Re di Sardegna, permettendo ai Savoia di sedersi al tavolo dei grandi d’Europa e ottenendo la Corona Regia. Sarà proprio il re Vittorio Amedeo II a portare in capitale il genio di Filippo Juvarra nominandolo primo architetto di corte. Il genio politico di Vittorio Amedeo II e il genio architettonico di Filippo Juvarra trasformeranno la città in una grande capitale.

Gabinetto alla China o Cinese - allestito da Filippo Juvarra con boiserie in stile rocaille e lacche orientali
Gabinetto alla China o Cinese – interventi di Filippo Juvarra e Francesco Beaumont

Grazie a Juvarra verranno realizzate nuove maniche di Palazzo Reale ,soprattutto per ospitare le  funzioni amministrative creando quella che viene chiamata la zona del comando, formata dalle Regie Segreterie, dagli uffici, dal Teatro Regio , dagli Archivi di Stato , per quanto riguarda il Palazzo la più bella creazione di Filippo Juvarra consiste nel famoso Scalone delle Forbici, dove troviamo un aneddoto molto curioso, divertente e che fa anche riflettere.

Lo scalone fu realizzato in occasione del matrimonio del principe ereditario Carlo Emanuele III con Anna Cristina di Baviera Sulzbach per consentire un accesso aulico al meraviglioso appartamento regio sito al secondo piano. La maggior parte della corte, non credendo che Juvarra sarebbe riuscito a realizzare uno scalone di così grande importanza in uno spazio così ristretto, lo prese in giro e dubito di lui. A quel punto l’Architetto decise di chiudere il cantiere a tutti tranne ai suoi più stretti collaboratori e al sovrano. Quando lo scalone fu terminato e inaugurato tutti rimasero sorpresi di tale meraviglia.

Il nome delle Forbici deriva sia dalla forma a tenaglia con cui fu creato lo scalone sia dall’ovale visibile sulla rampa centrale. Qui si vede una figura con delle trecce che formano una lingua biforcuta (a simboleggiare le malelingue) e un paio di forbici a tagliarla, in riferimento a tutte quelle persone che dubitavano del suo genio. Ricordiamo anche che tutte le ringhiere che ornano la scalone sono decorate con il simbolo della spiga, che rappresenta la fertilità  come atto di buon augurio per la futura coppia reale.

Il ruolo di Juvarra sarà anche quello di coordinatore dell’apparato decorativo settecentesco di Palazzo Reale. Grazie anche ai suoi contatti romani, arrivarono a palazzo moltissimi quadri di grande valore e importanza: basti pensare alle sovrapporte imperiali nelle sale delle Cameriste o alle due tele di Van Loo per la Cappella Regia.

La Galleria dell'Armeria Reale
La Galleria dell’Armeria Reale

Nel 1730, salito al trono Carlo Emanuele III, diventerà pittore di corte Francesco Beaumont che opererà in vari ambienti come il Gabinetto Cinese, la Galleria delle Battaglie (ispirate alle gloriose vittorie sabaude), e alla Galleria dell’Armeria Reale, che all’epoca era chiamata la Galleria della Regina. – continua –

*Nota della redazione: Andrea Coda organizza una visita guidata su prenotazione a Palazzo Reale nella giornata di domenica 10 maggio con ritrovo nell’atrio del palazzo alle ore 15. Per chi fosse interessato a partecipare e/o volesse informazioni al riguardo, chiamare il numero 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com