Il tour in Canavese guidato da Giovanni Dughera prosegue con la tappa incentrata sul castello di Masino, splendida residenza ora di proprietà del FAI che riassume, nelle stratificazioni degli interventi architettonici e nei preziosi arredi interni, mille anni di storia piemontese. 

Nel viaggio di ritorno, percorrendo l’autostrada Torino – Ivrea, è d’obbligo una tappa al castello di Masino (uscita casello Albiano d’Ivrea). Per parlare di Masino occorrerebbero mille pagine, tanti sono gli anni della sua storia, durante la quale appartenne sempre alla stessa famiglia, i Valperga di Masino, per poi pervenire, nel 1988, al FAI.

Il castello, posto su una collina al centro della piana d’Ivrea in magnifica posizione, si presenta all’esterno con due torri medievali, intonacato di malta chiara: essenziale di forme, le sue linee e i suoi volumi paiono aperture spaziali accoglienti la vastità del paesaggio circostante, la piana, le Alpi di tutto quanto il Piemonte occidentale, laghi, emergenti dalla balconata belvedere.

Castello di Masino e piana d'Ivrea
Castello di Masino e piana d’Ivrea

Un cancello dai ricchi trafori in ferro battuto, sormontato dalla corona comitale dei Valperga, s’apre sullo sfondo del cielo.

Inimitabili i balconi in ferro battuto: dal disegno sottile, leggero paiono linee vergate con inchiostro di china sullo sfondo chiaro del castello e sul cielo, la loro forma “panciuta” ricorda un abito antico femminile, morbido, arioso: sono linee rococò.

Gli interni del castello, risalenti al Seicento e sino all’Ottocento, sicuramente tra i più ricchi fra quelli che visiteremo, presentano sale dove s’affollano, affrescati in un tripudio gioioso, Atlanti, Cariatidi, schiavi tartari, imperatori, musici, sfarzosi vasi di aranci, stemmi , camere da letto con grottesche dipinte  e cineserie dipinte su carta, il salone da ballo con illusioni prospettiche dipinte, accanto a mobili di pregio, alcuni con rare decorazioni in pasta di riso, una ricca quadreria di famiglia e della dinastìa sabauda, oggetti di vetro e ceramica: un ambiente immutato dai tempi dei conti Valperga di Masino.

FAI - Masino: sala dei Gobelins
FAI – Masino: sala dei Gobelins

Colpisce la giustapposizione dello sfarzo con una certa intimità familiare, testimonianza della vita dei Valperga di Masino che qui si svolse sino al 1988 e venne, per così dire, fermata nel tempo dal FAI con l’acquisizione del castello. Gli scopi di tutela e conservazione del patrimonio artistico e ambientale che si prefigge il Fondo per l’Ambiente Italiano sono qui ben rappresentati, come del resto per le altre proprietà salvate dal degrado.

FAI - Masino - Grottesche e parati alla cinese
FAI – Masino – Grottesche e parati alla cinese

Non si può conoscere il Canavese se non si vede Masino, dove, non a caso, sono custodite le ceneri di Re Arduino, marchese anscarico d’Ivrea e primo re d’Italia, del quale tutti i nobili canavesani cercarono di dichiararsi discendenti, con inimmaginabili e romanzesche azioni.

FAI - Masino - grottesche e parati alla cinese
FAI – Masino – grottesche e parati alla cinese

Il parco all’inglese, un gran prato, alberi secolari e il tempietto ottocentesco s’accompagnano al piccolo giardino all’italiana dove, attorno a una vasca centrale, basse siepi di bosso dalle singolari geometrìe sono ombreggiate da vetusti cipressi dal tronco muschiato. Una monocroma nuvola verde, fresca, linda, armoniosa e lussureggiante. Un roseto rallegra coi suoi colori e un labirinto di carpini accompagna la “strada dei ventidue giri” che scende dalla collina in un sinuoso percorso.

FAI - Masino: angolo del parco
FAI – Masino: angolo del parco

Il castello è aperto tutto l’anno, salvo i lunedì non festivi, gennaio e le ultime due settimane di dicembre (tel. 0125/778100).

Testo e foto di Giovanni Dughera