In occasione dell’Ostensione della Sindone è stato predisposto, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e dell’Associazione Guarino Guarini, un itinerario ad uso di torinesi e visitatori alla scoperta del patrimonio architettonico religioso dell’antica capitale sabauda. L’iniziativa, che s’inserisce nel quadro di un più ampio disegno di valorizzazione culturale di Torino attraverso il dialogo tra sistema dei musei, architetture di pregio e luoghi deputati alle perfoming arts, si propone di divulgare la conoscenza degli edifici sacri cittadini e delle opere d’arte in essi custodite.

La cupola affrescata dal Milocco
Chiesa della Visitazione – la cupola affrescata dal Milocco

In questa prospettiva dedichiamo oggi la nostra attenzione alla Chiesa della Visitazione, che risalta con l’alta cupola e la facciata settecentesca posta d’angolo tra via XX Settembre e via dell’Arcivescovado (da notare il magnifico portale ligneo datato al 1690 e le decorazioni a stucchi bianchi, tipici dei luganesi, con testine di angioletti ad ali incrociate, cariatidi e il motivo dei grappoli di frutta). L’edificio conventuale venne fondato nel 1638 su un lotto di terreno che il duca di Savoia Vittorio Amedeo I, nell’ambito dell’ampliamento della città verso sud (la cosiddetta “città nuova”) deciso per adeguare Torino al rango di capitale dinastica, concesse a Matilde di Savoia, marchesa di Pianezza (figlia legittimata di Emanuele Filiberto di Savoia e di Beatrice Langosco di Stroppiana). Matilde di Savoia è considerata fondatrice della chiesa insieme con la baronessa Jeanne Frémyot de Chantal, che aveva creato ad Annecy l’ordine religioso della Visitazione sotto la guida di San Francesco di Sales, vescovo coadiutore di Ginevra. La chiesa del convento, conclusa entro il 1660 in vista della canonizzazione di Francesco di Sales (1665), venne eretta su disegno di Francesco Lanfranchi, le cui scelte progettuali pongono l’edificio tra le prime chiese cittadine ad essere costruite secondo i canoni della Controriforma (evidente l’ispirarsi dell’architettura del Lanfranchi alle forme vittozziane di Santa Maria del Monte dei Cappuccini).

Dettaglio dell'interno con le statue
Dettaglio dell’interno con la statua del beato Amedeo IX di Savoia

L’interno, una “piccola rarità a forma di rosa“, composto da un vano centrale quadrato su cui si aprono i quattro “petali”, cioè i tre spazi semicircolari (l’ingresso e le due cappelle laterali) oltre a quello più vasto del presbiterio, è sovrastato dall’aggraziata cupola, affrescata da Michele Antonio Milocco negli anni Sessanta del Settecento con un’opera pittorica che rappresenta San Francesco di Sales accolto in gloria in Paradiso mentre nei quattro pennacchi sono dipinte le virtù teologali. L’affresco, che alcuni critici attribuivano invece a Luigi Vannier, insigne pittore di Chambéry (nominato primo pittore di corte e “conservatore di tutte le pitture e statue della Real Casa” dalla seconda Madama Reale), si collega alle statue e alle piccole tele collocate in precedenza nell’aula che raffigurano personaggi destinati al Paradiso grazie all’esercizio delle virtù teologali. La decorazione dell’interno, basata sulla fitta spartizione delle superfici a mezzo di lesene ricoperte da specchiature di marmi policromi e sulla profusione di stucchi dorati, venne curata anch’essa dal Lanfranchi in stretta correlazione con l’architettura. Secondo il Cavallari Murat, “la scenografica disposizione e l’originale articolazione” rendono la chiesa della Visitazione una delle più originali creazioni del barocco torinese.

Chiesa della Visitazione - Altare maggiore con colonne tortili abbinate in marmo nero
Chiesa della Visitazione – Altare maggiore con colonne tortili abbinate in marmo nero e pala del Nepote

In occasione della beatificazione della baronessa de Chantal (1768) si rimise mano all’area presbiteriale, smontando e ricomponendo l’altare maggiore, costruito in marmo da maestranze luganesi (forse i capimastri piccapietre Carlo e Giuseppe Busso) a fine Seicento in sostituzione di un precedente manufatto in legno. L’altare venne riplasmato secondo un disegno più imponente e conforme ai modelli del Seicento torinese, inquadrandolo tra quattro eleganti colonne tortili in “marmo nero lustro” (secondo il gusto del tempo) che incorniciano la pala dipinta da Ignazio Nepote sul tema della Visita di Maria alla cugina Elisabetta (1760-68), evento richiamante l’intitolazione stessa della chiesa.

Paolo Barosso

Redazione Piemontèis

Bibliografia: Archivi di pietra. Nelle chiese di Torino gli uomini, la storia, le arti – Autori Vari – Ed. Comune di Torino 1991 (scheda sulla Visitazione di Giuliana Brugnelli Biraghi)

Nota della redazione: ricordiamo, per chi fosse interessato, che ogni 27 del mese nella chiesa della Visitazione si celebra, dalle ore 15, una funzione in ricordo dell’apparizione della Madonna alla veggente suor Caterina Labouré  avvenuta nel 1830 a Parigi in Rue du Bac