Per il ciclo di appuntamenti dedicati alle Residenze Sabaude e curati da Andrea Coda, guida turistica di professione e cultore di storia piemontese e sabauda, vi presentiamo in questa puntata le meraviglie della Villa della Regina, risalente al primo Seicento e collocata sulle propaggini della collina torinese in collegamento prospettico con l’antica contrada di Po

Villa della Regina - veduta d'insieme dal giardino retrostante
Villa della Regina – veduta d’insieme dal giardino retrostante

La Villa della Regina e’ un complesso di vigna e giardini che fu realizzato sulla collina torinese tra il 1615 e il 1618 sul modello delle ville romane per volere del cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I, che affidò l’incarico all’architetto Ascanio Vitozzi. A partire dal 1657 la moglie Ludovica (Maurizio l’aveva sposata avendo previamente rinunciato al titolo cardinalizio) ne amplia i fabbricati e giardini, facendo fare anche nuove decorazioni e arredi.

Nel 1692 la Vigna passa ad Anna d’Orléans, come regalo di nozze da parte di suo marito Vittorio Amedeo II: da questo momento la vigna prenderà il nome di Villa della Regina. In questo periodo avvennero importanti interventi grazie alla regia del grande architetto Filippo Juvarra e successivamente, sotto il regno di Carlo Emanuele III, di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano.

Villa della Regina- dettaglio dei giochi d'acqua
Villa della Regina- dettaglio dei giochi d’acqua

Filippo Juvarra riplasma gli spazi e i rapporti con il giardino, ma anche l’arredo e le decorazioni seicentesche realizzate dal grande pittore di corte Daniel Seyter, portando nei cantieri regi di Villa della Regina e della Capitale Sabauda figure del calibro di Corrado Giaquinto, Giovanni Battista Crosato e Francesco Dallamano.

Il magnifico complesso cessò di essere una residenza Sabauda a partire dal 1868 quando, con lo spostamento della capitale, si decise il passaggio della struttura all‘Istituto delle Figlie dei Militari. Va anche aggiunto che molte delle opere ivi conservate –  pittoriche, ebanistiche e tessuti di grande valore – furono trasferiti al Quirinale in quelli che attualmente vengono chiamati Appartamenti Imperiali. – continua –

Testo di Andrea Coda

Nota della redazione: ricordiamo per chi fosse interessato che il 27 giugno al pomeriggio ci sarà una visita guidata al costo di 10€ e che il 28 giugno si replicherà al mattino. Per informazioni su visite e prenotazioni, contattare Andrea Coda al numero 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com