Il nostro collaboratore Andrea Elia Rovera, nel giorno del centenario della battaglia del Monte Nero (combattuta il 16 giugno 1915), ci racconta l’ardimentosa impresa compiuta dagli Alpini del Piemonte, che valse loro l’ammirazione degli Austriaci, oltre a varie onorificenze 

Il 16 giugno 1915 – 100 anni fa – i nostri valorosi Alpini del Piemonte hanno compiuto un’azione militare così tatticamente perfetta che penso sia doveroso ricordare.

Geograficamente ci troviamo sulle Alpi Giulie, in Slovenia, a pochi Kilometri dal Friuli Venezia Giulia. La montagna si chiama così a causa di un errore di trascrizione cartografica che ha trasformato la denominazione slovena Krn (“tozzo”) in Crn (“nero”).

Storicamente la conquista del Monte Nero è stata per l’Italia la prima grande vittoria sul campo tanto che perfino l’Esercito Austriaco ha mostrato profonda ammirazione per la riuscita dell’operazione.

Cronisticamente sappiamo dalla giornalista austriaca di guerra Alice Schalek che: “quando al fronte di parlava della vittoria dei nostri Alpini sul Monte Nero, si soleva aggiungere: “Giù il cappello davanti agli alpini; questo è stato un colpo da maestro“.

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Nella prima metà del giugno 1915 la zona del Monte Nero era riconoscibile per l’intensa attività dei nostri Reparti Alpini che impedirono più volte agli Austriaci di attaccare l’Italia. Il fatto che il nostro esercito fosse migliore di quello avversario convinse il Generale Etna a sferrare un attacco diretto – comunque già previsto nei piani di guerra – e ad espugnare il Monte Nero.

La genialità del Generale si è vista nella scelta tattico-strategica di attaccare l’Esercito Austriaco su due fronti contrapposti.

Il primo gruppo (composto dagli uomini della 35esima Compagnia Alpini del Battaglione Susa comandati dal Capitano Vittorio Varese), la notte fra il 15 e il 16 giugno 1915, colse di sorpresa il nemico partendo dal Vrata per arrivare nella trincea avversaria a quota 2138m.

La battaglia fu dura e sanguinosa ma, alla fine, portò i nostri Alpini a far arrendere 200 uomini (di cui 12 Ufficiali)!

Il secondo gruppo (composto dagli uomini dell’84esima Compagnia Alpini del Battaglione Exilles comandati dal Capitano Vincenzo Albarello) preceduto da un gruppo di Alpini Esploratori comandati dal Sottotenente Alberto Picco, con le scarpe rotte e fasciate partirono dal Kozliak verso la cima del Monte Nero a 2245m.

Appena giunti sul posto, incontrati gli Austriaci, i nostri Alpini sferrarono il loro attacco, condussero una estenuante lotta “corpo a corpo”, e conquistarono la vetta.

Grazie a questa valorosissima impresa le Bandiere di Guerra dei Battaglioni Alpini “Susa” ed “Exilles” vennero insignite della Medaglia d’Argento al Valor Militare con questa motivazione: “I BATTAGLIONI EXILLIS E SUSA CON MIRABILE ARDIMENTO, CON ABNEGAZIONE E TENACIA, SUPERANDO DIFFICOLTA’ RITENUTE INSORMONTABILI, DOPO LOTTA ACCANITA E CRUENTA, SLOGGIARONO, DI SORPRESA IL NEMICO DA MONTE NERO, CHE ASSICURARONO ALLE ARMI (15 – 16 GIUGNO 1915 – BOLLETTINO UFFICIALE, ANNO 1916, 66ESIMA DISPOSIZIONE)”.

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La conquista di Monte Nero, inoltre, valse al Capitano Albarello l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e al Capitano Varese la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Questa è una delle tante pagine di storia che mostrano il valore degli Alpini appartenenti ai Battaglioni Piemontesi. L’Italia non può non andar fiera di chi con la sua Penna Nera garantisce da sempre sicurezza e incolumità alla popolazione civile.

Andrea Elia Rovera