Il nostro collaboratore Andrea Elia Rovera ci tratteggia questa volta un ritratto di fra Giuseppe Girotti, nato ad Alba nel 1905, morto martire a Dachau in Germania nel 1945 e proclamato Beato nell’aprile 2014

Questa settimana vi parlerò di un novello Beato nato nella mia bella provincia di Cuneo: Fra Giuseppe Girotti.

Girotti Giuseppe nasce ad Alba il 19 luglio 1905 da una tipica e semplice famiglia piemontese. A soli 13 anni lascia i suoi amati genitori per entrare nel Seminario Minore dell’Ordine dei Predicatori di Chieri (To).

Nello stesso Seminario, dodici anni più tardi, fra Giuseppe viene ordinato Sacerdote e, nel 1931, consegue la laurea in Teologia a Torino. Finito il normale corso di studi, necessari per essere ordinato prete, Padre Girotti esprime il desiderio di studiare Sacra Scrittura e il suo Ordine lo invia alla Scuola Biblica di Gerusalemme dove si distinguerà per il suo zelo negli studi.

Tornato dalla Terra Santa il giovane Padre Giuseppe viene incaricato dai suoi superiori di insegnare Sacra Scrittura nel Seminario Teologico Domenicano “Santa Maria delle Rose” di Torino e nel Collegio Teologico dei Missionari della Consolata del Beato Allamano.

Nel 1937, a soli 32 anni, dà alla stampa una sua opera sui Libri Sapienziali dell’Antico Testamento e nel 1942 torna sulla breccia con un bellissimo commentario al Libro del Profeta Isaia.

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A Torino molti Sacerdoti Diocesani cercano Padre Giuseppe per approfondire la Parola di Dio e il Vescovo apprezza il suo zelo apostolico tra i poveri di Torino che, grazie alla sua predicazione, si innamorano di Dio.

Padre Giuseppe, poi, per non escludere nessuno, offre il suo aiuto agli Ebrei residenti nel capoluogo piemontese. In quegli anni, infatti, in Italia, le leggi antisemite iniziavano a farsi sentire e a rendere la vita impossibile a chi frequentava la sinagoga.

La frequentazione di Padre Girotti con gli Ebrei fa scattare nel Regime una forma di sospetto che porterà le autorità accademiche a sospenderlo dall’insegnamento. I Fascisti, però, non erano ancora contenti e il 29 agosto 1944 fanno catturare Padre Girotti, lo fanno detenere a “Le Nuove” di Torino, poi a “San Vittore” a Milano e a Bologna. Dopo questi tempi di detenzione lo fanno deportare nel Campo di Concentramento e Sterminio di Dachau in Germania.

La sua detenzione nel Campo dura un semestre nel quale viene maltrattato, picchiato, insultato e preso a male parole. Lui tollererà tutto con grande mansuetudine e misericordia ma, soprattutto, farà conoscere a tutti i detenuti che conoscerà il grande valore della recita quotidiana del Santo Rosario.

Purtroppo, però, questa vita di stenti lo porterà a spegnersi piano piano fino a quando l’1 aprile 1945 chiuderà gli occhi a questo mondo per aprirli al Padre. I Religiosi e i Sacerdoti che lo hanno conosciuto a Dachau ne restano molto colpiti e, subito dopo il suo decesso, iniziano a dire che il loro compagno Domenicano è stato un santo.

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Nel 1988 l’Ordine dei Predicatori, in accordo con la Curia Diocesana di Torino, avvia le pratiche per un Processo Canonico atto a beatificare Padre Giuseppe.

Il 27 marzo 2013 Papa Francesco dice alla Congregazione Pontificia per le Cause dei Santi di pubblicare il Decreto sul Martirio del Domenicano Padre Giuseppe Girotti di Alba e il 26 aprile 2014 il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della suddetta congregazione, proclama Beato Padre Giuseppe.

Andrea Elia Rovera