In questo articolo Andrea Elia Rovera prosegue il suo viaggio nella spiritualità carmelitana in Piemonte, illustrandoci la figura di Fra Anastasio Ballestrero, che molti ricorderanno nel suo ruolo di Arcivescovo di Torino, ricoperto dal 1977 al 1989. 

Nelle scorse settimane vi ho parlato della spiritualità carmelitana in Piemonte, subito dopo vi ho presentato la figura della Beata Maria degli Angeli e oggi vi presento Fra Anastasio Ballestrero, Carmelitano Scalzo, Vescovo e Cardinale.

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Anastasio Alberto Ballestrero nasce a Genova il 03 ottobre 1913. Nel 1924, dopo un anno dalla morte della madre, entra a soli 11 anni, nel Seminario Minore dei Frati Carmelitani Scalzi di Varazze.

Il 12 ottobre 1928, a Loano, Anastasio Alberto diventa Fra Anastasio del Santissimo Rosario indossando il santo abito del Carmelo.

Il 06 giugno 1936 viene ordinato Sacerdote con la dispensa del Santo Padre perché non aveva ancora i 24 anni previsti dal Diritto Canonico per accedere all’Ordine Sacro.

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Per alcuni anni svolge l’incarico pastorale di Cappellano presso la Clinica Bertani di Genova alleviando le sofferenze dei malati e accompagnando alla morte i moribondi. Dopo questo delicato incarico i superiori lo chiamano al Seminario Carmelitano di Genova come insegnante di Teologia. Anche in questo incarico si distingue e i superiori allora lo nominano Maestro di Formazione presso lo stesso Studentato Teologico.

Grazie alla sua grande cultura teologica Padre Anastasio riesce a guidare i giovani frati sulle orme di san Giovanni della Croce e santa Teresa d’Avila. Questa sua abilità di formatore e di predicatore ispira i suoi confratelli ad eleggerlo Priore Provinciale del Carmelo Ligure dal 1948 al 1951 e dal 1951 al 1954.

Finito questo prestigioso quanto gravoso incarico Padre Anastasio, 42enne, viene inviato al Capitolo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi da cui esce Preposito Generale nel 1955. Svolge talmente bene l’incarico che i confratelli lo riconfermano per altri sei anni nel 1961!

Durante il suo “generalato” viene chiamato in Vaticano per partecipare come Padre Conciliare della Commissione Teologica alle sessioni di lavoro del Concilio Ecumenico Vaticano II. Anche qui la sua intelligenza e la sua umiltà vengono notate. Papa Paolo VI, infatti, il 21 dicembre 1973, a 60 anni di età, lo nomina Acivescovo di Bari. Viene consacrato vescovo il 02 febbraio 1974 e per tre anni e mezzo evangelizza la diocesi di san Nicola con grande zelo apostolico.

Nel 1977, però, Paolo VI ha bisogno di un Vescovo tenace e determinato da mandare a Torino che in quegli anni è preda del terrorismo, delle lotte sindacali violente, ecc… chi mandare? Padre Anastasio naturalmente!

La Cattedrale di Torino in una veduta invernale
La Cattedrale di Torino in una veduta invernale

Il 25 settembre 1977, l’umile fraticello fa ingresso nella diocesi della Sindone e inizia a creare un rapporto padre/figlio con i suoi sacerdoti. Ci riesce. Anche grazie a questo ottimo rapporto con il clero, due anni dopo, viene nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Cardinale di Santa Romana Chiesa.

In questi anni il nostro Presidente dei Vescovi italiani si trova a dover affrontare le Brigate Rosse, il Referendum sull’Aborto, l’abbandono della talare di molti preti, il calo degli ingressi in seminario, la revisione del Concordato fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica.

Nel 1989 il Cardinal Ballestrero lascia l’Arcidiocesi di Torino per raggiunti limiti di età. Ai suoi sacerdoti lascia una grande eredità: “Essere pastore significa vivere una vita non sistemata, non prevedibile, una vita abbandonata alle leggi della salvezza, alla logica della misericordia e alle sorprese della potenza di Dio. Farsi donatore instancabile di perdono, di verità, di amore, perché il gregge si componga nell’unità e nella fede e anche nella comunione cordiale degli spiriti, nella fraternità dei rapporti concreti”.

Anastasio Ballestrero - foto Galazka
Anastasio Ballestrero – foto Galazka

Lasciata Torino si trasferisce nel Convento Carmelitano di Bocca di Magra dove rimette l’anima nelle mani del Padre il 21 giugno 1998. Ora il suo corpo riposa nella Cripta dell’Eremo del Deserto di Varazze dove ogni anno decine di persone vanno a porgergli un sincero e devoto saluto.

Carissimi, scusate se mi sono dilungato un pochino ma non potevo non tessere le lodi del grande Cardinal Ballestrero dalla cui predicazione ho appreso l’importanza della preghiera e della meditazione silenziosa ai piedi del Crocifisso.

Andrea Elia Rovera