Nel cuore di Asti, lungo il centrale corso Alfieri, si trova l’elegante vetrina della Pasticceria Giordanino. Il locale, aperto nel 1912 da Giuseppe Giordanino e rilevato nei primi anni 80 da Nello Maggiora, conserva l’atmosfera del tempo: all’esterno la devanture lignea, innestata su uno zoccolo in granito rosa, all’interno il laboratorio e il vano vendita con le boiseries e le scaffalature. Di grande impatto estetico è il fastigio centrale ornato da frutti di cacao, pungitopo, ribes e ciliegie, alternati a nastri lilla su fondo giallo.

Pasticceria Giordanino - la devanture
Pasticceria Giordanino – la devanture

Dall’assortimento di biscotteria spiccano per l’esotismo del nome gli Egiziani, nati nel 1928, a base di nocciole, albume, mandorle, cacao e vaniglina, disponibili in due tipologie a seconda del rivestimento, con granella di nocciole o cioccolato gianduia, i Paliotti con le mandorle, legati nel nome all’antica tradizione astigiana del Palio, e i Finocchini di Refrancore, biscotti tostati all’uovo dal colore burro dorato che devono il nome ai semi di finocchio essiccato aggiunti nell’impasto. Inventati nel primo Ottocento e perfezionati da Giovanni Maggiora (da cui l’altro nome di Maggiorini), i Finocchini vennero portati alla ribalta da Ermenegildo Maggiora, fondatore a Collegno nel 1939 dell’omonimo biscottificio.

Gli Egiziani rivestiti di cioccolato
Gli Egiziani rivestiti di cioccolato

Fornito è il settore pralineria, in cui primeggiano gli Alfierini, recanti l’effigie del drammaturgo Vittorio Alfieri, e gli Astigiani, ispirati al modello dei Cuneesi e composti da due cialde di meringa farcite di diversi liquori e rivestite di cioccolato, ma a colpire è la varietà di torte.

La Polentina delle tre Mandorle
La Polentina delle tre Mandorle

La Polentina delle tre Mandorle, da una ricetta di Aldo Giordanino, si distingue dalle omonime specialità diffuse in Piemonte, come la Polenta d’Ivrea o la Polenta Dolce Biellese, per la sostituzione della farina di mais con un mix di farine di frumento e mandorle, con sui si impasta un dolce soffice, che richiama il Pan di Spagna, inzuppato nel liquore Maraschino, arricchito con l’uvetta e guarnito con granella di mandorle.

La Polentina delle Mandorle esposta in vetrina
La Polentina delle tre Mandorle esposta in vetrina

La Torta Cabiria, con cioccolato fondente, arancia candita e mandorle pralinate, evoca nel nome il titolo del primo film muto girato in Italia, Cabiria, diretto dall’astigiano Giovanni Pastrone, mentre la Torta del Palio, morbida pasta margherita aromatizzata al liquore Amaretto e ricoperta di cioccolato, celebra la popolare manifestazione documentata dal 1275. Il Palio propriamente detto (dal latino pallium, telo di stoffa indossato sopra la tunica romana) è il grande drappo di velluto, congiunto ad un labaro con le insegne di Asti e l’effigie di San Secondo, che ogni anno si cuce in due esemplari: del primo viene fatto omaggio al patrono, San Secondo, mentre il secondo è oggetto di contesa tra i ventuno cavalieri impegnati nella corsa a cavallo di settembre (dal 1531 furono i Savoia ad assumersi l’onere e l’onore di fornire i drappi alla città).

La Torta Palio di Asti
La Torta Palio di Asti

Il Pan d’la Douja (la Doja è il caratteristico boccale per il vino) rimanda poi all’usanza contadina di festeggiare la fine della vendemmia servendo un pane dolce, preparato con un mix di farina di frumento e di mais, burro, zucchero, uovo, miele, noci e nocciole, mentre suscita curiosità la Torta Morlacco, aromatizzata con il Sangue Morlacco, liquore alle marasche così ribattezzato dal D’Annunzio in omaggio alla vittoria del 1919 a Fiume. Qui risiedevano gli ultimi Morlacchi, popolazione balcanica derivata dall’incontro dei Romani con gli Illiri, poi quasi del tutto slavizzata.

I Finocchini Maggiora
I Finocchini Maggiora

La torta Nocciolina, arricchita con scaglie di cioccolato, è una declinazione delle tipiche torte di nocciola piemontesi. Un tempo adoperata per la produzione d’olio, oggi la nocciola Piemonte, nome che designa il frutto della varietà di nocciolo Tonda Gentile Trilobata, è in prevalenza destinata all’industria dolciaria, che ne apprezza la polpa compatta e profumata, la forma rotonda, l’attitudine ad essiccazione e tostatura e la conservabilità, mentre la ricchezza in acido oleico (circa il 70%) ne ritarda l’irrancidimento rispetto ad altre varietà.

Pasticceria Giordanino - Il laboratorio
Pasticceria Giordanino – Il laboratorio

Secondo tradizione la torta di nocciole è prodotta senza farina, con zucchero a velo e uova, ma alcuni, innovando la regola, aggiungono dosi di farina e cacao.

Celebri anche i panettoni di Giordanino: in particolare il panettone Bianco, senza canditi né uvetta, e il Monfrin al Moscato d’Asti.

Altra tappa imperdibile nel tour astigiano all’insegna delle specialità dolciarie è il laboratorio di pasticceria www.daniella.it, con le sue paste secche poco più grandi di una moneta da un euro. Tra le prelibatezze segnaliamo i Segreti della Rocchetta e i Bacetti di Daniella, varianti dei Baci di Dama, specialità originaria di Tortona che si presenta sotto forma di due semisfere ricavate da un impasto di mandorle o nocciole, burro, zucchero, farina (talora cacao), e saldate da uno strato di cioccolato. Infine, da ricordare l’azienda www.barberodavide.it, fondata nel 1883 e nota per il suo torrone friabile, specialità di cui pare progenitore l’aquicelus, secondo Plinio confezionato dai Celti Taurini cuocendo i pinoli nel miele. La variante che rende unico il torrone piemontese è l’utilizzo, in luogo delle mandorle, delle nocciole, che si aggiungono a zucchero, albume e miele.

Testo e foto a cura di Paolo Barosso

Fonte: Itinerario dolce ad Asti 

Pasticceria Giordanino - le scaffalature con il fastigio centrale
Pasticceria Giordanino – le scaffalature con il fastigio centrale