Nel cuore delle Grange Vercellesi, a San Genuario, poco distante da Crescentino (di cui la borgata è oggi frazione, mentre costituì sino all’Ottocento una comunità separata), risalta la sagoma turrita del castello dei Tizzoni di San Genuario.

Edificato per iniziativa di Giacomo Tizzoni, signore di Crescentino, cui il vescovo di Novara aveva concesso i diritti sul luogo (in cambio di protezione militare e fondi da versare al vicino monastero, ora scomparso) il castello è uno dei pochi in Piemonte ad essere stati costruiti ex novo nel XV secolo senza innestarsi su fabbricati preesistenti (per la precisione vi è traccia documentale di una fortificazione più antica, smantellata nella prima metà del XIV secolo dagli abitanti di Crescentino, ma il nuovo edificio non sembra incorporare alcuna porzione di quello precedente).

La fortezza presenta una forma caratteristica dei castelli di pianura quattrocenteschi e, infatti, mostra affinità tipologiche con i castelli di Vicolungo e Castellazzo Novarese. L’edificio è simmetrico, con apparati a sporgere su tutti i lati, con addossata una slanciata torre cilindrica, anch’essa dotata di beccatelli, aggiunta più per ragioni di armonia estetica che non per reali motivazioni di difesa.

Malgrado la posizione per lungo tempo liminale, al confine tra possedimenti sabaudi e monferrini, e l’esposizione agli attacchi provenienti dal Milanese, il castello è giunto a noi sostanzialmente integro, senza mutilazioni, ed è interessante notare la soluzione data dall’assenza di merlatura, sostituita da aperture a finestra coperte da archi ribassati su cui poggiano le travi del tetto (soluzione non inconsueta tra i castelli della sfera sabauda).

Per approfondimenti sul sistema delle Grange Vercellesi: la strada delle Grange 

Per informazioni sul contesto ambientale in cui s’inserisce il castello: visita alla palude di San Genuario

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