di Redazione 

Sabato 1° aprile ad Ivrea è in programma la Sacra rappresentazione medievale della Passione di Cristo, organizzata dall’associazione artistico-culturale “Il Diamante”, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.

Tra i momenti più significativi della manifestazione ricordiamo: alle 19,30 la sfilata dei gruppi storici, con partenza da porta Aosta e da porta Vercelli e dalla Torre di Santo Stefano e Borghetto con arrivo in piazza Ottinetti; alle 20 in piazza Ottinetti un’esibizione di giocoleria medievale, a cura del Gruppo Nocturna di Romano Canavese; alle 20.30 in piazza Ferrando i Canti Gregoriani, a cura del gruppo Academia Cantus di Ivrea; alle 21 inizio dello spettacolo teatrale itinerante, che toccherà piazza Ferrando, piazza di Città, via Arduino, via Palma e piazza Castello; alle 22,30 la celebrazione della Santa Messa in Duomo, con canti gregoriani a cura del Coro della Cattedrale di Ivrea.

La Sacra rappresentazione sarà preceduta giovedì 30 marzo alle 21 nella sala Santa Marta da una conferenza sul tema “Il Medio Evo di Ivrea e le Sacre Rappresentazioni Medievali” con un Quadro Vivente dell’Ultima Cena, ispirato all’affresco del pittore quattrocentesco Giovanni Martino Spanzotti nel celebre tramezzo della chiesa di San Bernardino.

Dopo i saluti istituzionali, sono previste relazioni di Massimo Centini, antropologo culturale, sul tema “Tracce di Dio, le reliquie della Passione tra fede e tradizione”, Fabrizio Dassano, giornalista e redattore della rivista “L’Escalina”, che parlerà di “Il tropo di Ivrea, dal dramma sacro alla Sacra Rappresentazione”, e Barbara Manucci, storico dell’arte, il cui intervento verterà su “La Crocifissione negli affreschi dello Spanzotti in San Bernardino”. Parteciperanno alla serata le associazioni IJ Ruset, Il Mastio, Via Francigena di Sigerico e il gruppo storico Corazze del Duca di Savoia di Agliè. Durante la conferenza saranno esposti antichi manufatti ad uso liturgico. 

In concomitanza con la Sacra rappresentazione, oltre alla mostra d’arte contemporanea dal titolo “Le dodici Stazioni della Passione”, allestita in via Arduino a cura di Galliano Gallo e visitabile dalle ore 11 alle 17, sarà possibile partecipare ad itinerari guidati alla scoperta delle bellezze architettoniche e storico-artistiche del centro di Ivrea.

L’antica Eporedia, fondata dai Romani nel 100 a.C. come presidio per vigilare sui valorosi Salassi, originari abitatori dell’area, di stirpe celtica, poi annientati e sottomessi, conserva significative testimonianze dei fasti medioevali, che ne evocano la passata grandezza, dapprima come sede d’uno dei quattro ducati in cui i Longobardi suddivisero l’attuale Piemonte tra VI e VII secolo, in seguito, a partire dalla fine del IX secolo, come piccola capitale della marca anscarica, affidata al governo della dinastia marchionale da cui discese la controversa figura di re Arduino, e infine, a far data dal 1313 (e fatte salve brevi parentesi), nel ruolo di piazzaforte sabauda, difesa dal 1358 dalla turrita mole del castello voluto dal conte Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, che ancor oggi caratterizza il panorama cittadino.

Cripta del Duomo – particolare dell’affresco raffigurante la Madonna sul trono con il Bambino

Le visite guidate, in programma dalle 14 alle 18, e le passeggiate culturali riguarderanno la cripta del Duomo, da poco restaurata, vasto spazio sotterraneo realizzato in più fasi a partire dalla fine del X secolo (la parte più antica risale al tempo del vescovo Warmondo, avversario di Arduino e alleato dell’imperatore Ottone), in cui si possono ammirare affreschi risalenti a secoli diversi del Medioevo (tra gli altri, una Madonna in trono con il Bambino, databile alle fine del XII secolo, e la ieratica figura di San Gaudenzio, nativo di Ivrea, che fu primo vescovo di Novara), oltre che uno splendido sarcofago d’età romana, un tempo contenente le reliquie di San Besso; la Cittadella vescovile e l’area archeologica, con i resti del chiostro capitolare dei canonici; il ricco patrimonio di edifici sacri, che annovera le chiese di San Nicola, San Gaudenzio e San Bernardino.

Il sarcofago romano di Caio Atecio Valerio, poi urna delle reliquie di San Besso, visibile nella cripta del Duomo

In particolare la chiesa di San Bernardino, purtroppo visitabile di rado, essendo inserita nel recinto del complesso aziendale dell’Olivetti, racchiude all’interno un eccezionale ciclo di affreschi sul tema della Vita e Passione di Cristo realizzati nel terzo quarto del Quattrocento dal maestro casalese Gian Martino Spanzotti, tra i principali interpreti del rinnovamento rinascimentale della pittura piemontese, a lungo ancorata a schemi tardo-gotici.

Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso

Resti del chiostro capitolare dei canonici