di Arconte

Ladro di polli” o “ladro di galline” è una espressione usata per indicare un ladruncolo che compie furti di poco conto.

Questo personaggio, spesso visto con simpatia, è entrato nella cultura popolare e l’esempio più significativo è rappresentato dal fatto che un ladro di polli compare tra i “santons”, le statuine del presepe, tipiche della regione francese della Provenza (Francia sud-orientale), la cui tradizione, importata dall’Italia, risale alla fine del XVIII secolo.

Ha anche ispirato produzioni artistiche come la statuetta di H.J. Pagels (1876-1959), il dipinto del pittore naif croato Ivan Lackovic  (1932-2004).

Le biografie del grande Totò ricordano un intervento del principe a favore di un ladro di polli, immortalato da una copertina della “Domenica del Corriere” del 9 febbraio 1958.

Copertina della “Domenica del Corriere” del 9 febbraio 1958 che ricorda l’intervento di Totò a favore di un ladro di polli

Tutto questo per introdurre la figura di un vero ladro di polli torinese, che troviamo in una sentenza della Corte d’Assise di Torino datata 7 gennaio 1870.

Si tratta di Giovanni Manuel, del vivente Francesco, nato in territorio di Torino il 29 aprile 1850, abitante a Torino, muratore, detenuto dal 10 agosto 1869.

Giovanni Manuel è accusato del furto di dieci polli del valore di lire 14, commesso con altri complici sconosciuti nella notte dal 20 al 21 luglio 1869, in territorio di Torino, in via Valsalice, dopo aver scalato un muro di cinta e forzato l’apertura del pollaio annesso alla casa d’abitazione di Eugenio Mozzoni.

Il codice penale dell’epoca considera questo furto come “qualificato” cioè aggravato “per il mezzo”, vale a dire perché è stato commesso mediante la scalata del muro e con effrazione di un ambiente che viene considerato come parte integrante della casa del derubato. Questo spiega perché il nostro ladro di polli venga giudicato dalla Corte d’Assise e non da un tribunale di minore importanza.

Si aggiunge anche l’aggravante della recidività di Manuel, anche se non sappiamo quale o quali reati abbia già commesso in precedenza.

Il verdetto dei giurati lo considera colpevole di furto qualificato per il mezzo, come nell’accusa, ma gli concede le attenuanti. Inoltre Giovanni Manuel, quando ha commesso il furto, era maggiore dei 18 anni ma ancora minore dei 21 anni. Con sentenza del 7 gennaio 1870, viene condannato al carcere per un anno a partire dalla data del suo arresto, ad indennizzare il derubato e alle spese processuali.