Di Andrea Elia Rovera
In questi giorni di primavera caldi ed assolati molti cuneesi come me sono tornati al Parco Fluviale Gesso dove hanno potuto rivedere le ottanta capre e pecore che già lo scorso anno sono scese a Cuneo per pulire rive, pendii e crepacci.

Queste bellissime bestiole sono di proprietà di un pastore di Demonte che con grande spirito di altruismo ha dato la sua disponibilità al capoluogo della Granda per svolgere questo servizio di pulizia e manutenzione naturale delle aree verdi più impervie dell’altipiano.

Da qualche giorno, infatti, nella zona dello Stadio del Nuoto si possono vedere questi splendidi animali che, con grande laboriosità, ruminano l’erba che hanno strappato da rive e crepacci.
Purtroppo, però, a giugno il pastore, il cane Iena, le pecore e le caprette torneranno in alpeggio per vivere un’estate all’insegna di verdi pascoli, acqua sorgiva e aria incontaminata.

Per i molti bambini che in questi giorni si sono fermati a guardare le caprette nei boschi, nella pineta e sui pendii però c’è una buona notizia: ad aprile dell’anno prossimo le potranno rivedere perché il pastore ha dato nuovamente disponibilità.

Da buon piemontese devo dire che questa iniziativa del Comune di Cuneo mi piace molto perché i nostri bambini hanno sempre meno consapevolezza di ciò sono la natura, l’allevamento, la pastorizia, l’apicoltura e l’agricoltura in generale.

Questo è un grande peccato visto che il Piemonte è sì una regione industriale ma, per la maggior parte, la sua economia dipende da agricoltura e allevamento. La forza delle tradizioni, l’importanza del trasmettere la nostra storia e il coraggio di investire sulla cultura contadina sono, senza alcun dubbio, le ricette vincenti per uscire dalla crisi economica che ci affligge ormai dal 2008.

Tutte le foto pubblicate sono di Andrea Elia Rovera