Descrizione del sito 

A pochi chilometri da Torino, sul crinale delle incantevoli colline tra Castiglione e Chieri, a Sciolze, circondato da boschi e verdi vallette, si erge Il Palazzo, villa rustica già dei conti Gallinati di Parpaglia e in seguito dei Roffredo di Saorgio, risalente alla seconda metà del Seicento.

Gli affreschi del salone padronale, la mistica atmosfera della cappella, le enormi botti di rovere del tinaggio e della grande cantina, la splendida vista che spazia dal Monte Rosa al Monviso hanno affascinato gli attuali proprietari che, dopo un’appassionata opera di recupero del complesso, l’hanno salvato da sicuro degrado.

I 25.000 mq. di terreno circostante, tenuto a bosco, prato, orto e frutteto comprendono un ampio giardino caratterizzato da molte rose antiche e inglesi che costituiscono una particolare attrattiva.

Il Jardin d’hiver, con le grandi panoramiche vetrate, la sala del Giardino, le terrazze, i porticati, il Salone degli affreschi, la Cappella, piccolo gioiello barocco, e il giardino, sono ora a disposizione per esclusivi ricevimenti privati.

Le splendide rose, il mormorio della fontana con le ninfee e i fiori di loto rendono questo luogo così ricco d’atmosfera la cornice ideale per momenti particolarmente importanti.

 

Il giardino di rose antiche

Testo di Bianca Maria Leuci, proprietaria della villa, e foto di Giovanni Dughera 

Un tempo le rose erano per me fiori senza personalità e profumo che mi venivano regalati in qualche occasione e che dopo due o tre giorni piegavano già il collo senza essersi completamente schiusi. Nei giardini preferivo l’opulenza delle peonie, l’eleganza degli iris, la massa colorata delle ortensie e il profumo inebriante dei glicini a quei cespuglietti spinosi privi di fascino e di profumo.

Questo fino a circa trent’anni fa.

Poi ho avuto la fortuna di conoscere la signora Bianca Micheletta ad un incontro con Floritalia di cui allora ero socia. Aveva lavorato presso l’Orto Botanico di Torino e teneva una rubrica su Gardenia per il riconoscimento delle piante. Mi ha consigliato di visitare un giardino, “Il Roseto”, che Ada Mascheroni Caire aveva a Terruggia, sulle colline di Casale Monferrato. E’ stato un vero colpo di fulmine. Mi si è schiuso davanti agli occhi un mondo che non conoscevo, il mondo delle Rose Antiche, che a sua volta mi ha fatto scoprire  la storia millenaria delle rose. E’ grazie a queste due persone, che oggi non ci sono più, se ho fatto la conoscenza di quel mondo.

Sono dette “rose antiche” quelle ottenute prima del 1950. Dal piccolo vivaio annesso a “Il Roseto” mi sono portata a casa la Penelope, un ibrido di moscata ottenuto da Pemberton in Inghilterra nel 1925 che, tenuta in vaso per un anno, è stata la prima rosa che ho piantato dove si trova ancora adesso dopo l’acquisto di Villa Il Palazzo. Quando, nel 1990, l’abbiamo  comperata, era in stato di completo abbandono da 15 anni.

Costruita nella seconda metà del Seicento e appartenuta a diverse famiglie nobili, tra cui i Roffredo di Saogio, era una delle cosidette “Vigne” della collina torinese.

Nel 1975 i mezzadri che  l’abitavano e ne coltivavano i terreni si erano trasferiti altrove, i vigneti erano stati espiantati.

Quando siamo arrivati noi lo spazio racchiuso tra le due ali del fabbricato era una distesa di asfalto rotto ed erbacce, tutto il terreno intorno era invaso da rovi e ortiche, gli alberi sommersi da vitalba rampicanti ed edere.

Con impegno e fatica, ma anche con gioia e passione, abbiamo prima trasformato l’aia in un giardino fiorito piantando alberi, arbusti e archi di rose, poi abbiamo trasformato la concimaia, piena di plastica, bottiglie rotte e scarpe vecchie in una vasca dove crescono ninfee e nuotano i pesci rossi, abbiamo estirpato ortiche, rovi, vitalbe e piantato lillà, viburni, kolkwizie, filadelfi, spiree, kerrie, glicini, peonie, iris, emerocallis, rosmarini, rampicanti e ramblers.

E adesso al posto dei rovi ci sono rose fragranti e al posto delle vitalbe si arrampicano sugli alberi raggiungendo altezze impensate, la Belle Portuguaise, Souvenir de M.me Leonie Viennot,Rambling Rector  per citarne solo alcune.

Sono quasi tuquasi tutte ROSE ANTICHE: nel giardino se ne contano 150 varietà. Sono presenti anche alcune delle cosidette “rose inglesi”, ottenute dal rosaista David Austen. Adesso il nostro giardino si sviluppa su alcuni terrazzamenti ricavati nel tempo dal preesistente pendio, uniti da scalette  e semisommerso da pervinche e geranium e organizzato a “stanze” , come in Inghilterra a Sissinghurst – il giardino di Vita Sacwille West: tutto sembra naturale e spontaneo mentre è pensato e voluto.

L’ultima stanza nata in ordine di tempo è il giardino bianco; a cominciare dalla romantica panchina, lì tutto è bianco: rose, glicini, iris, azalee, peonie, flox, agapanti, clematidi, tulipani e gelsomini. In un giardino poi non può mancare l’acqua, col suo sommesso mormorìo, sia che scenda con una piccola cascatella in una vaschetta seminascosta dalle eleganti foglie di un acanto o che zampilli in una piccola conca di pietra su cui sporge una piccola colomba di gesso, al centro di una piazzetta pavimentata in ciottoli e vecchi mattoni.

E non possono nenache mancare le bordure miste di erbacee perenni dove fioriscono tutti gli anni achillee, rudbeckie, coreopsis, helianti, astri, verbene, altee, echinacee.

Insomma … posso dire che la bellezza e il senso di armonia e di pace che ci trasmette il nostro giardino ci ripaga ampiamente delle fatiche e dell’impegno che ci è costato.

Per ogni ulteriore chiarimento e informazioni sulla villa “Il Palazzo” potete collegarvi al sito www.villailpalazzo.com, scrivere a info@villailpalazzo.it o telefonare al 338/8743445