di Massimo Alfano

Il bel nome di Rondinella appartiene a una goletta a gabbiola della Marina del Regno di Sardegna.

E’ un soggetto relativamente poco noto che rimase in servizio nella marina per soli cinque anni. Può essere considerato l’esempio tipico di unità eccellente sotto tutti i punti di vista che neppure la velocità o l’eleganza di linee salvò dall’incalzare della tecnologia. Un ottimo scafo e una grande superficie velica la rendevano veloce ed affidabile. Trattandosi di una costruzione  realizzata espressamente per lo svolgimento del servizio postale con la Sardegna non trovò altro impiego utile nella marina quando le prime navi a vapore vennero adibite a quell’incarico.

Costruita per il servizio veloce di corrispondenza tra Genova e Porto Torres divenne rapidamente superata all’entrata in servizio degli avvisi a ruote Gulnara e Ichnusa per il medesimo incarico.

Venne posta in disarmo nel 1847 e venduta a privati nell’anno successivo.

Goletta Rondinella

Dati tecnici 

Varo:1842

Cantiere: della Foce, Genova

Scafo in legno

Due alberi, trinchetto con randa aurica e gabbia, randa aurica alla maestra e bompresso

Batteria in coperta

Dislocamento      300 t.

Equipaggio:        30 uomini       

Armamento:        8 cannoni in ferro liscio da 16 lb

Vessillo usato dai Savoia per la Marina da Guerra (1816-1848) derivato, ad imitazione della Union Jack britannica, dalla sovrapposizione delle croci di Savoia, Sardegna e Genova

Sogno

Era appassionante guardarli, agili cutter con una superficie velica sorprendente ed eleganti schooner, tra i più belli che mai si siano visti. Navigavano nel Solent oppure oltre l’estuario del Tamigi, si inseguivano e facevano a gara in velocità. Davano vita ad uno spettacolo che trasformava l’abilità nautica in bellezza. Tutti i nostri sguardi erano come magnetizzati da quella vista.

– Erano barche della marina inglese? –

No, anche questo è sorprendente, pensa: dei signori, gente con mezzi, che arma delle barche magnifiche, anche migliori dei revenue cutter della marina, per il puro piacere di andare in vela e correre più veloci di tutti gli altri.

– E dove vanno? –

Da nessuna parte, è il divertimento che nasce dalla navigazione in sè, dalle manovre, dalla velocità …sport lo chiamano.

– Ah, mai sentito. Ma tu eri là con la Rondinella? –

Magari! Eravamo in crociera con la Regina, nel novembre del ’34, per portare a Gravesend l’equipaggio del Gulnara che i cantieri inglesi erano quasi pronti a consegnare.

– Perbacco, nei mari del nord con la Regina, leggera come un incudine e agile come una chiatta. –

Già, ma la Rondinella, questa sì sarebbe la barca adatta per tornare là. Quante volte l’ho sognata nel vento che c’è davanti a Portsmouth, quante volte l’ho vista scendere lungo il Medway, veloce, vibrante, pronta a prendere il largo, scattando come se una forza a stento trattenuta venisse liberata improvvisamente. Pensa che bello andare là con questa barca e lanciare una sfida a quei gran signori! Passare in mezzo alle belle barche del Royal Yacht Club e vedere insinuarsi nei loro proprietari il timore che noi potremmo essere più veloci.

– Certo meriterebbe un destino migliore una barca così bella, è giovane, eppure tra pochi giorni sarà radiata e messa in vendita, peccato! –

Se fossi ricco la comprerei e con poche modifiche, un buon carenaggio e vele nuove la metterei in condizione di battere le migliori barche inglesi. E allora nascerebbe una bella competizione e magari i britannici metterebbero in palio un premio in denaro per chi è tanto bravo da batterli, o un trofeo, qualcosa di importante insomma, tanto famoso da diventare un simbolo.

– Che bel sogno! –

Vedrai, accadrà veramente e i cantieri studieranno barche sempre migliori per vincere quella gara.

– Ma qui nessuno va in mare per gioco, sport, come hai detto tu. La gente naviga per commercio, per spostarsi o perchè è in marina.  –

E’ vero, infatti io pensavo a un paese con idee nuove dove ci sia il piacere della competizione. Sì, credo proprio che arriverà dall’America la barca che sfiderà gli inglesi.

La Spezia, 1847