di Ezio Marinoni

Leonardo Murialdo nasce a Torino il 26 ottobre 1828, da una famiglia benestante.

Orfano di padre, nel 1836 entra nel Collegio degli Scolopi di Savona.

San Leonardo Murialdo fanciullo

Nove anni dopo ritorna a Torino e si iscrive alla facoltà teologica da chierico esterno, come usava per i figli delle famiglie agiate.

Il 20 settembre 1851 è ordinato sacerdote nella chiesa della Visitazione, perché qui aveva sede la Compagnia di San Tommaso d’Aquino a cui si era iscritto. Questa fu la sua prima palestra religiosa: radunava molti chierici e sacerdoti (oltre un centinaio), con intenti formativi e religiosi. I partecipanti si riunivano ogni domenica, dalle 7,30 alle 8,30, per la preghiera, la lettura spirituale e una conferenza tenuta dal direttore. Il 7 marzo 1850, festa di san Tommaso d’Aquino, tocca al Murialdo, in qualità di Rettore, tenere in questa chiesa il discorso ufficiale incentrato sul grande santo e teologo. Questa èla sua prima “predica” davanti ad un uditorio pubblico.

San Leonardo Murialdo nel 1851

Inizia il suo apostolato nel quartiere di Vanchiglia, nel malfamato Borgo del Moschino: svolge la sua attività nell’Oratorio dell’Angelo Custode, fondato nel 1840 da don Giovanni Cocchi.

Don Reffo scrive che la prima sede dell’Oratorio è “una casa del signor Ballesio, presso un’osteria, che dopo il 1852 fu detta dell’Eroico Vogherese; di là, l’anno seguente, nel 1841, l’Oratorio venne trasportato in Vanchiglia [,] più verso il centro, sotto una tettoia dell’orto dell’avvocato Bronzino, nel cui rustico cortile si eresse una cappella e si impiantò il teatrino e la ginnastica, che era allora per Torino un’istituzione al tutto nuova”.

San Leonardo Murialdo nel 1865

Per via della ginnastica, esercizio sportivo utile a combattere il rachitismo, a Torino si prese a dire “andare a fare due salti da don Cocchi”.

L’eroico vogherese è Paolo Sacchi, “furiere polverista” capo degli operai della polveriera di Borgo Dora che, con un atto di eroismo ha salvato la città di Torino da una devastante esplosione il 26 aprile 1852 (e questa è tutta  un’altra storia).

I Santi sociali percorrono in lungo e in largo le strade e i quartieri di una città che ha bisogni sociali immensi.

Nel 1857 don Bosco affida proprio al Murialdo l’Oratorio di San Luigi.

La chiesa di San Giovanni Evangelista a Torino

L’oratorio si trovava nei pressi del Viale del Re (oggi Corso Vittorio Emanuele II) e precisamente nel luogo ove ora sorgono l’altare e l’abside della chiesa di San Giovanni Evangelista: l’ingresso si apriva sull’attuale via San Pio V, che allora non era ancora stata tracciata. L’inaugurazione avvenne l’8 dicembre 1847, con il trasferimento a piedi, da Valdocco a Porta Nuova, di tutti quei ragazzi che, abitando nella periferia meridionale della città, da allora in poi avrebbero cominciato a frequentare il nuovo oratorio” scrive Alberto Caviglia nella sua ricostruzione storica.

Dal 1866 dirige il Collegio Artigianelli, dove si cerca di insegnare un mestiere ai ragazzi; vi rimarrà per trentaquattro anni.

Alla pari dei giovani, anche il mondo operaio rappresenta una vera emergenza sociale. L’obiettivo di don Murialdo è creare fra i lavoratori un nuovo senso di solidarietà e coesione, per poter tutelare i loro diritti. Egli comprende che, soprattutto nel campo del lavoro, l’unione può fare la forza, e occorre aggregare i lavoratori in tutti i modi e le forme possibili e dare loro formazione e cultura, che sono prerogativa dei ceti facoltosi.

Nel 1871 organizza l’Unione degli Operai Cattolici e promuove le biblioteche popolari cattoliche; è l’inizio del movimento associativo di matrice cristiana.

Il Beato Leonardo Murialdo e il suo apostolato – quadro esposto sul Portone di bronzo della Basilica di San Pietro nel giorno della Beatificazione, il 3 novembre 1963 – dipinse l’ex-allievo P. Favaro

Avvia l’Associazione della Buona Stampa e, nel 1876, è tra i fondatori de “La Voce dell’Operaio”, che diventerà “La Voce del Popolo” e, in anni recenti, “La Voce e Il Tempo” (settimanale dell’Arcidiocesi di Torino).

Il 19 marzo 1873, festa di San Giuseppe, fonda la Pia Società Torinese di San Giuseppe (i “Padri Giuseppini del Murialdo”). La prima Regola dell’Ordine prevede di dedicarsi “alla cristiana educazione dei giovani poveri, orfani o abbandonati od anche solo discoli”, cioè bisognosi di essere riscattati da una vita moralmente disordinata. Pur essendo questo lo scopo primario, tuttavia la congregazione può “venire in aiuto agli adulti appartenenti alle classi operaie con l’istruzione e la predicazione”.

Quale titolare, patrono e modello della Congregazione, i cui membri sono chierici e fratelli laici, ha scelto san Giuseppe, l’umile artigiano di Nazaret e soprattutto l’educatore esemplare e silenzioso di Gesù.

La Congregazione viene approvata dalla Sede Apostolica il 17 giugno 1897 e le sue Costituzioni il 1 agosto 1904.

Nel 1876 promuove l’Ufficio di Collocamento cattolico.

Nel 1877 si ammala; in questa occasione, don Bosco gli assicura che avrà ancora lunga vita.

Le sue iniziative, in ogni campo, sono state innumerevoli, ci si chiede dove traesse tanta energia per portarle avanti tutte insieme.

Nel 1879 crea una Cassa di Mutuo Soccorso e nel 1880 l’Opera dei Catechismi serali per i giovani operai; infine, nel 1899, la Lega del Lavoro.

Don Murialdo ama profondamente la sua città. “Quanto sono riconoscente a Dio di avermi fatto nascere in Italia,a Torino, nella città del Santo Sacramento, della Consolata, nella città di tante opere benefiche (…). Quanto ti amo mia Torino”.

Ad una possibile carriera ecclesiastica ha preferito l’aiuto ai poveri e ai bisognosi, nello spirito della enciclica “Rerum Novarum” che Papa Leone XIII promulga nel 1891.

Muore per una polmonite il 30 marzo 1900, agli albori di un secolo che vedrà svilupparsi e radicarsi tutte le sue innovative idee sociali.

Viene sepolto nella tomba di famiglia al Cimitero Generale, poi trasferito nella chiesa di Santa Barbara, infine traslato nella chiesa Madonna della Salute in Borgo Vittoria.

Sarà beatificato da Papa Paolo VI nel 1963 3 canonizzato nel 1970.

Torino gli ha intitolato una via nel quartiere Pozzo Strada, parallela di via Germonio, che va da corso Francia a via Asiago.

Don Reffo, suo primo biografo, scrive: “Quando si parla della santità del Teologo Murialdo, questa non si ha da intendere in cose straordinarie, non vi fu nulla o quasi nulla in lui di straordinario nel senso comune della parola; ma nel suo vivere ordinario fu così inappuntabile e perfetto e per sì lungo corso d’anni, che questa stessa perfezione ed inappuntabilità si ha da considerare come qualche cosa di straordinario. Noi che abbiamo conversato familiarmente con lui per oltre trent’anni, e che abbiamo frequentato la sua camera, gli fummo commensali, lo vedemmo tante volte in orazione, l’assistemmo ammalato, lo vedemmo morire, noi possiamo constatare la straordinarietà delle sue virtù, perché in tanto tempo e in così svariato succedere di circostanze, di condizioni, di luoghi, mai noi l’abbiamo sorpreso a commettere un fallo di qualche rilievo che fosse volontario” (Reffo, Vita del Teologo Leonardo Murialdo Rettore degli Artigianelli di Torino e Fondatore della Pia Società di S. Giuseppe, 1920).

Targa commemorativa

San Leonardo Murialdo è un santo sociale di altissimo profilo, per la sua instancabile opera a favore dei più deboli e per tante idee anticipatrici che è riuscito a sviluppare a Torino, con un fervore senza pari.

Bibliografia

Alberto Caviglia, L’Oratorio S. Luigi

Eugenio Reffo, Don Cocchi e i suoi Artigianelli – Tipografia San Giuseppe degli Artigianelli, 1896

Eugenio Reffo,  Vita del Teologo Leonardo Murialdo Rettore degli Artigianelli di Torino e Fondatore della Pia Società di S. Giuseppe

@Ezio Marinoni