Si conclude il ritratto di San Giovanni Bosco tratteggiato da Andrea Elia Rovera con la narrazione dell’ultima parte della sua vita e dell’importante eredità spirituale che lasciò ai giovani 

Siamo arrivati al 1872, anno nel quale Don Bosco dà vita assieme a Maria Domenica Mazzarello all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Suore Salesiane) dedito alla formazione morale e spirituale della gioventù femminile.

Ora che la Chiesa ha due Istituti Religiosi dediti alla gioventù Don Bosco può dedicarsi con maggiore impegno alla predicazione di Esercizi Spirituali, può visitare le varie Case Salesiane sorte, può seguire come Direttore Spirituale i suoi Religiosi e le sue Suore. Inoltre, cosa non trascurabile, può spendere più tempo per scrivere libri da lasciare ai posteri. Tra questi mi pare doveroso ricordare: “Letture Cattoliche“, “Bollettino Salesiano” (rivista esistente ancora oggi), “Letture Ascetiche” e le biografie di Domenico Savio, Michele Magone e Francesco Besucco.

Suor Maria Mazzarello e Don Giovanni Bosco
Suor Maria Mazzarello e Don Giovanni Bosco

La sua opera di “buona stampa”, tanto cara al Papa, servì a combattere le discutibili teorie dei Protestanti, degli Agnostici, dei Liberali e dei Massoni. Pensate che Papa Pio IX (quello della proclamazione dell’Infallibilità del Pontefice) si rivolgeva a Don Bosco per farsi suggerire nomi di buoni sacerdoti da consacrare Vescovi  per inviarli nelle Diocesi martoriate dalle idee massoniche.

Chi, come me, è cresciuto in una Parrocchia Salesiana sa che i più grandi doni lasciati da Don Bosco ai suoi giovani sono: l’Amore per l’Eucarestia, l’Amore per la Madonna venerata col titolo di Ausiliatrice e l’Amore per il Papa.

Grazie a Don Bosco, a Torino, c’è una Basilica intitolata a Maria Ausiliatrice che è stata il punto di partenza per migliaia di Salesiani. Di lì, ad esempio, nel 1875 partirono per l’Argentina i primi Missionari Salesiani guidati da Don Giovanni Cagliero, primo Vescovo e Cardinale Salesiano.

Per farvi capire quanto influisce la Spiritualità Salesiana in chi ne viene avvicinato vi racconto che nel mio Oratorio di Cuneo, ogni giorno, Don Francesco Pomero ci faceva recitare Tre Ave Maria precedute dalla giaculatoria “Cara Madre Vergine Maria, fa che io salvi l’anima mia“. Noi figli di Don Bosco siamo cresciuti con questo grande amore per la Madonna insegnatoci dai Sacerdoti e dalle Suore della Famiglia Salesiana e lo porteremo con noi fino al momento dell’incontro col Padre.

I giovani del centro Salesiano di Cuneo
I giovani del centro Salesiano di Cuneo

A questo punto, però, purtroppo, vi devo narrare la morte di Don Bosco.

Il 31 gennaio 1888 il nostro caro Maestro della Gioventù chiude gli occhi al mondo per aprirli al Regno Celeste.

Attorno a lui c’erano i Sacerdoti Salesiani con le Suore, i Cooperatori e, soprattutto, i suoi “monelli”. Il 02 giugno 1929 Papa Pio XI lo proclama Beato e il 01 aprile 1934 lo innalza all’onore degli altari proclamandolo Santo nel giorno di Pasqua.

Oggi i Salesiani sono circa 15mila suddivisi in quasi 2mila case e le Figlie di Maria Ausiliatrice sono circa 14mila suddivise in quasi 1500 case.

Tutto questo è nato da un povero Prete Piemontese che ha avuto l’unico merito di essersi fidato di Dio e della Provvidenza!

Andrea Elia Rovera