di Milo Julini
L’esecuzione capitale di Emmanuel Traq, avvenuta a Chambéry, alle ore 11:30 di martedì 23 luglio 1844, è la prima che provoca reazioni ostili di una parte degli spettatori, nei confronti del boia, del quale non conosciamo il nome ma che dovrebbe essere quello locale della città, forse lo stesso che, secondo un curioso documento del 1845, gode fama di grande medico!
Emmanuel Traq è un contadino di 38 anni, originario di Bessans, che praticava il bracconaggio e che è stato condannato a morte, il 6 luglio 1844, per aver assassinato una guardia campestre nei dintorni di Saint-Jean-de-Maurienne.

Il giorno dell’esecuzione, fin dal mattino una folla considerevole si è raccolta nella place du Vernay, alla cui estremità è stata innalzata la forca.
Alle 11:00, il condannato esce dalla prigione, sostenuto da due sacerdoti, condotto dal boia e scortato da una compagnia di arcieri, termine usato al tempo per indicare le forze di polizia, che tutelano l’ordine pubblico.

La confraternita dei Penitenti Neri apre il corteo, chiuso da un picchetto di cavalleria. È stata presa ogni precauzione per prevenire un eventuale tentativo di fuga del condannato che, qualche tempo prima, è già evaso dalle prigioni della Maurienne.
Il lugubre corteo attraversa tutta la città con passo lento e solenne. Per tutto il tragitto, il condannato geme senza tregua: «Mio Dio! Abbiate pietà di me! I miei poveri bambini!».
Arrivato ai piedi della forca, Traq oppone una forte resistenza all’esecutore e al suo aiutante, rifiutandosi di salire sulla scala a pioli. Ma, issato a forza, un istante dopo è sospeso alla corda fatale. L’orribile spettacolo ha suscitato una forte emozione.

Quando l’esecutore manipola un’ultima volta il corpo del giustiziato, per assicurarsi che sia morto, si leva il grido: «Abbasso il boia!». Nello stesso tempo, alcuni sassi vengono scagliati nella sua direzione. Irritato, l’esecutore estrae di tasca una pistola che brandisce verso gli spettatori minacciando di sparare. Questo gesto non intimidisce i rivoltosi, anzi al contrario scatena una grandine di pietre, lanciate soprattutto dai ragazzi. Sotto la protezione degli arcieri, il boia e il suo aiutante battono in ritirata verso la prigione mentre i proiettili continuavano a cadere su di loro. Nel corso di questo scontro, cinque giovani manifestanti sono arrestati.
Dopo essere rimasto esposto per cinque ore, il corpo di Emmanuel Traq viene portato via dai Penitenti Neri.
