di Milo Julini

Nella nostra ricognizione delle esecuzioni capitali eseguite in Savoia nel periodo della Restaurazione sabauda nel 1815 sino all’annessione alla Francia, avvenuta nel 1860, abbiamo considerato vari casi clamorosi.

In omaggio alla cronologia, dobbiamo prendere ora in esame le prime sei esecuzioni, eseguite dal 1815 al 1819, che hanno preceduto la sensazionale e spettacolare messa a morte a Chambéry del parricida Victor-Denis “Delisle” Dumontel, descritta nel nostro ultimo contributo.

La prima condanna a morte in Savoia è eseguita sabato 12 agosto 1815, alle 11 del mattino, a Saint-Jean-de-Maurienne, dove viene giustiziato Martin-Pierre Latour, condannato il 7 agosto 1815 per aver assassinato sua moglie e i loro bambini a Saint-Colomban-des-Villards. Il termine “assassinio” nella legislazione dell’epoca indica un omicidio commesso con inganno e tradimento nei confronti della vittima.

Lunedì 29 luglio 1816, alle 10:30, a Moûtiers sale sul patibolo Jean Silvin, bracciante a Peisey, condannato per furto e assassinio con sentenza del 16 luglio 1816.

A Chambéry viene giustiziato sabato 14 giugno 1817, alle 11 del mattino, Antoine Thomasset, di 26 anni, condannato a morte, con sentenza dell’11 giugno 1817, perché, a Marcellaz, si è introdotto in una casa con effrazione mediante una chiave falsa e poi ne ha ucciso l’abitante.

Conosciamo alcuni particolari di questa esecuzione dal diario di monsignor Rey, vicario generale di Chambéry e futuro vescovo di Annecy che annota «Oggi hanno impiccato un omicida; è la prima volta da 25 anni che è riapparsa la forca; il boia ha massacrato il disgraziato, non sa fare il suo mestiere, i Penitenti Neri sono anche apparsi per la prima volta».

Gli abitanti di Chambéry, accorsi numerosi per assistere a questa prima esecuzione nella loro città, possono osservare l’esecuzione secondo i rituali  di Ancien Régime, che riappaiono non soltanto in Savoia ma in tutto il Regno di Sardegna.

La confraternita dei Penitenti Neri, fondata nel maggio 1594, si è riformata per svolgere uno dei suoi compiti principali: l’assistenza ai condannati a morte.

La forca è stata collocata nella Place du Verney, vasto piazzale rettangolare al nord della città, al bordo del fiume che la attraversa, la Leysse, dove fin dal finire del XVI secolo si sono eseguite le sentenze capitali.

Sempre il reato di furto e assassinio porta sul patibolo a Bonneville, martedì 8 luglio 1817 alle 11:30, Sulpice Chenut, del quale non si conosce la data della sentenza di condanna a morte.

Lunedì 18 maggio 1818, alle 11:30, a Moûtiers, è giustiziato l’assassino Jean-Marie Blanc, del quale manca ogni ulteriore notizia.

A Chambéry, giovedì 18 febbraio 1819, alle 11, Jean-Claude Noiray di 42 anni, è impiccato per un infanticidio commesso a Saint-Baldolph.

È la seconda esecuzione capitale eseguita in questa città.