di Paolo Barosso

Oro, incenso, mirra. Presepi nel Monferrato”: questo è il nome della lodevole iniziativa che animerà dall’8 dicembre al 7 gennaio, con l’allestimento sia di presepi artistici che realizzati dai residenti, le località collinari astigiane di Aramengo, Cocconato, Schierano e Albugnano.

Panorama autunnale su Schierano – foto Pro Loco Schierano

L’evento, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, prevede la partecipazione del celebre laboratorio di restauro Nicola, che allestirà a Aramengo il Presepe di Sant’Antonio abate e i suoi animali, con le figure a grandezza naturale realizzate da Gianluigi Nicola, mentre nel complesso canonicale di Santa Maria di Vezzolano, per l’occasione visitabile con tour guidati, troverà accoglienza il tradizionale presepe allestito a cura di Anna Rosa Nicola.

Chiostro di Vezzolano – foto di Paolo Barosso

A Cocconato, località rinomata per la tradizione enogastronomica, ma anche per la peculiare mitezza climatica, caratteristica che è valso al paese l’appellativo di “Riviera del Monferrato”, si ammireranno invece oltre 100 presepi sistemati a cura degli abitanti lungo la strada principale dell’abitato, nelle vetrine dei negozi, sui davanzali delle finestre. Sarà poi visitabile la mostra “Presepi d’Artista”, con oltre duecento personaggi realizzati all’uncinetto, accanto a realizzazioni artistiche di esperti presepisti torinesi e locali.

Veduta di Schierano – foto di Paolo Barosso

Un particolare spazio in questa iniziativa è riservato al borgo di Schierano, frazione di Passerano Marmorito, dove l’idea di allestire presepi realizzati con materiali naturali lungo le vie e in ogni angolo disponibile dell’abitato prese forma nel 2010, a seguito di una visita a Assisi, per poi consolidarsi nel corso degli anni, coinvolgendo con entusiasmo tutti gli abitanti, che quest’anno prepareranno per la gioia dei visitatori oltre 200 opere disposte in vari punti del villaggio.

La visita ai “Presepi in strada” di Schierano sarà anche l’occasione per apprezzare l’atmosfera antica del quieto e raccolto borgo collinare, con le sue austere case in pietra e mattoni a vista, che fu sin dal Medioevo feudo dei Radicati e che vanta alcune belle chiese, come San Grato, barocca, e la cappella settecentesca di San Sebastiano. Dei trascorsi medioevali l’abitato di Schierano conserva la torre, che è quanto sopravvive del castello, atterrato a metà Cinquecento dalle truppe occupanti francesi, destino condiviso dal castello del vicino borgo di Primeglio, anch’esso appartenuto ai Radicati.

Significativa nel territorio di Schierano è la coltivazione della vite, in particolare della Malvasia di Schierano, varietà d’uva aromatica a bacca nera, da cui si ricava la Doc Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, vino rosso dolce, dal profumo invitante e delicato, disponibile in versione ferma o spumantizzata, ideale accompagnamento dei dolci tipici della tradizione piemontese.