Questa settimana voglio parlarvi della grande Spiritualità Carmelitana che esiste nel nostro bel Piemonte da ben 800 anni.

Nel 1250, ad Asti, arriva un gruppo di Frati Carmelitani che inizia a celebrare la santa messa fuori dalle mura della città per poi, nel 1269, trasferirsi nel Borgo Rilaio e, nel 1335, stabilirsi nel vicolo di Santa Maria Nova. In quest’ultima residenza i Carmelitani iniziano a predicare al popolo e si dedicano al restauro e all’ampliamento della Pieve oggi dedicata alla Madonna del Carmine.

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Nel giro di un paio di secoli danno vita ai Conventi di Vercelli (1275), Bassignana (1378), Incisa (1412), Novara (1421), Moncalieri (1422), Cremolino (1459), Dogliani (1480), Pino Torinese (1490), Racconigi (1493), Vinovo (1498), Torino (1524), Pinerolo (1506), Rivoli (1511), Cherasco (1527), Alessandria (1589).

In questi Conventi i Frati vivono una perfetta vita comune fondata sugli insegnamenti contenuti negli Atti degli Apostoli ed una buona vita di preghiera volta ad avvicinare il popolo a Dio.

I Carmelitani, in senso di raccoglimento e penitenza, osservano l’astinenza dalle carni il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato. Inoltre si prodigano in favore dei poveri, degli ammalati e dei sofferenti e trovano la forza per fare tutto questo nella celebre Orazione Mentale (o Meditazione Carmelitana).

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Questo stile di vita austero affascina il popolo piemontese che dona al Carmelo molti suoi figli e figlie. Tra loro è bene ricordare il Beato Giacomino da Crevacuore, Suor Arcangela Girlani, il Terziario Giovanni Antonio Panighetti meglio conosciuto come il “santo ciabattino di Moncalieri“.

I Frati, soprattutto dopo la Riforma Teresiana (che ha dato vita ai Carmelitani Scalzi), si sono dedicati anche alla fondazione di Monasteri femminili atti ad accogliere vergini da consacrare al Signore nella Spiritualità del Carmelo.

Da questi monasteri sono uscite molte anime sante. Tra le tante va sicuramente ricordata la Beata Maria degli Angeli beatificata da Sua Santità Pio IX nel 1865.

Nell’epoca moderna, poi, il Piemonte ha conosciuto un grande Carmelitano Scalzo che ha ricoperto l’incarico di Cardinale Arcivescovo di Torino: il genovese Servo di Dio Fra Anastasio Ballestrero.

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Stemma da cardinale arcivescovo di Mons. Ballestrero

 

Carissimi, nelle prossime settimane vi racconterò la storia di alcuni uomini e donne che hanno avuto il coraggio e l’ardore di lasciare tutto per seguire il Signore nella Vigna chiamata “del Carmelo“.

Spero che questi miei scritti vi siano utili per capire che il nostro bel Piemonte ha dato al mondo figli e figlie esemplari anche sul piano della Fede.

Andrea Elia Rovera