di Andrea Elia Rovera 

Nel trascorso mese di maggio, mese dedicato ai colori che la primavera regala copiosa, presso la Sala Mostre del Collegio Professionale dei Geometri si è tenuta una splendida mostra di arte figurativa in stile pop firmata dal grande pittore cuneese Riccardo Balestra.

Le opere che Balestra ha esposto nascono dalla “ragionata analisi dell’uomo, perduto nel vuoto di un universo che non riesce a decifrare. L’artista interroga i filosofi della natura, ne capta l’intima essenza del messaggio e lo riscrive. Solo in essi riesce a pacificare la sua inquietudine, con mente lucida indaga l’uomo, la natura, la luna…“. (Dottoressa Cinzia Tesio)

Riccardo non è un accademico, ma un autodidatta che parte dal colore e dalle emozioni per iniziare a costruire i volti delle donne che offre poi all’attenzione dei visitatori delle sue molte mostre.

In ogni tela si può scorgere il percorso di ricerca che Balestra compie per esaltare la bellezza esteriore senza tralasciare però quella interiore che egli stesso descrive come crescita morale, intellettiva, della consapevolezza del bene e della gioia che si può portare agli altri con il proprio modo di fare.

Passeggiando per la sala espositiva mi sono sentito catapultare in una dimensione quasi metafisica nella quale spiritualità e filosofia diventano un tutt’uno.

 

Ogni donna è rappresentata con lineamenti essenziali che permettono al visitatore di concentrarsi sul viso e sugli occhi di cui Balestra è un cultore sopraffino. Quando ho provato a guardare le tele negli occhi ho avuto la sensazione di essere parte del vissuto della donna dipinta. Gli sguardi che Balestra realizza sono frutto di una fantasia straordinaria che è però ben ancorata ai linguaggi sociologici e culturali delle donne dei nostri tempi. Dinanzi a quegli sguardi non si può fare a meno di mettersi a nudo, senza scuse, accettando le proprie mancanze e le proprie debolezze.

Il cuneese Enrico Perotto, noto storico dell’arte, vedendo i volti di Balestra non ha esitato a dire che “sono proiezioni a colori di pensieri metafisici, modelli rappresentativi della quintessenza di ciò che chiamiamo eterno femminino” aggiungendo infine che l’artista “ha uno stile personale ben caratterizzato, attento ai temi di natura sociale e sensibile alla realtà della condizione femminile“.

In un periodo in cui i mass-media non smettono di parlare di femminicidi e violenze ai danni delle donne l’opera espositiva di Riccardo Balestra assume valore sociologico non trascurabile. Nelle sue tele, infatti, si respira la valorizzazione della donna, il rispetto che ella merita e il valore indubbio della bellezza quale opera di educazione e formazione.

A mio avviso, esposizioni e mostre di questo tipo dovrebbero essere motivo di dibattito e riflessione affinché anche l’arte possa dire la sua su un fenomeno sociale così inquietante come quello della violenza sulle donne.

Tutte le immagini pubblicate riproducono opere del pittore cuneese Riccardo Balestra