di Donatella Cane*

Achille Del Piano nasce a Parma il 20 luglio 1875 e diviene Carmelitano scalzo del convento del Corpus Domini di Milano col nome di padre Fulgenzio. A Milano intreccia una stretta collaborazione nelle opere spirituali ed assistenziali attuate da padre Gerardo di San Giuseppe, al secolo Giuseppe Beccaro (1846 – 1912), poliedrica figura di carmelitano, missionario, architetto e padre degli orfani.

Incisione che ritrae Padre Fulgenzio, dal libro “Al di là delle stelle” (1905)

Dopo un periodo trascorso in India come missionario, padre Gerardo, torna in Italia, dove viene eletto superiore provinciale di Lombardia. A Milano, nel 1895, realizza la costruzione di una chiesa provvisoria del Corpus Domini con annesso convento dei Carmelitani scalzi, utilizzando un vasto e robusto padiglione di legno proveniente da una esposizione industriale milanese.

Per raccogliere i fondi necessari per la costruzione della chiesa in muratura, padre Beccaro, promotore di un vasto movimento spirituale, fonda, nel 1896, la Santa Lega Eucaristica. Questa associazione ha adepti in ogni regione italiana e nel mondo i quali intendono contribuire alla costruzione del tempio monumentale.

Pagine e illustrazioni del libro “Pagine dimenticate. Memorie inedite della Peste di Milano 1630” (1904)

La Santa Lega Eucaristica diviene anche casa editrice con tipografia. Viene così avviata una attività editoriale e tipografica, che dura fino al 1908, destinata al sostegno delle iniziative religiose e sociali della Santa Lega Eucaristica.

Sono stampati libri di cultura religiosa, catechismo e biografie e sono anche prodotti in quantità rilevante santini ed immaginette religiose di ottima fattura. La Casa editrice Santa Lega Eucaristica giunge ad occupare uno dei primi posti nell’editoria italiana dell’epoca.

Padre Fulgenzio collabora con questa casa editrice: tra il 1902 e il 1905 appaiono vari suoi libri, tutti pubblicati dalla Tipografia della Santa Lega Eucaristica.

Pagine e illustrazioni del libro “Pagine dimenticate. Memorie inedite della Peste di Milano 1630” (1904)

Il suo primo libro noto è “Tutto con me. Antologia di Pietà” (1901), nel 1903 raggiunge l’ottava edizione e, nel 1919, la diciottesima.

L’anno seguente appare il “Manuale delle figlie di Maria sotto il patrocinio della Vergine Immacolata e San Giuseppe” (1902). Si ricava il nome di padre Fulgenzio come autore dalla prefazione.

Seguono altri volumi, tutti con esplicita indicazione del suo nome.

Sulle orme del Redentore. Memorie ed illustrazioni della Terra Santa” (1903): nel 1908 raggiunge la terza edizione.

Pagine dimenticate. Memorie inedite della Peste di Milano 1630” (1904), a ricordo dell’opera benemerita ed eroica svolta dai carmelitani presso il Lazzaretto di Milano nel corso della peste “manzoniana” del 1630. Padre Fulgenzio dichiara esplicitamente di voler integrare quanto scritto da Alessandro Manzoni a proposito della peste ne “I Promessi Sposi”. Il libro è riccamente illustrato.

Al di là delle stelle” (1905), scritto “in memoria de’ miei fratellini volati in Paradiso”, si apre con questa esortazione al Lettore: «Queste pagine vogliono sollevare il pensiero al di là delle stelle. Addestra l’occhio tuo a spaziare in vasti orizzonti e ti sarà facile scoprire le rive di nuove regioni».

Con questo libro, che porta una lettera-prefazione dello scrittore cattolico Filippo Crispolti, padre Fulgenzio si confronta con Dante Alighieri nel descrivere un suo viaggio mistico verso il Paradiso. Questo parallelo è confermato dal ricco apparato iconografico del libro, che ricorda le note illustrazioni della Divina Commedia opera di Gustave Doré.

Pagine e illustrazioni del libro “Al di là delle stelle” (1905)

Tutti questi libri della Santa Lega Eucaristica sono di grande pregio editoriale. Funzionali all’opera spirituale ed assistenziale di padre Gerardo Beccaro, hanno incontrato anche il favore dei lettori, viste le numerose riedizioni.

Nel 1910, padre Fulgenzio pubblica “Parole buone” presso la Tipografica Ambrosiana di Milano, con veste editoriale più modesta.

Padre Fulgenzio esce dall’Ordine dopo la morte di padre Gerardo Beccaro (dicembre 1912), cui dedica una biografia intitolata “Il frate di bronzo. Ricordi di padre Gerardo Beccaro” (Milano, 1913).

La Parrocchia prepositurale di Santa Maria del Rosario, a Milano, lo annovera fra i sacerdoti coadiutori che vi hanno operato dal 1907, senza più precise indicazioni temporali.

Pagine e illustrazioni del libro “Al di là delle stelle” (1905)

Padre Fulgenzio giunge a Viù in quanto legato alla famiglia dell’industriale chimico viucese cav. uff. Carlo Fino (1855 – 1933), della cui moglie era confessore. Sui legami tra padre Fulgenzio e la famiglia Fino, a Viù si è detto molto, non sempre a proposito, e si è anche spettegolato… Una voce locale riferiva che, in epoca fascista, padre Fulgenzio, da Milano, fosse stato confinato a Viù. In questa sede è sufficiente riportare che sua sorella Dolores ha sposato un componente della famiglia, Alberto Fino.

Pagine e illustrazioni del libro “Al di là delle stelle” (1905).

Intorno al 1920 a Viù padre Fulgenzio dirige i lavori di scavo nel parco della villa dei Fino nella frazione Versino. Sono portati alla luce i ruderi del castello di Viù, distrutto nel 1551, reperti litici dell’Età Eneolitica, vasellame e monete romane, ceramiche, armi, utensili di ferro e bronzo medievali. Con tali ritrovamenti viene allestito un piccolo museo, depredato durante l’ultima guerra.

Sono inoltre edite due serie di cartoline, tratte dalle fotografie dei reperti portati alla luce e dei luoghi degli scavi.

Nel 1930, padre Fulgenzio detta il testo di una lapide, collocata a villa Fino, a ricordo della visita del principe ereditario Umberto di Piemonte, avvenuta in occasione delle manovre militari del 92° Reggimento di Fanteria “Basilicata”, di cui il principe è colonnello comandante.

Padre Fulgenzio detta l’iscrizione della lapide, posta al Versino di Viù il 6 dicembre 1931, a ricordo di Mario Curati e Mario Mezzani, ufficiali periti in un incidente aereo il 21 luglio 1931.

Padre Fulgenzio aveva nel frattempo proseguito la sua attività di autore di libri religiosi presso la Casa Editrice Ambrosiana di Milano. Nel 1913 aveva pubblicato “Conforto al vero dolore” e “Si dice…” e, nel 1916, “Dal campo all’ospedale. Ricordi e voci a confronto”, “Veni, Domine. Rivelazione dei giudizi di Dio nella storia dei secoli” e “La santa delle viole”.

Dedica a Viù due libri.

Il primo, “Nella valle e sui monti in cerca di uomini e cose. Reminiscenze storiche della valle di Viù” (Torino, 1924), contiene interessanti informazioni sugli scavi, varie notizie storiche e discutibili tesi sulla toponomastica locale.

Il secondo, “Vent’anni di martirio, romanzo storico del Piemonte antico (sec. XVI)” (Torino, 1931) è ambientato nella Valle di Viù all’epoca della presa del castello di Lanzo (1551) da parte dei Francesi.

Negli ultimi anni di vita, padre Fulgenzio a causa di una malattia agli occhi diviene cieco. Muore a Viù, la sera del 6 febbraio 1936. I funerali si svolgono domenica 9 febbraio. Il necrologio pubblicata da “La Stampa” elenca i suoi fratelli e sorelle, permettendoci così di ricostruire la sua famiglia.

Un personaggio di un certo spessore culturale che oggi a Viù è soltanto ricordato da pochissime persone e unicamente come sostenitore di discutibili tesi sulla toponomastica locale.

Foto di gruppo davanti alla cappella di villa Fino al Versino, 1920. Al centro in alto padre Fulgenzio del Piano. Nella prima fila in piedi, da sinistra, Carlo Fino, con la barba bianca

*Donatella Cane, ricercatrice e studiosa di tradizioni popolari delle Valli di Lanzo (Torino, 1949-2013)

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