di Milo Julini

Scipione Carignani nasce a Torino, il 24 giugno del 1821, da Giovanni e Felicita Castellazzi. Si trasferisce a Genova, dove il padre ha avviato una importante azienda commerciale, e qui inizia lo studio dell’arte. Si dedica in modo particolare alla miniatura, frequentando lo studio di Sante Panario, stimato miniaturista genovese.

Fonte: Ottocento.it

Allo scoppio della rivoluzione del 1848 si trova a Roma, dove si è recato a studiare il paesaggio nello studio del pittore ungherese Karol Markò padre. Mentre milita nel Corpo dei Volontari del 1848, la sua fortuna economica viene colpita da gravi dissesti che lo costringono a provvedere a se stesso lavorando come pittore. Viene a stabilirsi a Torino, sua città natale, e qui alterna la sua attività fra l’arte e il commercio. Quando diviene erede del signor Giulio Caillat di Lione, suo socio in affari, può dedicarsi con maggiore tranquillità all’arte.

Non conosciamo la data del suo matrimonio con la cantante Virginia Gazzuoli, ricordata con il nome d’arte di Virginia Boccabadati, matrimonio passato sotto silenzio dalle concise biografie di Scipione Carignani che insistono soprattutto sulla sua attività artistica.

Per contro i biografi della cantante, nata a Modena nel 1828 e morta a Torino nel 1922, celebre soprano molto apprezzato da Giuseppe Verdi, hanno insistito sul suo matrimonio con Scipione Carignani, spesso indicato erroneamente come “conte” Carignani.


Aspetto attuale dell’abitazione della famiglia Carignani, al n. 14 di via Maria Vittoria, in una dependance di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna

Scipione Carignani è un apprezzato pittore di paesaggio. Ritrae dapprima vedute laziali e toscane e, dal 1856, scorci di campagne piemontesi.

I suoi quadri, nelle tematiche e nell’impianto di stile scenografico, palesano la sua vicinanza alle concezioni romantiche del pittore paesaggista svizzero Alexandre Calame (Vevey, 1810 – Mentone, 1864).

Carignani presenta le sue opere alle esposizioni della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino (dove è menzionato con 46 tele tra il 1850 e il 1875), a quelle della Promotrice delle Belle Arti di Genova (dove propone 14 opere dal 1851 al 1863) e a quelle fiorentine (dove è presente con 7 tele dal 1856 al 1869). Contemporaneamente partecipa anche agli eventi espositivi organizzati dal Circolo degli Artisti di Torino, che conserva un suo Paesaggio lacustre con rovine. Carignani espone anche a Milano, dove è custodito un suo Paesaggio (1860) presso la Galleria d’Arte Moderna.

Una consistente raccolta di studi di paesaggio fatti dal vero, alcuni molto pregevoli era gelosamente conservata dal figlio Luigi, come scrive Antonio Stella nel 1893.

Sempre secondo Stella, una nuova e non meglio precisata sciagura commerciale ha rattristato la fine dei giorni di Scipione Carignani ed è stata non ultima causa della sua precoce morte, avvenuta a Torino, il 26 agosto 1875, all’età di 54 anni.

La cantante lirica Virginia Boccabadati (Modena, 1828 – Torino, 1922), moglie di Scipione Carignani.

A questo proposito va ricordato che il 13 febbraio 1868 l’alloggio torinese dei Carignani, al n. 14 dell’attuale via Maria Vittoria, è stato visitato dai ladri che hanno portato via un portafoglio con varie cedole per la rendita di lire 7.000, 750 lire in biglietti di Banca, un orologio e altre argenterie per 200 lire. Alla grave perdita economica si è inizialmente associata una grave umiliazione: la questura ha supposto che fosse un furto simulato! Questa ipotesi è stata abbandonata quando le indagini hanno rivelato che il furto era opera della banda di ladri capitanata da Antonio Bruno, il famigerato, e imprendibile, Cit ëd Vanchija.

È questa la «sciagura commerciale» che lo ha amareggiato al punto da accelerarne la dipartita? Tra il furto e la morte sono trascorsi sette anni… in ogni caso pare opportuno ricordare il clamoroso episodio di cronaca nera che ha unito le vite di una celebre cantante e di un valoroso pittore paesaggista con quella di un popolare e imprendibile ladro torinese.

Al momento della morte di Scipione Carignani, la “Gazzetta Piemontese” di domenica 29 agosto 1875, in un necrologio non firmato lo definisce distinto artista, onorato banchiere, egregio cittadino, virtuosissimo uomo, carissimo amico, gioviale ingegno pieno di vivacità e di arguzia. Era un uomo di carattere scherzoso, ironico, talora satirico, bravissimo a raccontare aneddoti, scherzi e piacevolezze. I suoi quadri – prosegue l’autore del ricordo – proponevano paesaggi tranquilli, placidi e sereni, ricchi di poesia e di luce, e, con dolce e simpatica armonia di colori, apparivano amabili come un sorriso.

Il partecipe necrologio, scritto evidentemente da un amico solito a frequentare la famiglia, così si conclude: «Il caro Scipione l’altro dì si estinse, la fiammella così viva fu spenta; dov’egli rallegrava col suo sorriso, non rimangono che le lacrime e il dolore. Oh la povera vita! E che cosa dire ai cari che egli lascia dietro di sé? A quella gentile, così sublime artista, che ci ha tante volte commossi colle melodie dei migliori maestri, alla signora Virginia Boccabadati infelice vedova; al giovanetto che fu figlio amoroso al diletto defunto; che cosa dir loro se non una vana parola: coraggio!».

La domanda appare ancor più angosciante quando si pensi che, a poco meno di un secolo e mezzo di distanza dalla sua morte, Torino, la sua città, ha ormai dimenticato la vicenda umana e artistica di Scipione Carignani.

Scipione Carignani, Paesaggio montano con ponte e figura, olio su tela (Torino – Circolo degli Artisti)

Note bibliografiche

Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura in “Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997)”, coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls, realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini.

Comanducci A. M., Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei, III edizione, Milano, 1962.

Stella A., Pittura e scultura in Piemonte. 1842-1891. Catalogo cronografico illustrato della esposizione retrospettiva 1892, Torino, Paravia, 1893.