di Arconte

Iniziamo la pubblicazione a puntate dello scritto “Cinque anni di vita amministrativa torinese: 1909-1914. Note di un sindaco” pubblicato sulla Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti, nel maggio del 1914. L’autore di questo articolo è Teofilo Rossi, conte di Montelera, imprenditore, deputato, senatore e sindaco di Torino dal 28 giugno 1909 all’ 11 giugno 1917. Ne tratteggiamo brevemente la biografia sulla scorta del testo di Adriana Castagnoli per il Dizionario Biografico degli Italiani (2017).

Nato a Chieri, il 27 ottobre 1865, nel 1886 Teofilo Rossi si laurea in giurisprudenza all’Università di Torino ma non esercita la professione di avvocato e si impegna nell’azienda di famiglia, la Martini & Rossi, produttrice di vini e vermouth fondata nel 1847, la cui direzione generale nel 1887 si è insediata a Torino, in corso Vittorio Emanuele II, nel palazzo progettato dall’ingegner Camillo Riccio: il Nostro dà prova di capacità di tecnico e valoroso promotore e le conferisce una spinta innovatrice.

Personaggio torinese autorevole e influente, nel 1896 Teofilo Rossi viene eletto per la prima volta al Consiglio comunale di Torino. L’anno seguente diviene deputato nel collegio di Carmagnola, nel gruppo Destra. Nella sua attività parlamentare si prodiga per difendere gli interessi economici del Piemonte. Sempre a Carmagnola viene riconfermato per altre tre legislature. Nominato senatore nel 1909, il Nostro ricopre rilevanti mansioni. Nello stesso anno, dal 29 giugno, diventa sindaco di Torino, dopo elezioni amministrative che confermano la vittoria del gruppo clerico-liberale.

Il Comune è stato rimodernato dal predecessore, Secondo Frola, esponente del liberalismo giolittiano, e Teofilo Rossi garantisce la linea di continuità con le sue misure innovatrici. Il suo programma prevede infatti il completamento delle iniziative avviate e di alcuni progetti rimasti sulla carta: coordinare e completare gli impianti delle aziende municipali, riconsiderare il problema del collegamento ferroviario di Torino, realizzare la direttissima per Savona e mettere in campo molte altre iniziative di modernizzazione della vita torinese. Fra i problemi da lui affrontati e risolti, vi è l’ampliamento della cinta daziaria da 16 a 34 km (1912) con l’obiettivo di incrementare le entrate economiche comunali.

In occasione dei cinquant’anni del Regno d’Italia, nel 1911, per iniziativa di Teofilo Rossi, viene organizzata a Torino l’Esposizione internazionale delle industrie e del lavoro. Il re Vittorio Emanuele III conferisce il titolo di conte di Montelera al Nostro per i meriti da lui acquisiti in questa circostanza.

Teofilo Rossi, che mantiene la carica di sindaco fino al 1917, è dotato di memoria prodigiosa, conosce le principali lingue europee, è assai erudito e valoroso latinista e grecista. Come presidente della Società storica subalpina promuove studi storici ed è autore, in collaborazione con Ferdinando Gabotto, di un volume sulla storia di Torino.

Non ci dilunghiamo su ulteriori aspetti della biografia di Teofilo Rossi che possono essere facilmente approfonditi in rete in particolare con la già citata biografia di Adriana Castagnoli. Commenti a particolati aspetti dell’articolo saranno intercalati nel testo.


N.B. La foto riprodotta qui sopra mostra il busto dedicato a Teofilo Rossi di Montelera, modellato in bronzo da Edoardo Rubino (1871-1954) e collocato nel 1937 nei Giardini Reali, nell’attuale viale I° Maggio, a Torino.