di Redazione

La giovane autodidatta piemontese Patrizia Deabate, autrice del volume Il misterioso caso di Benjamin Button da Torino a Hollywood, è stata accostata da Aldo Cazzullo a Hedy Lamarr (1914-2000), la geniale stella di Hollywood che brevettò, nel 1942, il sistema di trasmissione radio che è alla base della moderna tecnologia della telefonia mobile.

La diva geniale (Piemme, 2019), Hedy Lamarr

Nella rubrica “Quello che gli uomini non dicono” della rivista Io Donna, Cazzullo ha ricordato che l’intuizione e l’intelligenza femminili sono in grado di oltrepassare schemi e confini come le onde radio, indagando con approcci inediti e originali e captando nessi invisibili tra cose, persone, fatti storici.

Cover “Io Donna”

Con il saggio letterario e cinematografico sulla derivazione del racconto americano Il curioso caso di Benjamin Button (1922) di Francis Scott Fitzgerald dalla Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino (1911) del poeta crepuscolare torinese Giulio Gianelli, Patrizia Deabate ha conquistato il Premio Acqui Inedito, nuova espressione del celebre Premio Acqui Storia. Il volume sarà pubblicato nel 2020.

Note biografiche di Patrizia Deabate, tratte dal giornale online “Targatocn”

Laureata con lode in Economia Aziendale, Patrizia Deabate è nata ad Alba, dove vive e lavora presso la Ripartizione Socio-Educativa e Culturale del Comune. La sua passione per la letteratura e la ricerca storica è rivolta principalmente allo studio del Primo Novecento. Suoi scritti sono apparsi in “Studi Piemontesi”, “Iter”, “LG Argomenti”, “Immagine. Note di storia del cinema” e “Storia in rete”. 

Il saggio “Maria Jacobini in Joan of Arc: un successo del cinema muto da Torino agli Stati Uniti” è tra le fonti menzionate da Aldo Cazzullo nel libro “Le donne erediteranno la terra” (Mondadori, 2016). Del poeta crepuscolare e regista cinematografico Nino Oxilia (1889-1917), Patrizia Deabate ha curato la riedizione dei “Canti brevi” (Torino, 2014)  su richiesta di Roberto Rossi Precerutti, e, di recente, la trasposizione in graphic novel della commedia “Addio giovinezza!” (Nizza M.toAcqui Terme, 2019).

Premiazione ad Acqui Terme

Ha pubblicato il primo studio sul film che fu tratto nel 1918 dalla stessa pièce, dopo il ritrovamento in Giappone e il restauro della pellicola promosso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino in collaborazione con la Cineteca di Bologna e il National Film Center di Tokyo. Nell’ambito delle ricerche che l’hanno condotta a scrivere il saggio premiato ad Acqui Terme, è stata relatrice alla Giornata di Studi dell’Associazione Italiana per le Ricerche sulla storia del Cinema (Bologna, 5 dicembre 2016) e al Congresso internazionale “Stranieri in grigioverde 1915-18” promosso dal Centro Interuniversitario di Ricerche sul Viaggio in Italia (Torino e Moncalieri, 18-20 ottobre 2018)