di Redazione

L’area montana del Biellese ospita due delle principali mete del pellegrinaggio mariano in Piemonte: Oropa e Graglia.

Il complesso sacro di Oropa, il più importante santuario mariano delle Alpi, adagiato nell’omonima conca a circa 1180 metri d’altitudine, è formato da un insieme scenografico di fabbricati e piazzali circondati da portici. Cuore pulsante del santuario è il culto di una delle numerose Madonne Nere venerate in area alpina europea, che la tradizione vorrebbe portata in loco dall’Oriente nel IV secolo da Eusebio, primo vescovo di Vercelli e del Piemonte, mentre la statua che oggi ammiriamo, conservata nel sacello della Basilica Antica, è attribuita ad intagliatori valdostani che, su incarico della comunità locale, la scolpirono nel XIII secolo in legno di cirmolo o cembro.

La Basilica Antica, cuore del complesso santuariale di Oropa – ph Paolo Barosso

Nel territorio comunale di Graglia in valle Elvo, a 812 metri d’altitudine, sorge invece il santuario dedicato alla Madonna di Loreto, per dimensioni e importanza il secondo polo devozionale mariano del Biellese dopo Oropa. L’ambizioso progetto di don Nicolao Velotti, ideato nel 1615 e finalizzato a realizzare sulla montagna di Graglia un Sacro Monte composto da ben cento cappelle con scene di storia biblica, soprannominato la “Novella Gerusalemme o sia Palestina del Piemonte“, si arenò a una fase preliminare, lasciando come testimonianza di sé solo alcune cappelle ornate di affreschi e statue, ma in compenso, con il patrocinio di Casa Savoia, si edificò in loco, in corrispondenza del colle della “Divina Bontà”, un imponente santuario mariano che vide l’intervento di insigni architetti di corte come Pietro Arduzzi, Amedeo di Castellamonte e, dal 1760, Bernardo Antonio Vittone.