di Paolo Barosso

La saletta della Pro Loco Pinerolo, all’interno di palazzo Vittone, ospiterà da sabato 10 dicembre a domenica 8 gennaio una mostra dedicata ai “Santons de Provence” appartenenti alla collezione privata di Ivano Riccobene e Paola Di Biccari.

L’iniziativa, voluta dal Consorzio Vittone in collaborazione con la Pro Loco Pinerolo e con il patrocinio di Città di Pinerolo, Città Metropolitana di Torino e Lions Club Pinerolo Acaja, intende far conoscere al pubblico l’antica tradizione, legata al periodo natalizio, dei santons provenzali (da “santoun”, piccolo santo), statuine in argilla vestite con tessuti dai colori vivaci che rappresentano i personaggi della Natività, ma anche figure del folklore locale, capaci di evocare le atmosfere tipiche della Provenza, tra coltivazioni di lavanda, suono di tamburini, scene di vita campestre e vento di mistral.

Accanto al pescatore, la lavandaia, il mugnaio, l’arlésienne (personaggio tratto da un racconto breve di Alphons Daudet, pubblicato per la prima volta nel 1866), troviamo il santon ravi (l’estasiato), posto sempre davanti alla grotta della Natività: colto con le braccia levate verso il cielo, rappresenta il semplice del villaggio, che manifesta meraviglia di fronte al mistero della divina nascita.

La collezione Di Biccari-Riccobene, esposta a Pinerolo, annovera più di 400 pezzi e comprende statuine di varia grandezza (“habillées” e non), ceramiche, testi in lingua originale e materiale cartaceo vario. I tanti viaggi compiuti in Provenza, tra Aubagne, Aix e Marsiglia, hanno permesso ai due collezionisti di entrare in contatto con gli artigiani, i cosiddetti Santonniers, visitare i loro atelier e curiosare nelle brocantes.

La tradizione dei Santons affonda le proprie radici nel periodo medievale, quando l’arte del presepe, che vide i suoi iniziatori in San Francesco d’Assisi, ideatore del primo presepe vivente a Greccio nel Reatino, e nello scultore toscano Arnolfo di Cambio, creatore nel 1288, su committenza di papa Niccolò IV, del primo presepe scolpito della storia, approdò anche in Provenza tramite comunità di frati francescani (la madre di San Francesco, non a caso, era provenzale, nativa di Tarascon).

Fu però, paradossalmente, con i tragici eventi della rivoluzione francese che l’attività di produzione delle caratteristiche statuine si espanse, radicandosi con forza in tutta la regione, perché i provenzali, volendo ovviare alla chiusura delle chiese e al divieto delle messe di Natale, si misero ad allestire in casa la rappresentazione della Natività, diffondendo in ambito domestico la fabbricazione dei santons, che prese largamente piede sia nel suo significato più autenticamente devozionale, sia nella sua funzione simbolica di contrapposizione alla prepotenza del nuovo regime.

Nella mostra pinerolese, che sarà accompagnata dalla colonna sonora originale “Nouvè Provenzali” curata da Enrico Lantelmesi, si potranno ammirare figure della tradizione popolare, antichi mestieri e scene tratte da vecchi film francesi in bianco e nero. Il tutto accompagnato da manufatti, libri, cartoline e documenti di illustratori e celebri artigiani santonniers.

L’evento sarà anche l’occasione per comprendere l’impegno e la preparazione necessaria alla creazione dei santons. Il procedimento, infatti, è tutt’altro che semplice: in primo luogo si modellano e si fanno seccare le forme di argilla, per due o tre volte, con l’ausilio di stampi in gesso, poi le si dipinge con apposite tempere e infine, per le statuine di dimensioni più grandi, si provvede alla vestizione.

Inaugurazione mostra: Sabato 10 dicembre 2022 alle ore 17,30. 

Orari di apertura: martedì, mercoledì, giovedì, sabato 15,00 -18,30; domenica 10,00-12,30 /15,00 -18,30; lunedì e venerdì: chiuso

Natale, Capodanno ed Epifania: 16,00-19,00.  Chiuso il 24 e 31 dicembre 

Visite su prenotazione per scuole e gruppi, anche al mattino: per info 338 6892857 – 335 5922571.