Tappa precedente: castello di Piea e Piovà Massaia
La nuova tappa dell’itinerario monferrino proposto da Giovanni Dughera ci conduce a Cerreto d’Asti, suggestivo abitato dove il fascino antico delle cascine di tufo convive armoniosamente con le tele d’arte contemporanea sistemate per le vie del paese, poi a Cocconato, luogo privilegiato per la splendida posizione panoramica e la ricchezza dell’offerta gastronomica, infine nel borgo di Passerano Marmorito, che serba memoria dei trascorsi medioevali in due castelli, l’uno integro e in perfetto stato di conservazione, l’altro in rovina, ma comunque meritevole d’una visita.

Cerreto d’Asti, con le sue belle cascine di tufo disposte lungo il crinale della panoramica collina, sui muri delle quali compaiono tele d’arte contemporanea, è un museo all’aperto, antico e moderno insieme. Ogni casa ha all’esterno una rosa rampicante.

Scenografica la piazza con la bella chiesa barocca in cima a una rampa e, ai piedi, una villa secentesca raccolta intorno a un giardino di bossi.

Intima ed essenziale la chiesa romanica (XII sec.) di S. Andrea di Casaglio, già del monastero di Sant’Anastasio in Asti, posta in cima a un colle e circondata perciò da un’aerea e spirituale spazialità, che evoca il passo biblico “Il Signore, tuo Creatore, che ha disteso i cieli e fondato la terra..” (Isaia 51.13)

A Cerreto d’Asti si può sostare alla Locanda caffetteria B&B “L’Asilo” (asilocerreto@gmail.com; tel. 339.7107493). E’ un vecchio asilo ristrutturato coniugando la tradizione con il gusto moderno


Indi è d’obbligo una tappa a Cocconato. Il paese, già chiamato la Riviera del Monferrato, frequentato durante le villeggiature estive, è una straordinaria terrazza panoramica sul Monferrato e le Alpi.

Affascinanti i suoi vicoli selciati, sui quali s’affaccia il municipio del XV secolo, che presenta portici medievali dai possenti archi che si fondono con l’eleganza delle finestre in cotto, interessante la farmacia del Settecento dal soffitto affrescato con un san Gabriele, l’androne di fronte al Municipio con soffitti e stucchi in gesso, particolarità del Monferrato.

La chiesa secentesca della S. Trinità è un piccolo scrigno barocco: stucchi policromi, rari, contornano statue di santi, belle tele e uno stupendo altare ligneo, tripudio di rosso e oro, ricchissimo, nel quale spiccano, contrastando con la loro semplicità, visi di angeli non idealizzati, ma forse copiati da genti di quell’epoca, angeli umanizzati. Nella piazza bella l’antica insegna del Ristorante Cannon d’Oro e le altre che decantano il cioccolato, il salame e le robiole di Cocconato.

In alto visiteremo la parrocchiale, dalla semplice facciata che non lascia immaginare la ricchezza dell’interno: tele del Sei-Settecento, angeli insolitamente alti, in stucco, che si abbracciano alle colonne. Si notino gli altari che paiono intarsi di marmo, e sono in realtà lavori in gesso e pasta di marmo molto delicati, detti “paliotti”. Una Madonna contornata da angeli è un trionfo dorato che si staglia sullo sfondo più tenue degli intonaci della chiesa.
Castelli medievali. Mentre gli altri castelli considerati presentano tratti di varie epoche, la situazione muta nel borgo di Passerano Marmorito. Il borgo di Passerano esisteva già nel XII secolo. Il castello, forse già esistente in quel tempo, vede i Cocconato, detti anche Di Radicati, signori e costruttori del castello nel XII secolo, che venne ampliato nel XV secolo e successivamente nel XVII.

Sebbene sia stato rimaneggiato anche nell’Ottocento, si presenta sostanzialmente medievale all’esterno: gran muraglia di cotto con decorazioni, merlature, finestre e un cortiletto in cima a una salita selciata racchiuso tra fiorite decorazioni. Ospitò il musicista Robert Schumann. L’integrazione del cotto con il verde di compatte siepi di bosso sapientemente disposte, sì da creare eleganti e profonde prospettive, dalle quali emergono la bella parrocchiale e i tetti del paese, donano a questo paese una rara armonia e perfezione estetica.

Interessanti anche l’ala del mercato, edificio che si incontra in varie parti del Piemonte ma non comunissimo, la chiesa con uno splendido portone barocco, il ciabòt, la biblioteca dai bei loggiati, la torre-porta che mena al maniero, con una bella nicchia gotica che reca tracce di un affresco.

A Marmorito esistono i ruderi di un castello Radicati, località Recinto, che affascinano perché hanno il sapore delle guerre, della storia, che spesso è stata testimone di distruzioni. Inoltre il rudere, affiancato da un selvaggio, contorto cedro del Libano dona una vista superba su gran parte del Monferrato e sul Monviso che svetta insieme alle altre Alpi. Il termine recinto è analogo a quello, canavesano e biellese, di ricetto: case addossate al maniero che, inizialmente, erano usate in modo temporaneo come rifugio in caso di guerre e, in seguito, in modo permanente.
Testo e foto di Giovanni Dughera
Per approfondimenti sui vini di Cocconato, tra cui il raro Albarossa, e sulla Robiola Coconà, celebre specialità casearia locale, vi rimandiamo al seguente articolo: Cocconato, tra vini, formaggi e storia




1 thought on “Viaggio in Monferrato – il fascino antico di Cerreto, la mitezza climatica di Cocconato, le memorie medioevali di Passerano Marmorito”
Comments are closed.