di Redazione

La cappella di Santa Maria Assunta, detta comunemente cappella di Stella, dal nome della frazione di Macello in cui sorge, risale all’inizio del XV secolo ed è costituita da un presbiterio a pianta quadrata, sormontato da una volta a crociera, e da una navata rettangolare.

Gli affreschi che ne arricchiscono la parte interna risalgono al periodo tra il 1400 e il 1450. C’è anche una data certa, quella del 1429, anno a cui risale un ex voto della signora di Macello, Bena Solaro, raffigurante la Madonna in trono con il Bambin Gesù tra le braccia. Prostrato in ginocchio ai piedi della Madonna è raffigurato l’adolescente figlio della committente.

Tra gli affreschi più antichi, quelli di Aimone Duce, pittore d’origine pavese attivo nella prima metà del ‘400 alla corte dei Savoia-Acaia, che nel Pinerolese ha lasciato tracce della sua opera anche nella cappella di Missione a Villafranca Piemonte.

A partire dal 2010, grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT e a una piccola compartecipazione della parrocchia, sono stati intrapresi i restauri delle pitture murarie.

L’ultimo intervento in ordine di tempo, quello relativo al ciclo pittorico di San Vincenzo Ferrer, è terminato solo un mese fa. Nel ciclo è raffigurato il santo spagnolo, nato a Valenza e vissuto dal 1350 al 1419, nell’atto di riportare in vita un infante quasi morto, mentre libera un’ossessa dal demonio e durante il sogno premonitore che lo porterà a decidere di dedicare l’ultima parte della sua vita all’attività di predicazione.

La particolarità di questo ciclo di affreschi è data dal fatto che il santo, che predicò a Vigone agli inizi del ‘400, è raffigurato senza l’aureola: ciò fa pensare che l’opera fu realizzata prima della beatificazione di Vincenzo – che avvenne nel 1455 – e quindi in anticipo rispetto agli altri pittori che si dedicarono alla figura di San Vincenzo, quali Beato Angelico, Bellini, il Ghirlandaio e Tiziano. In attesa di un più dettagliato studio si può affermare, quindi, che gli autori degli affreschi sono almeno tre.

I restauri sono stati realizzati dalla ditta torinese Lupo e Galli.

Il comune di Macello, situato nella campagna pinerolese, ospita anche altre chiesette, sparse nel territorio circostante, tra cui la cappella di San Teodoro, che custodisce affreschi del pittore vigonese Michele Baretta (1916-1987), nota anche come cappella di “San Ciòdo” perché sembra conservasse un chiodo della croce di Cristo, e la cappella di San Grato, fondata nel 1687, che presenta incorporata nell’altare una pietra di San Grato con valore di reliquia.

Il momunento più vistoso e imponente del paese è però il magnifico castello d’origine duecentesca, appartenuto dalla fine del Trecento fino agli inizi dell’Ottocento all’importante famiglia astigiana dei Solaro. A pianta pressoché quadrata, con mastio centrale e quattro bertesche angolari, il complesso fortificato, rimaneggiato nel Settecento per esigenze residenziali e di aggiornamento stilistico degli interni, presenta un ampio parco di circa 12.000 mq che comprende molte piante secolari.

Si ringrazia l’ufficio stampa della Città Metropolitana di Torino per il materiale documentaristico e fotografico