Puntata precedente: I giardini di Villa della Regina tra vasche, grotte e fontane
La visita virtuale di Villa della Regina condotta da Andrea Coda si completa con la narrazione di storia, caratteristiche e curiosità del vigneto di Freisa impiantato sulla collina immediatamente a nord della residenza, con splendida vista sulla città di Torino. Oggi il vigneto “urbano” di Villa della Regina, gemellato con quello parigino del Clos de la Confrerie de Montmartre, rivive grazie all’iniziativa dell’azienda chierese Balbiano, che vi ricava il Freisa di Chieri DOC Vigna Villa della Regina.
Dopo aver parlato della Storia , dei Personaggi e dei Giardini della Villa della Regina concludiamo parlando del suo famoso vitigno.
Il «grande appezzamento di vigneto popolato da piante fruttifere», che si estende sulla collina a nord di Villa della Regina, fu realizzato come parte agricola integrante della Vigna voluta dal Cardinale Maurizio di Savoia all’inizio del Seicento. «Vigna, bosco, prato e giardino» sono descritti nel 1657 nel suo inventario post mortem e in quello successivo del 1677, quando consistenti «miglioramenti rilevanti a somme considerevolissime», comprendenti anche il «piantamento d’Arbori e Viti», furono promossi dalla nuova proprietaria, la moglie Ludovica di Savoia.

Nel corso del Settecento l’interesse per questo aspetto del «vivere in Villa» si mantenne inalterato, così come nell’Ottocento, quando il vigneto, in locazione, confinava con i «giardini a Frutta», a loro volta contigui all’«orto a legumi» del Custode della Villa.
Con la chiusura dell’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari, proprietario della Villa dal 1867, il versante destinato a vigneto e l’intero giardino furono invasi da piante infestanti che ne determinarono la scomparsa dal panorama cittadino. Il complesso intervento di recupero ambientale e di reimpianto venne attuato, tra il 2003 ed il 2006, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici.
Avvalendosi della preziosa collaborazione del Prof. Gerbi (Università degli Studi di Torino – Facoltà di Agraria) e della Dott.ssa Anna Schneider (CNR – Torino), l’Azienda Balbiano è riuscita nel complesso intento di ridare vita alla Vigna della Regina.
Un totale di 2700 barbatelle, per la maggior parte di Freisa, disposte su una superficie totale di 0,73 ettari.
Il primo anno di raccolta è stato il 2008: i 10 quintali di uve vendemmiate sono state interamente affidate al Prof. Gerbi affinchè, attraverso una serie di micro-vinificazioni sperimentali, desse il suo parere riguardo le potenzialità di vinificazione: i risultati hanno dato esiti straordinari, incoraggiando l’Azienda Balbiano ad intraprendere una vinificazione mirata ad un lungo affinamento. L’annata 2009 ha segnato la prima vendemmia ufficiale del “Vigna della Regina”: 40 quintali di uve sane e mature hanno dato origine alle prime storiche bottiglie del “Vigna della Regina” 2009.
Nel Maggio 2011, in un’asta benefica organizzata proprio a Villa della Regina, sono stati venduti i primi grandi formati del vino di Torino, raccogliendo fondi da destinare proprio al recupero dei giardini della Villa.
Il 2011 è un anno storico per il Vigneto Reale e per l’Azienda Balbiano. Un lungo e delicato lavoro ha portato alla reintroduzione del vigneto di Villa della Regina all’interno dell’area DOC del Freisa di Chieri, rendendolo così in grado di produrre (proprio dall’annata 2011) il primo Freisa di Chieri DOC “Vigna Villa della Regina”.

L’anno 2014 segna un ulteriore passaggio fondamentale: il gemellaggio con il “Clos Montmartre”, vigneto urbano di Parigi. I due più importanti e storici vigneti urbani d’Europa cooperano oggi per la promozione della viticoltura urbana, con progetti mirati alla beneficenza. Torino ha deciso di valorizzare il suo, il Vigneto della Villa della Regina a breve distanza dalla Mole, gemellandosi con il piccolo vigneto parigino del Clos de la Confrerie de Montmartre, vicino alla basilica del Sacro Cuore.
Due piccole zone verdi che si inseriscono nel tessuto urbano, destinate non a giardino, ma alle colture. Il vigneto francese produce 600 bottiglie l’anno, mentre quello italiano arriva a 4.000, e si tratta di vini di qualità: nel 2010 il vino torinese ha ottenuto la DOC. Inoltre l’attività commerciale è collegata a iniziative benefiche.
Credo sia opportuno far notare come anche il vitigno parigino abbia nobili origini Sabaude. Vediamo perché.
Clos de la Confrerie de Montmartre
L’Abbazia Reale di Montmartre è un’abbazia di monache benedettina fondata nel XII secolo sul versante nord di Montmartre dalla regina di Francia Adelaide di Savoia, moglie di Luigi VI e prima badessa, a fianco della chiesa di Saint-Pierre de Montmartre, una delle più antiche di Parigi.
Il vigneto faceva parte dell’abbazia e un tempo copriva i tre quarti della collina. Con l’annessione alla città di Parigi nel 1860 le case sostituiscono poco alla volta li filari e nel 1928 i vigneti sono spariti. Nel 1933 è stato ricreato il vigneto con 2000 piante su un piccolo appezzamento di 0,15 ettari, l’anno seguente si è avuta la prima vendemmia. Il vigneto si può visitare durante il “Festival dei Giardini” che si tiene in autunno. Il vino prodotto viene messo all’asta e il ricavato è destinato a opere socialmente utili per il quartiere di Montmartre.

Ricordiamoci anche di un altro prestigioso vitigno cittadino austriaco che si trova nella città di Vienna nel bellissimo quartiere romantico di Grinzing. Attorno a Vienna vi sono ben 700 ettari di vigneti. Alcuni, come quelli di Grinzing, si incuneano tra le case e fanno parte del tessuto urbano della capitale. In autunno, nella tradizionale Giornata escursionistica del vino viennese, è possibile accedere al “sentiero del vino” che corre tra i filari all’interno dei vigneti privati. Molte le osterie, gli “Heuriger”, che servono il vino proprio prodotto nell’anno.
Le prossime puntate del nostro tour alla scoperta delle Residenze Sabaude saranno destinate alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Testo di Andrea Coda e foto di Paolo Barosso
Nota della redazione: ricordiamo che Andrea Coda è disponibile ad accompagnarvi in visite guidate alla Villa della Regina e nelle Residenze Sabaude. Per chi volesse prenotare e/o chiedere informazioni sui costi, chiamare il numero 393/4530401 o scrivere a andreacoda@me.com


